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Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
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(21 gennaio 2010) Eurosafe: il rapporto 2009 sugli incidenti in Europa

Ogni due secondi qualcuno muore a causa di un incidente. Gli incidenti sono uno dei problemi più gravi per la salute pubblica dei cittadini dell’Ue e ogni anno uccidono più di 250 mila persone e provocano circa 42 milioni di infortuni, causando spesso disabilità permanenti. Il primo passo verso la prevenzione è la messa a punto di un sistema efficiente di raccolta dati sulla base del quale i Governi degli Stati membri possano organizzare i loro interventi. Leggi l’approfondimento.

 

(17 dicembre 2009) Incidenti in Piemonte: il rapporto regionale 2009

Il Centro di monitoraggio regionale della sicurezza stradale ha pubblicato il rapporto 2009 sulla situazione dell’incidentalità stradale in Piemonte. Secondo lo studio, dal 2006 al 2007, i morti per incidente stradale nella Regione sono passati da 9,3 a 9 ogni mille abitanti con una riduzione degli incidenti pari a circa il 3%, percentuale inferiore rispetto a quella dell’anno precedente (-11%). La riduzione del fenomeno incidentale è stata apprezzabile sulle strade comunali (-20%) e sulle autostrade (-2% per gli incidenti e -17% per i morti), mentre un peggioramento è stato rilevato sulle strade provinciali e statali (con aumento degli incidenti pari al 50% e al 30% rispettivamente). In diminuzione risultano i decessi tra i pedoni (-18%) e tra i ciclisti (-12%), mentre in aumento sono i morti tra i motociclisti (+10%). Il maggior numero di incidenti si verifica a maggio, giugno e luglio, ma è ad agosto che si registrano i più alti indici di gravità e mortalità. Più preoccupante la situazione nel Cuneese e nel Vercellese. Leggi il documento completo (pdf 1,2 Mb).

 

(17 dicembre 2009) Incidenti in Piemonte: uno studio sull’uso di cinture, caschi e seggiolini

Il Piemonte è una delle Regioni dell’Italia settentrionale con il più elevato indice di mortalità per incidenti che nel 2004 è risultato pari 3,28, un valore inferiore rispetto a quello dell’anno precedente (3,66) ma superiore rispetto al dato nazionale (2,50). Più gravi gli incidenti nel Cuneese (indice di mortalità 5,43) rispetto a quelli del Torinese (2,54). Per far fronte a questa situazione, come previsto dal progetto regionale “Attività di sorveglianza incidenti stradali 2006-2008”, è stato effettuato uno studio sulla prevalenza dell’uso delle cinture di sicurezza, del casco e dei seggiolini per il trasporto dei bambini. Dal rapporto è emerso che il 76,4% dei conducenti degli automezzi usa la cintura di sicurezza (74,6% per gli uomini, 79,5% per le donne) e che l’uso delle cinture è più diffuso sulle aree extraurbane (80,7%). Molto più basse le percentuali relative all’uso delle cinture di sicurezza da parte dei passeggeri dei sedili posteriori (24,5%). Per quanto riguarda l’uso del casco, è utilizzato dal 98,8% dei motociclisti e dal 97,2% dei passeggeri di motocicli. Brutte notizie, invece, per quanto riguarda il trasporto dei bambini: l’uso dei seggiolini è stato registrato soltanto nel 53,22% dei casi. Leggi il documento completo (pdf 1,9 Mb).

 

(3 dicembre 2009) Oms Europa: il rapporto 2009 sulla sicurezza stradale

Ogni anno in Europa gli incidenti stradali causano 120 mila decessi e 2,4 milioni di infortuni. Gli incidenti sono la prima causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 5 e i 29 anni e circa il 70% degli infortuni mortali avviene nei Paesi a basso e medio reddito. Oltre all’enorme peso sociale e sanitario degli incidenti, è significativo anche il loro impatto economico, pari a circa il 3% del prodotto interno lordo. È quanto emerge dal rapporto dell’Oms Europa sullo stato della sicurezza stradale in Europa, che fornisce il quadro della situazione e le raccomandazioni da seguire per fare prevenzione. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

 

