Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica
a cura del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
home > focus > sicurezza stradale > Giovani e sicurezza: la situazione in Italia...
focus
sicurezza stradale
Giovani e sicurezza: la situazione in Italia
Più di 2 mila morti tra i giovani e la perdita di oltre 130 mila potenziali anni di vita. Secondo il nuovo rapporto pubblicato da EuroSafe, l'Alleanza europea per la sicurezza del bambino, in Italia gli incidenti sono la principale causa di morte nei ragazzi di età compresa tra 0 e 19 anni. Infortuni e lesioni mortali provocano infatti quasi la metà del totale dei decessi tra i bambini e gli adolescenti.

 

Con l’adozione di standard di sicurezza più elevati da parte di ciascun Stato membro dell’Unione europea, sarebbero circa 6700 le giovani vite risparmiate ogni anno in tutto il Vecchio continente. Nel 2001, se il nostro livello di sicurezza fosse stato pari a quello del Paese europeo più sicuro (la Svezia), solo in Italia sarebbe stato possibile salvare più di 1200 ragazzi.

 

Tra prevenzione e promozione della salute

I dati non lasciano alcun dubbio sull’urgenza di agire. Il ministero della Salute ha sottolineato nel “Piano nazionale per la prevenzione” la necessità di intervenire con specifici progetti di promozione della salute. L’obiettivo è mettere a punto una serie di strumenti per consentire ai giovani di trasformarsi in cittadini competenti, capaci di essere i primi soggetti attivi nella prevenzione, più consapevoli nella gestione del “proprio star bene” e della propria sicurezza.

 

Sotto la guida e il coordinamento del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) del ministero della Salute, le Regioni sono al lavoro per rendere il più possibile omogenee le esperienze avviate sul territorio. Un investimento ambizioso, anche sul fronte della formazione degli operatori: la creazione di competenze specifiche e di una rete di collaborazione tra il livello centrale e locale che valorizzi le best practices e gli interventi efficaci sono tra gli obiettivi principali dell’iniziativa del Ccm.

 

Ma quali sono le strategie operative per proteggere i più piccoli? Innanzi tutto, il sostegno ai genitori. L’arrivo di un bambino può essere il momento più adatto per porre maggiore attenzione all’organizzazione degli spazi domestici, per esempio fissando i mobili, regolando la temperatura del boiler o proteggendo l’accesso alle scale. Ma anche per incentivare l’uso di casco, seggiolino e cinture di sicurezza in auto, moto e bicicletta. E poi c’è la scuola, che rimane luogo di elezione per i programmi di prevenzione e sicurezza. Prima si apprende l’arte del “prendersi cura di sé”, più profonda sarà infatti la consapevolezza che accompagnerà i giovani a casa, in strada e sul lavoro.

 

Leggi:

Scarica:

Stampa
Segnalaci a: Segnala ad un collega

Ultimo aggiornamento venerdi 22 luglio 2011
Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
Viale Regina Elena, 299 - 00161 Roma - Tel 0649901
© - Istituto Superiore di Sanità
EpiCentro è parzialmente sostenuto da risorse del CCM - Ministero della Salute

Istituto Superiore di Sanità
Cnesps