Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

terremoti

Vittime, feriti, danni a case e infrastrutture, interruzione delle principali vie di comunicazione, compromissione delle condizioni igieniche nelle aree colpite, aumento del rischio di diffusione di epidemie e incremento generale dei disturbi psichici, primo fra tutti la sindrome da stress post traumatico. L’impatto dei terremoti sulla salute pubblica spesso va ben oltre l’episodio catastrofico, con conseguenze sanitarie che nei contesti e nei Paesi più disagiati e meno sviluppati possono prolungarsi anche per mesi.
Eventi come questi rendono quindi sempre più pressante la necessità di mettere a punto un apparato di prevenzione e di risposta efficiente e rapido. Sia l’Oms che le istituzioni sanitarie nazionali e regionali si sono attivate per stabilire i piani più adeguati per prevenire e affrontare il rischio terremoti, oltre che per ridurne i danni.

I terremoti di notevole intensità provocano un alto tasso di mortalità a causa di diversi fattori: traumi violenti, asfissia e problemi respiratori provocati dalla inalazione di polveri. I presidi e gli strumenti chirurgici rappresentano la prima necessità subito dopo il terremoto. Soprattutto perché la maggior parte dei feriti presenta tagli, escoriazioni, ustioni, fratture e danni agli organi interni che richiedono trattamenti chirurgici di urgenza e terapia intensiva.
La richiesta di aiuto sanitario di solito si concentra comunque nelle prime 24 ore dopo il terremoto, mentre la maggior parte dei feriti viene trattata nel giro di 3-5 giorni.

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