(3 dicembre 2009) Incidenti stradali in Italia: il rapporto Aci-Istat 2008

Secondo il rapporto di Aci e Istat, in Italia, nel 2008, quasi 5 mila persone hanno perso la vita in incidenti stradali e oltre 310 mila sono rimaste infortunate. Le strade più pericolose sono quelle urbane (76,8% degli incidenti mortali) e le giornate più a rischio quelle del fine settimana (in cui si concentra circa un quarto degli incidenti). Il 44% degli incidenti avviene per il mancato rispetto delle regole di precedenza e il 69,8% dei decessi riguarda i conducenti, soprattutto tra i 25 e i 29 anni. Più pericolose la moto e la bicicletta. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

 

(2 luglio 2009) La sicurezza stradale nel mondo: il rapporto Oms 2009

Ogni anno gli incidenti stradali coinvolgono tra i 20 e i 50 milioni di persone, uccidendone circa 1,3 milioni. Il 90% di queste morti avviene nei Paesi più poveri, ma la mancanza di sicurezza sulle strade rimane una priorità di salute pubblica anche per i Paesi industrializzati. È quanto emerge dal rapporto dell’Oms sulla sicurezza stradale che ha coinvolto 178 Paesi in tutto il mondo. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

 

(4 giugno 2009) Sicurezza stradale e adolescenti: il rapporto Eurosafe 2009

Ogni anno in Europa muoiono circa 52 mila giovani sotto i 20 anni e, di questi, circa 10 mila (20%) perdono la vita a causa degli incidenti. In Italia, gli incidenti stradali continuano a essere la prima causa di morte, in particolare tra i 15 e i 19 anni e, soprattutto, tra i maschi. Il nostro Paese ha svolto un buon lavoro in materia di sicurezza di ciclomotori e motorini, mentre al contrario, poco è stato fatto per la sicurezza di passeggeri e conducenti, ciclisti e pedoni. Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro, sulla situazione in Italia e in Europa.

 

(27 novembre 2008) Aci-Istat: il rapporto sugli incidenti in Italia nel 2007

Ogni giorno in Italia si verificano in media 633 incidenti stradali, che provocano la morte di 14 persone e il ferimento di altre 893. Nel 2007 sono stati rilevati più di 230 mila incidenti stradali, che hanno provocato il decesso di 5131 persone, mentre altre 325.850 hanno subito lesioni di diversa gravità. Sono questi i nuovi dati contenuti nel rapporto Istat-Aci relativo agli incidenti stradali avvenuti in Italia nel 2007. Il documento evidenzia che negli ultimi anni la gravità degli incidenti si è progressivamente ridotta: nel 2007 l’indice di mortalità si attesta al 2,2% contro il 2,8% del 2000, e l’indice di gravità scende da 1,9 decessi ogni 100 infortunati nel 2000 a 1,6 decessi nel 2007. Rispetto al 2006, a fronte di una crescita del parco veicolare pari al 15,7%, si registra infatti un forte calo del numero dei morti (-9,5%), la diminuzione del numero degli incidenti (-3%) e dei feriti (-2,1%). Scarica il rapporto (pdf 131 kb) e leggi la nota metodologica (pdf 72 kb).

 

(13 novembre 2008) Il rapporto 2008 sugli incidenti stradali in Piemonte

In Piemonte, tra il 2001 e il 2006 il numero dei morti per incidente stradale è diminuito di circa il 30%, mentre il numero di incidenti e feriti si è ridotto del 10%. La percentuale di incidenti che coinvolge “utenti deboli” (pedoni, ciclisti e conducenti di ciclomotori e motocicli) è invece cresciuta dal 34% del 2001 al 38% del 2006, e la percentuale di mortalità tra queste categorie è salita nello stesso periodo di circa il 15% rispetto al totale dei decessi. Sono questi i dati più significativi contenuti nel rapporto “La situazione dell’incidentalità stradale in Piemonte al 2006: rapporto 2008”, elaborato dal Centro di monitoraggio regionale della sicurezza stradale (Cmrss), la struttura costituita nel 2007 per migliorare il quadro conoscitivo sull’incidentalità della Regione Piemonte. La maggiore prevalenza di incidenti e feriti si registra nelle aree urbane (circa il 70% del totale) e nei Comuni con più di 30 mila abitanti. Se la Provincia di Torino concentra nel proprio territorio più della metà degli incidenti e dei feriti dell’intera Regione e il 35% dei morti, quella di Cuneo è la seconda Provincia per numero di morti (19%) e la prima per indici di lesioni, mortalità e gravità. La maggior parte degli incidenti e dei feriti si verifica in condizioni di cielo sereno, ma gli episodi più gravi e mortali hanno luogo nei giorni di nebbia. Gli indici di mortalità, lesività e gravità più elevati si registrano nei fine settimana e di notte. Per maggiori approfondimenti, consulta il rapporto completo (pdf 1,1 Mb).

