Nelle Regioni
Ausl Viterbo. Dati integrati di sistemi di sorveglianza su incidenti stradali e loro determinanti (pdf 715 kb)
Documento pubblicato a marzo 2012 dalla Ausl di Viterbo. Dal rapporto emerge che nella Provincia di Viterbo, nel 2010, si sono verificati 867 incidenti stradali con lesioni a persone, responsabili di 35 decessi e di 1349 feriti.
Asl Roma D. Dati integrati di sistemi di sorveglianza su incidenti stradali e loro determinanti (pdf 770 kb)
Documento pubblicato a marzo 2012 dalla Asl Roma D. Dal rapporto emerge che, nel 2010, 14.768 cittadini residenti nella Asl Roma D hanno effettuato l’accesso a un PS della Regione Lazio, ovunque ubicato.
Asl Roma C. Dati integrati di sistemi di sorveglianza su incidenti stradali e loro determinanti (pdf 1,1 Mb)
Documento pubblicato a febbraio 2012 dalla Asl Roma C. Dal rapporto emerge che nella Provincia di Roma, nel 2010, sono stati registrati 22.999 incidenti con lesioni a persone che hanno causato 291 decessi e 31.055 feriti.
Rapporto 2010 sull’incidentalità in Piemonte
Secondo il rapporto sull’incidentalità elaborato dal Centro di monitoraggio regionale della sicurezza stradale, il 2008 in Piemonte è stato un anno positivo in termini di riduzione del fenomeno degli incidenti: la mortalità sulle strade extraurbane, dopo l’aumento del 2007, è tornata ad abbassarsi. Infatti, il numero di decessi, nel periodo 2001-2008, si è ridotto del 41%, quello dei feriti del 23% e gli incidenti sono diminuiti del 22%. Importante anche il miglioramento sulle strade ex-statali dove l’indice di mortalità è passato da 4,3 nel 2007 a 1,9 nel 2008. In sensibile riduzione anche gli incidenti nelle ore di punta, mentre rimangono negativi i dati relativi ai giovani di sesso maschile: a morire per incidenti sono infatti soprattutto i maschi adulti di età compresa tra i 31 e i 45 anni e i giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Scarica il rapporto dalla pagina dedicata sul sito dei Dors.
L’epidemiologia degli incidenti stradali in Toscana (pdf 3,50 Mb)
Negli ultimi anni, in Toscana, è aumentato il numero degli incidenti stradali di cui, ma ne è diminuita la gravità: è quanto emerge dal rapporto pubblicato dal settore Epidemiologia dei servizi sociali integrati dell’Agenzia regionale della sanità della Toscana. Nel 2008 si sono verificati 18.800 incidenti stradali che hanno causato il ferimento di quasi 25 mila persone e il decesso di circa 300 individui. Dai dati raccolti emergono le caratteristiche dei soggetti coinvolti nei sinistri: una persona su tre appartiene alla fascia di età 14-29 anni, i maschi infortunati sono oltre il doppio delle ragazze, e le categorie più deboli sono rappresentate da ciclisti e pedoni, soprattutto anziani. La maggior parte degli incidenti avviene di giorno e in strade urbane, tuttavia, le conseguenze sanitarie più gravi si verificano in seguito a quelli che avvengono di notte in strade extraurbane. Le cause principali sono rappresentate dal mancato rispetto delle regole di precedenza, dalla guida distratta e dalla velocità troppo elevata. Uno studio condotto tra un campione di studenti toscani di età compresa tra 14 e 19 anni rivela che circa un terzo degli intervistati ha guidato almeno una volta, nell’ultimo anno, dopo aver consumato elevate quantità di alcol, e il 16,2% dopo aver assunto droghe.
Incidenti in Piemonte: il rapporto regionale 2009 (pdf 1,2 Mb)
Il Centro di monitoraggio regionale della sicurezza stradale ha pubblicato il rapporto 2009 sulla situazione dell’incidentalità stradale in Piemonte. Secondo lo studio, dal 2006 al 2007, i morti per incidente stradale nella Regione sono passati da 9,3 a 9 ogni mille abitanti con una riduzione degli incidenti pari a circa il 3%, percentuale inferiore rispetto a quella dell’anno precedente (-11%). La riduzione del fenomeno incidentale è stata apprezzabile sulle strade comunali (-20%) e sulle autostrade (-2% per gli incidenti e -17% per i morti), mentre un peggioramento è stato rilevato sulle strade provinciali e statali (con aumento degli incidenti pari al 50% e al 30% rispettivamente). In diminuzione risultano i decessi tra i pedoni (-18%) e tra i ciclisti (-12%), mentre in aumento sono i morti tra i motociclisti (+10%). Il maggior numero di incidenti si verifica a maggio, giugno e luglio, ma è ad agosto che si registrano i più alti indici di gravità e mortalità. Più preoccupante la situazione nel Cuneese e nel Vercellese.
