Ad Hong Kong, la prima diagnosi
di probabile SARS è stata effettuata in un paziente proveniente dalla Cina lo
scorso mese di febbraio da cui sembra abbia avuto origine un’imponente
epidemia al Prince of Wales Hospital verso metà marzo 2003. Un’altra epidemia
è scoppiata verso la fine di marzo in un complesso residenziale di Hong Kong,
probabilmente causata da un paziente dimesso dal Prince Wales Hospital
recatosi ripetutamente in quel complesso residenziale. I bambini e gli
adolescenti contagiati durante la prima fase di questa epidemia sono stati
ricoverati presso il United Christian Hospital.
Questo è il contesto di uno
studio pubblicato sull’ultimo numero della rivista
Pediatric Critical Care Medicine (
introduzione,
pag.1,
pag.2,
pag.3,
pag.4,
pag.5) (Wa-Keung Chiu, Patrick CH, Cheung KL
et al.
Pediatric Critical Care medicine, vol4, N.3, July 2003
www.pccmjournal.org) ha recentemente pubblicato uno studio che
riguarda 21 di questi giovani pazienti.
Lo studio
E’ uno studio di coorte
descrittivo retrospettivo, della durata di tre settimane, su pazienti di età
inferiore a 18 anni (età media 10,7 ±
5,1 anni), 10 maschi e 11 femmine, su cui è stata effettuata una diagnosi
clinica di SARS. La maggior parte dei giovani pazienti proviene da famiglie
con altri membri adulti affetti da SARS. Tuttavia nessuno ha viaggiato
recentemente all’estero o si è recato in strutture sanitarie né ha avuto
contatti con uccelli o pollame vivo.
Questi i sintomi più diffusi
risocntrati nei bambini: febbre, tosse improduttiva, malessere, brividi, mal
di testa, mialgia e perdita di appetito. I test batteriologici e virologici
per gli agenti patogeni più comuni hanno dato risultati negativi. Le
radiografie del torace presentavano generalmente un’opacità focale
unilaterale.
Il regime di trattamento condotto
si è basato sulle
Hospital Authority Guidelines sulla SARS, e cioè trattamento antibiotico
con una cefalosporina di terza generazione e un macrolide per i normali
patogeni per la polmonite. In caso di febbre persistente si è somministrata
ribavirina. Di fronte al peggiorare delle condizioni cliniche o a cambiamenti
progressivi delle radiografie al torace, si è fatto ricorso al trattamento
con steroidi.
I pazienti sono stati monitorati
quotidianamente con radiografie e analisi del sangue, per seguire
l’evoluzione della patologia e degli effetti indesiderati del trattamento
fino a quando le loro condizioni non si sono stabilizzate.
Sono stati riscontrati i seguenti
effetti collaterali: asintomatica diminuzione dei livelli di emoglobina (13
casi), mughetto (7 casi), ipertensione (4 casi), bradicardia (3 casi), acne
grave (2 casi).
Confrontando il gruppo di 11
bambini con meno di 11 anni con il gruppo di 10 pazienti di età superiore a
12 anni, si è osservato che il secondo gruppo presentava in misura minore il
sintomo della tosse, tuttavia, si sono manifestate temperature più alte e per
un periodo più lungo e malessere generale più evidente. I valori ematici
hanno presentato alterazioni più marcate e la scomparsa dei sintomi ha
richiesto più tempo.
Il regime di trattamento per la
SARS è ancora controverso. Questo studio evidenzia come nei giovani di età
inferiore ai 18 anni, il decorso clinico della malattia è in genere di grado
più lieve rispetto a quanto avviene tra gli adulti. Persino tra bambini e
adolescenti di età superiore ai dodici anni sono state riscontrate differenze
nel decorso della malattia. Nessuno dei pazienti che ha partecipato allo
studio ha avuto bisogno di ventilazione meccanica (come invece sovente
avviene per gli adulti). Non si sa perché la malattia presenti un’evoluzione
differente nei bambini rispetto agli adulti e persino agli adolescenti.
Non è chiaro se il trattamento
effettuato abbia determinato differenze significative sul normale decorso
della malattia poiché non sono state condotte sperimentazioni cliniche. In
uno dei casi considerati, le anomalie evidenziate dalla radiografia al torace
sono scomparse senza trattamento. Pertanto, è ragionevole supporre che
potrebbero esserci sul territorio casi non diagnosticati che si risolvono
spontaneamente.
La SARS è una malattia molto
contagiosa in cui i contatti all’interno del proprio nucleo familiare
svolgono un ruolo importante. Nel gruppo dei pazienti considerato, in 13
famiglie di appartenenza dei bambini vi erano da due a cinque membri già
contagiati, mentre altri due bambini vivevano nello stesso quartiere e due
nelle vicinanze.
Il meccanismo di trasmissione
della SARS rimane poco chiaro. L’agente eziologico della SARS è ancora
oggetto di studio. E’ interessante notare che nel gruppo di pazienti presi in
esame in questo studio, i test virologici e batteriologici non sono riusciti
a evidenziare batteri e virus comuni che potrebbero avere causato la malattia
respiratoria. Questi risultati sono simili anche in altri studi.
Nel momento in cui questo
articolo è stato scritto, i pazienti presi in esame sembrano presentare
esiti favorevoli. Tuttavia bisognerà monitorare gli effetti a lungo termine
soprattutto in coloro a cui sono stati somministrati ribavirina o alte dosi
di steroidi.
Tuttavia, devono essere
approfondite anche le conseguenze psicosociali dell’ospedalizzazione in
semi-isolamento per bambini e adolescenti. Molti dei bambini considerati
hanno parenti colpiti della malattia il cui decorso è stato molto meno
favorevole (tre di loro sono morti). Inoltre ad Hong Kong le scuole sono
rimaste chiuse per un certo periodo di tempo, non è chiaro quale sarà
l’impatto di questa misura sugli alunni e la società.
Sebbene molti bambini siano stati
dimessi, potrebbero ancora trasmettere la malattia e pertanto rimane
necessario prendere alcune precauzioni per evitare il contagio ad altre
persone. Attualmente non si sa per quanto tempo sia necessario mantenere
queste misure precauzionali.