 

(31 luglio 2008) Gli incidenti sulle strade della riviera emiliano-romagnola

Durante l’estate le strade della riviera adriatica dell’Emilia-Romagna sono molto trafficate ed è più alto il rischio di incidenti. Secondo il rapporto “Incidenti stradali nelle province della costa emiliano-romagnola” tra il 2000 e il 2006 il numero di sinistri è aumentato, a fronte di un aumento dei veicoli circolanti. Gli incidenti sono però meno gravi ed è diminuito il numero di vittime sulle strade, anche grazie alle leggi che hanno reso obbligatorio casco e cintura di sicurezza. Alcol ed eccesso di velocità sono i principali responsabili degli incidenti. Consulta il rapporto (pdf 735 kb), la sintesi dei risultati (pdf 460 kb) e la scheda informativa (pdf 300 kb). Leggi anche il commento di Luigi Salizzato, direttore del dipartimento di Sanità pubblica della Ausl di Cesena.

 

(10 aprile 2008) Incidenti stradali: i dati 2003-2005 nel Rapporto infortuni della Ue

Secondo il “Rapporto infortuni 2003-2005 dell’Unione Europea”, gli incidenti stradali rappresentano il 23% di tutti gli incidenti mortali (volontari e non) e riguardano più di 56 mila persone ogni anno nei 27 Paesi membri. Oltre alle vittime della strada, sono 850 mila le persone coinvolte in incidenti automobilistici che vengono ricoverate annualmente in ospedale e quasi 4 milioni hanno bisogno di cure mediche. Leggi l’approfondimento a cura della redazione di EpiCentro.

 

(22 novembre 2007) Proteggere i ragazzi dagli incidenti: l’Europa si dà i voti

Più di 2 mila morti tra i giovani e la perdita di oltre 130 mila potenziali anni di vita. Secondo il nuovo rapporto pubblicato da EuroSafe, l'Alleanza europea per la sicurezza del bambino, in Italia gli incidenti sono la principale causa di morte nei ragazzi di età compresa tra 0 e 19 anni. Infortuni e lesioni mortali provocano infatti quasi la metà del totale dei decessi tra i bambini e gli adolescenti. Ogni anno in tutta Europa potrebbero essere evitate più di 6700 morti di bambini e adolescenti, se ogni Paese raggiungesse il livello di sicurezza della Svezia, lo Stato più sicuro d’Europa. Leggi l’approfondimento sulla situazione in Italia e in Europa.

 

(26 aprile 2007) La settimana mondiale 2007 per la sicurezza stradale

L'incidente non è fatalità: questo lo slogan della prima Settimana mondiale della sicurezza stradale delle Nazioni Unite, organizzata dal 23 al 29 aprile dall’Oms. L’impegno individuale e collettivo dei principali settori della società può contribuire a ridurre in modo significativo il fenomeno degli incidenti stradali, principale causa di morte nel mondo per i ragazzi tra i 10 e i 24 anni: sono infatti circa 400 mila le vittime delle strade ogni anno fra i giovani di età inferiore ai 25 anni. Tra le iniziative, l'Assemblea mondiale dei giovani, a cui sono intervenute delegazioni di giovani provenienti da cento Paesi. Sono state anche presentate due importanti pubblicazioni internazionali, una dell’Oms e una dell’Oms Europa, sulla sicurezza stradale fra i giovani. Leggi la presentazione delle iniziative mondiali ed europee, a cura della redazione di EpiCentro. Per quanto riguarda le iniziative previste in Italia, sul sito delle Nazioni Unite leggi tutte le attività e gli appuntamenti in programma nel nostro Paese. Consulta l’argomento di salute incidenti stradali.