Incidenti in Piemonte: uno studio sull’uso di cinture, caschi e seggiolini (pdf 1,9 Mb)
Il Piemonte è una delle Regioni dell’Italia settentrionale con il più elevato indice di mortalità per incidenti che nel 2004 è risultato pari 3,28, un valore inferiore rispetto a quello dell’anno precedente (3,66) ma superiore rispetto al dato nazionale (2,50). Più gravi gli incidenti nel Cuneese (indice di mortalità 5,43) rispetto a quelli del Torinese (2,54). Per far fronte a questa situazione, come previsto dal progetto regionale “Attività di sorveglianza incidenti stradali 2006-2008”, è stato effettuato uno studio sulla prevalenza dell’uso delle cinture di sicurezza, del casco e dei seggiolini per il trasporto dei bambini. Dal rapporto è emerso che il 76,4% dei conducenti degli automezzi usa la cintura di sicurezza (74,6% per gli uomini, 79,5% per le donne) e che l’uso delle cinture è più diffuso sulle aree extraurbane (80,7%). Molto più basse le percentuali relative all’uso delle cinture di sicurezza da parte dei passeggeri dei sedili posteriori (24,5%). Per quanto riguarda l’uso del casco, è utilizzato dal 98,8% dei motociclisti e dal 97,2% dei passeggeri di motocicli. Brutte notizie, invece, per quanto riguarda il trasporto dei bambini: l’uso dei seggiolini è stato registrato soltanto nel 53,22% dei casi.
Il rapporto 2008 sugli incidenti stradali in Piemonte (pdf 1,1 Mb)
In Piemonte, tra il 2001 e il 2006 il numero dei morti per incidente stradale è diminuito di circa il 30%, mentre il numero di incidenti e feriti si è ridotto del 10%. La percentuale di incidenti che coinvolge “utenti deboli” (pedoni, ciclisti e conducenti di ciclomotori e motocicli) è invece cresciuta dal 34% del 2001 al 38% del 2006, e la percentuale di mortalità tra queste categorie è salita nello stesso periodo di circa il 15% rispetto al totale dei decessi. Sono questi i dati più significativi contenuti nel rapporto “La situazione dell’incidentalità stradale in Piemonte al 2006: rapporto 2008”, elaborato dal Centro di monitoraggio regionale della sicurezza stradale (Cmrss), la struttura costituita nel 2007 per migliorare il quadro conoscitivo sull’incidentalità della Regione Piemonte. La maggiore prevalenza di incidenti e feriti si registra nelle aree urbane (circa il 70% del totale) e nei Comuni con più di 30 mila abitanti. Se la Provincia di Torino concentra nel proprio territorio più della metà degli incidenti e dei feriti dell’intera Regione e il 35% dei morti, quella di Cuneo è la seconda Provincia per numero di morti (19%) e la prima per indici di lesioni, mortalità e gravità. La maggior parte degli incidenti e dei feriti si verifica in condizioni di cielo sereno, ma gli episodi più gravi e mortali hanno luogo nei giorni di nebbia. Gli indici di mortalità, lesività e gravità più elevati si registrano nei fine settimana e di notte.
Gli incidenti sulle strade della riviera emiliano-romagnola
Durante l’estate le strade della riviera adriatica dell’Emilia-Romagna sono molto trafficate ed è più alto il rischio di incidenti. Secondo il rapporto “Incidenti stradali nelle province della costa emiliano-romagnola” tra il 2000 e il 2006 il numero di sinistri è aumentato, a fronte di un aumento dei veicoli circolanti. Gli incidenti sono però meno gravi ed è diminuito il numero di vittime sulle strade, anche grazie alle leggi che hanno reso obbligatorio casco e cintura di sicurezza. Alcol ed eccesso di velocità sono i principali responsabili degli incidenti.
Incidenti stradali in Toscana: una sintesi dei risultati (pdf 1,2 Mb)
L’Osservatorio epidemiologico della regione Toscana ha presentato uno studio condotto sull’infortunistica stradale nella propria regione. Dal quadro dei risultati emerge che in media ogni anno in Toscana, dal 1991 al 2003, si sono verificati 17.503 sinistri con almeno un ferito, 23.487 feriti e 448 decessi. Gli incidenti sono aumentati del 14%, ma è diminuita la loro gravità. Il rapporto di mortalità (RM=numero di morti ogni 1000 incidenti) è diminuito passando da 30,2 a 25,6. Gli incidenti più gravi avvengono nelle ore notturne del fine settimana (RM=55,0) nei periodi estivi, in ambito extraurbano con coinvolgimento soprattutto di maschi giovani. I giovani rappresentano il 42,8% dei conducenti deceduti, mentre gli anziani rappresentano il 63,8% di tutti i pedoni deceduti. Gli incidenti avvenuti per alterazioni dello stato psicofisico sono particolarmente gravi (RM=98,1). Dal 1987 al 2002 la mortalità per traumatismi è la prima causa di morte negli uomini tra i 10 e i 40 anni e per le donne tra i 10 e i 30 anni. Nel biennio 2001-2002 i ricoveri causati da trauma sono stati circa 70.000 e, con 18 ricoveri ogni 1000 residenti, rappresentano il 9,4% del totale dei ricoveri. La distribuzione degli infortuni stradali sul territorio toscano ha evidenziato alcune aree in cui le conseguenze sono particolarmente gravi: la Asl di Arezzo presenta 46,3 decessi ogni mille incidenti, mentre a Firenze sono 13,7. L’effetto dell’introduzione della patente a punti, nonostante abbia contribuito alla diminuzione degli incidenti nel periodo immediatamente successivo alla sua introduzione (luglio 2003), sembra aver perso parte della sua efficacia a partire dagli ultimi mesi del 2004.