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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

tossicodipendenze

Ministero della Salute: il rapporto Sert 2006

Sono soprattutto uomini, con più di 39 anni e dipendenti dall’eroina, le persone che ricorrono ai servizi pubblici per le tossicodipendenze (Sert). Il rapporto 2006 sulle tossicodipendenze, a cura del ministero della Salute, ha preso in esame 514 strutture (su 544 attive), per un totale di 171.353 soggetti.

 

Il numero medio di utenti per Servizio nel 2006 è pari a 333, sebbene siano presenti forti differenze regionali (162 soggetti in carico in Molise e 1.898 in Liguria), mentre i nuovi utenti rappresentano il 20,9% del totale dei soggetti che ricorrono ai servizi. Distinguendo l’utenza per sesso, l’86,6% delle persone prese in carico sono uomini e il rapporto maschi/femmine è pari a 6,5 su scala nazionale, rapporto che assume valori inferiori nelle regioni del centro-nord e superiori al sud (14,7 in Basilicata, 12,8 in Puglia e in Calabria).

 

L’analisi dell’utenza per classi di età indica che i soggetti presi in carico nel 2006 hanno, nel 69% dei casi, più di 30 anni. Nel corso del tempo si è osservato un evidente e progressivo invecchiamento dei pazienti: tra il 1991 e il 2006 la quota di pazienti di età compresa tra 20-24 anni è scesa dal 28,6% all’11% mentre quella relativa ai soggetti con più di 39 anni è salita dal 2,8% al 27,5%. Viceversa, le percentuali relative alle persone di età compresa tra i 25 e i 34 anni sono in costante diminuzione.

 

Le sostanze abusate

Il 71,3% degli utenti in carico nel 2006 ha assunto soprattutto eroina, mentre l’uso prevalente di cannabinoidi e di cocaina ha riguardato, rispettivamente, il 9,6% e il 14% dei soggetti trattati. Il consumo di eroina risulta sceso dal 90,1% del 1991 al 71,3% del 2006, mentre quello di cocaina è in crescita dal 1995. La percentuale di chi fa uso di cannabinoidi è stabile intorno al 10%.

 

Forti differenze territoriali si registrano nella sostanza d’abuso primaria: nella Provincia autonoma di Trento risultano eroinomani almeno il 90,7% degli utenti, mentre nella Provincia autonoma di Bolzano, in Veneto, in Friuli Venezia Giulia, in Liguria, nelle Marche, in Molise e in Puglia è prevalente l’uso di cannabis. L’uso di cocaina è perlopiù diffuso in Lombardia, in Emilia Romagna, nel Lazio e in Campania.

 

Per quanto riguarda l’uso secondario, nel 2006 le sostanze più spesso assunte sono risultate i cannabinoidi (31,4%), la cocaina (30,6%) e le benzodiazepine (6,5%). Anche l’ecstasy ha presentato un valore non trascurabile (2,7%). L’uso di alcol si è stabilizzato negli ultimi anni intorno al 14%.

 

I servizi erogati

Considerando il totale dei trattamenti erogati nel 2006 dai Sert, l’82,7% dei pazienti ha ricevuto il trattamento presso i servizi, il rimanente 17,3% si ripartisce tra soggetti trattati presso le strutture riabilitative (7%) e soggetti trattati in carcere (10,3%). Il 38% dei pazienti è stato sottoposto a trattamenti riabilitativo-psicosociali (sostegno psicologico, psicoterapia e/o interventi di servizio sociale). Relativamente ai trattamenti di tipo riabilitativo si nota, in quasi tutte le Regioni, una prevalenza di interventi di servizio sociale (con percentuali superiori al 70% in Lombardia e Calabria), mentre il sostegno psicologico è la tipologia di trattamento più presente nella Provincia autonoma di Trento, in Friuli Venezia Giulia, in Umbria, nel Lazio e in Sardegna.

 

La variabilità regionale è molto marcata nella distribuzione dei soggetti per tipologia di trattamento: nelle Marche, in Molise e in Basilicata più del 50% degli utenti è stato trattato con programmi psicosociali e/o riabilitativi, mentre in 11 Regioni il trattamento farmacologico, sostitutivo e/o integrato, è stato utilizzato per oltre il 60% degli utenti.

 

Le malattie infettive

In riferimento alla diffusione del virus dell’Hiv tra le persone in carico ai Sert nel 2006, la percentuale di sieropositivi, rispetto al totale dei testati, è pari al 12%. Se la quota di soggetti che hanno contratto il virus dell’Hiv è in costante calo, quella degli utenti affetti da epatite virale B (Hbv) ed epatite virale C (Hcv) è invece ancora molto elevata: nel 2006 la percentuale di positività è stata infatti del 39,5% per l’Hbv e del 62% per l’Hcv. L’influenza del fattore “anzianità” dell’utenza risulta molto evidente: i malati di Hiv, epatite B o epatite C sono molto meno numerosi tra i nuovi utenti rispetto a quelli già in carico. Nel caso dell’epatite C, per esempio, le percentuali di soggetti testati risultati positivi tra i tossicodipendenti già in carico sono, sia nei maschi sia nelle femmine, più del triplo di quelle calcolate in riferimento ai nuovi utenti.

 

L’organizzazione del personale

Il personale assegnato ai Sert sul territorio nazionale risulta nel 2006 pari a 7.214 unità: il 70,5% svolge il proprio servizio esclusivamente in questo settore, il 18% presta attività anche in altri campi, mentre l’11,4% ha un rapporto di convenzione con il servizio. A livello regionale, gli addetti alle tossicodipendenze in forma esclusiva sono più del 70% del totale del personale: fanno eccezione la Lombardia, la Provincia autonoma di Bolzano, il Veneto, l’Emilia Romagna, la Toscana e le Marche, dove vi è una consistente presenza di personale impiegato solo parzialmente o convenzionato.

 

L’organico complessivo dei Sert, secondo la qualifica, risulta così composto: il 48,7% del personale è rappresentato da operatori sociosanitari, i medici costituiscono il 23,6% del totale e gli psicologi il 17,6%. Gli impiegati amministrativi coprono il restante 10,1%. Negli anni più recenti queste percentuali hanno subito una sostanziale stabilizzazione, sebbene permanga un’accentuata variabilità territoriale. Considerando il personale totale, la quota dei medici è maggiore della media nazionale nel Lazio, in Basilicata e in Sardegna. Analogamente, gli psicologi raggiungono il 25% del personale in Piemonte e nella Provincia autonoma di Bolzano, mentre gli operatori sociosanitari sono particolarmente presenti al nord. Tra gli addetti che operano in maniera esclusiva per la tossicodipendenza, più della metà (52,8%) è costituita da operatori sociosanitari.

 

Consulta la rilevazione di attività sulle tossicodipendenze (pdf 640 kb), a cura del ministero della Salute.