(8 febbraio 2007) Sistema Ulisse: il monitoraggio 2000-2005
È stato pubblicato un rapporto Istisan sul sistema Ulisse, il sistema di sorveglianza in grado di monitorare sul territorio nazionale l’uso del casco e delle cinture di sicurezza. Nato nel dicembre 2000 dalla collaborazione tra il ministero delle Infrastrutture e l’Istituto superiore di sanità (Iss), il sistema permesso all’Italia di portarsi in linea con gli altri Paesi europei che già da tempo dispongono di un sistema nazionale di rilevazione dell’uso dei dispositivi di sicurezza. La rete di monitoraggio di Ulisse può contare oggi su 850 punti di osservazione per un totale di 72 province e 222 comuni. Le rilevazioni vengono effettuate sia su strade urbane che extraurbane. Per quanto riguarda le vie urbane, le rilevazioni riguardano sia le zone centrali che periferiche. Vengono poi effettuate osservazioni a campione per sesso e fasce d’età.
Per maggiori informazioni, leggi il rapporto Istisan sul sistema Ulisse (pdf 922 kb).

(30 novembre 2006) Aci-Istat: il rapporto sugli incidenti in Italia nel 2005
Ogni giorno in Italia si verificano in media 617 incidenti stradali, che causano la morte di 15 persone e il ferimento di 860. Nel 2005 si sono verificati più di 225 mila incidenti stradali, che hanno provocato il decesso di più di 5 mila persone, mentre altre 313.727 hanno subito lesioni di diversa gravità. Rispetto al 2004, è in calo il numero degli incidenti (-1,8%), quello dei morti
(-4,7%) e dei feriti (-2,7%). Sono questi i nuovi dati contenuti nel rapporto Istat-Aci relativo agli incidenti stradali avvenuti in Italia nel 2005: leggi il comunicato, scarica il rapporto (pdf 250 kb) e leggi la nota metodologica (pdf 205 kb).

 

(7 settembre 2006) Oms: promuovere l’uso del casco per prevenire gli incidenti stradali

Ogni anno le vittime della strada sono circa 1,2 milioni in tutto il mondo: l’uso del casco può ridurre il rischio e la gravità di questi incidenti. Per incentivare i governi a promuoverne l’uso, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, l’Oms ha pubblicato il nuovo manuale “Casco: un manuale di sicurezza stradale per le autorità e i decisori” (pdf 3 Mb). Si tratta di un aggiornamento del Rapporto mondiale sulla prevenzione degli incidenti stradali, pubblicato nel 2004 dall’Oms e dalla Banca mondiale. Il manuale è stato prodotto sotto l’egida delle Nazioni Unite, in collaborazione con la Global Road Safety Partnership, la Fondazione Fia per l’automobile e la società e la Banca mondiale, all’interno di una serie di documenti mirati a fornire consigli pratici su come mettere in atto le raccomandazioni del rapporto globale.
Leggi il comunicato (in italiano, in inglese).

 

(3 novembre 2005) Incidenti: la promozione di interventi formativi nelle autoscuole
A un anno di distanza dalla pubblicazione delle linee guida nazionali per la prevenzione degli incidenti stradali, è on line la revisione del rapporto Istisan relativo (parte 1 e parte 2). È stato revisionato il prodotto delle attività di promozione degli interventi formativi nelle autoscuole sui comportamenti alla guida, con particolare riguardo all’uso di sostanze psicoattive. Il 1 dicembre, in occasione del workshop che si terrà all’Iss, sarà presentato il progetto “Corso per insegnanti e istruttori di autoscuola: alcol, droga, guida”, a cura del fondo nazionale di lotta alla droga, Regione Lazio.
L’assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione chiave sulla sicurezza automobilistica, con l’obiettivo di ridurre morti e incidenti sulle strade. La risoluzione invita tutti gli Stati membri ad accogliere e attuare le raccomandazioni contenute nel rapporto Oms World report on road traffic injury prevention. La risoluzione sottolinea l’importanza di continuare ad usare il documento come cornice di riferimento per gli sforzi indirizzati a migliorare la sicurezza sulle strade. Particolare attenzione su cinque fattori di rischio: cinture di sicurezza e seggiolino per i bambini, alcol, casco, velocità e infrastrutture.
Secondo il rapporto Oms World report on road traffic injury prevention, gli incidenti stradali sono la seconda causa di morte in tutto il mondo nei giovani fino a 29 anni e la terza nella fascia di età 30-44 anni. Ogni anno muoiono sulle strade 1,2 milioni di persone, mentre 50 milioni restano ferite o disabili. Senza interventi immediati, le stime indicano che entro il 2020 i decessi legati a incidenti stradali aumenteranno dell’80% nei Paesi a basso e medio reddito. Molto alti anche i costi economici, che si aggirano intorno ai 65 miliardi di dollari. Scarica il rapporto.

 

(31 maggio 2005) Incidenti stradali in Toscana: una sintesi dei risultati
L’Osservatorio epidemiologico della regione Toscana ha presentato uno studio condotto sull’infortunistica stradale nella propria regione. Dal quadro dei risultati emerge che in media ogni anno in Toscana, dal 1991 al 2003, si sono verificati 17.503 sinistri con almeno un ferito, 23.487 feriti e 448 decessi. Gli incidenti sono aumentati del 14%, ma è diminuita la loro gravità. Il rapporto di mortalità (RM=numero di morti ogni 1000 incidenti) è diminuito passando da 30,2 a 25,6. Gli incidenti più gravi avvengono nelle ore notturne del fine settimana (RM=55,0) nei periodi estivi, in ambito extraurbano con coinvolgimento soprattutto di maschi giovani. I giovani rappresentano il 42,8% dei conducenti deceduti, mentre gli anziani rappresentano il 63,8% di tutti i pedoni deceduti. Gli incidenti avvenuti per alterazioni dello stato psicofisico sono particolarmente gravi (RM=98,1). Dal 1987 al 2002 la mortalità per traumatismi è la prima causa di morte negli uomini tra i 10 e i 40 anni e per le donne tra i 10 e i 30 anni. Nel biennio 2001-2002 i ricoveri causati da trauma sono stati circa 70.000 e, con 18 ricoveri ogni 1000 residenti, rappresentano il 9,4% del totale dei ricoveri. La distribuzione degli infortuni stradali sul territorio toscano ha evidenziato alcune aree in cui le conseguenze sono particolarmente gravi: la Asl di Arezzo presenta 46,3 decessi ogni mille incidenti, mentre a Firenze sono 13,7. L’effetto dell’introduzione della patente a punti, nonostante abbia contribuito alla diminuzione degli incidenti nel periodo immediatamente successivo alla sua introduzione (luglio 2003), sembra aver perso parte della sua efficacia a partire dagli ultimi mesi del 2004.
Per tutte le informazioni scarica il Quaderno di Agenzia, a cura dell’Osservatorio epidemiologico della Regione Toscana.


(3 marzo 2005) Incidenti, studio Iss sugli studenti
Gli incidenti stradali rappresentano uno dei maggiori problemi di sanità pubblica del nostro Paese e sono la prima causa di morte per la popolazione maschile sotto i quarant’anni. In Italia ogni anno provocano circa 7.500 morti e 20.000 invalidi gravi; ben 150.000 soggetti vengono ricoverati e le prestazioni di pronto soccorso non seguite da ricovero sono più di 1.500.000. Il gruppo più vulnerabile è costituito dai giovani tra i 15 e i 29 anni, che rappresentano circa un terzo dei 300.000 soggetti morti dal 1970 ad oggi. I costi sociali ed economici che il Paese sostiene sono elevatissimi, intorno ai 13 miliardi di euro l’anno. Questi dati sono stati recentemente ridimensionati dall’introduzione della patente a punti (luglio 2003), che ha portato a una generale diminuzione del fenomeno (circail 20%): un grosso successo, ma non sufficiente per raggiungere quel 50% di riduzione auspicato dall’Unione europea e dall’Organizzazione mondiale della sanità per il prossimo decennio. Il rapporto, a cura del Dipartimento ambiente e connessa prevenzione primaria dell’Iss, contiene i risultati di un’indagine nazionale svolta nelle scuole superiori italiane sui comportamenti a rischio per la sicurezza stradale. L’indagine si è svolta durante il primo semestre del 2003 e i risultati riguardano studenti tra i 14 e i 19 anni, che costituiscono il 90% dei 25.153 rispondenti.

(29 novembre 2004) Convegno “La promozione di interventi formativi nelle autoscuole per la prevenzione degli incidenti stradali”, Iss, Roma.

La presentazione di un documento di indirizzo sulla promozione degli interventi formativi nelle autoscuole italiane per promuovere comportamenti corretti e sicuri alla guida. Questo è l’obiettivo del convegno promosso dall’Iss, presso il quale si è costituito il gruppo di lavoro multidisciplinare composto da numerose e diverse realtà interessate al problema degli incidenti stradali. Il documento di indirizzo, pubblicato come rapporto Istisan 04/22, è rivolto alle amministrazioni pubbliche impegnate nelle iniziative di prevenzione degli incidenti, così come agli insegnanti e istruttori delle autoscuole.

Anna De Santi, ricercatrice dell’Iss e una delle coordinatrici del gruppo di lavoro multidisciplinare, commenta per Epicentro il documento di indirizzo.

(12 novembre 2004) L’Istat fornisce i dati sugli incidenti stradali nel 2003
Il 2003 è stato l’anno dell’introduzione della patente a punti, un evento che ha segnato l’andamento degli incidenti stradali nel nostro paese. Si è infatti registrata una diminuzione degli incidenti del 5,9%, con 10,7% morti e 6,6% feriti in meno rispetto all’anno precedente. Certamente questi dati non sono ancora soddisfacenti, considerato che gli incidenti continuano a essere molti (617 al giorno, con 16 morti e 874 feriti), e l’impatto sociale ed economico rimane altissimo: sono oltre 6000 le persone morte in tutto l’anno. L’Istat fornisce un documento in .pdf contenente le statistiche e i dati sugli incidenti avvenuti nel 2003 e la loro analisi, ma anche una nota metodologica che spiega il campionamento e il trattamento dei dati.

(7 aprile 2004) Giornata mondiale della salute 2004: la sicurezza stradale
Un milione e duecentomila morti all’anno in tutto il mondo, soprattutto nei paesi del Sud. Questa è la stima dei morti sulle strade fornita dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha deciso di dedicare al tema della sicurezza stradale la Giornata mondiale della salute 2004, il prossimo 7 aprile.

Nel 2002, l’OMS ha lanciato una strategia quinquennale di prevenzione per affrontare il grave problema degli incidenti stradali e dei loro effetti sulla salute pubblica. Convinta che la prevenzione in questo campo giochi un ruolo fondamentale ancor più che in altri, l’Oms promuove quest’anno numerose iniziative di informazione al pubblico sui rischi della strada e raccomanda ai governi e ai dipartimenti di prevenzione di applicare le strategie e le misure che sono state individuate per ridurre il tragico bilancio degli incidenti stradali.

Sul sito Oms è possibile consultare grafici e tabelle che danno indicazione della distribuzione dei morti e feriti da incidente nei diversi paesi del mondo, suddivisi per età, sesso, livello di reddito.

I CDC americani lanciano per il 7 aprile una serie di iniziative e forniscono numerose informazioni e strumenti per avviare campagne di sensibilizzazione e prevenzione sui rischi stradali. I CDC forniscono anche una serie di materiali e suggerimenti su come avviare una campagna locale sul tema.

Anche l’Ufficio Regionale dell’OMS in Europa punta alla prevenzione in materia di sicurezza stradale, con il lancio di una campagna dal titolo “Road safety is no accident”. Dopo il lancio del “Transport, health and environment pan-European programme (THE PEP)” nel 2002, l’Europa punta su una strategia sanitaria integrata con l’organizzazione e la gestione dei trasporti. All’ordine del giorno misure di controllo della velocità su strada, sviluppo di infrastrutture più sicure che rendano l’uso dei veicoli meno pericoloso e che favoriscano l’uso di mezzi pubblici, l’uso di tutte le attrezzature di sicurezza, come le cinture, il casco, i seggiolini per bambini, l’organizzazione di servizi di soccorso e di intervento pronti ed efficaci..

In Italia, oltre alla pagina Internet del Ministero della Salute dove è possibile reperire numerose informazioni, il sito dell’Aci propone una pagina dedicata alla sicurezza stradale, con documenti, dati e strategie di prevenzione.

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Ultimo aggiornamento giovedi 21 gennaio 2010