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Workshop IGEA: la gestione integrata del diabete mellito di tipo 2 nell’adulto

 

 

Il 6 luglio 2007 si è svolto a Roma un incontro di lavoro con i referenti regionali del progetto IGEA. La riunione è stata l’occasione per presentare e discutere alcuni documenti di indirizzo relativi ai requisiti clinico-organizzativi essenziali, al ruolo dei sistemi informativi e degli indicatori nell’ambito della realizzazione del programma di gestione integrata per i malati di diabete, e al piano di formazione previsto dal progetto.

 

Stefania Salmaso, direttore del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute (CNESPS), ha sottolineato l’importanza del progetto IGEA che rientra in una strategia che investe sulla prevenzione (primaria e secondaria), ricordando anche il ruolo importante che svolge il Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM) nel coordinare i programmi nazionali che catalizzano le richieste dal territorio.

 

Le strategie del CCM sono state sottolineate anche dal direttore Donato Greco, che ha affrontato il tema dell’inadeguatezza del concetto di “tutela” della salute rispetto all’evoluzione storica della gestione della salute. Risulta necessario un ampliamento delle competenze della prevenzione e promozione della salute, prima riservate esclusivamente al Servizio Sanitario Nazionale. In quest’ottica rientra il programma “Guadagnare salute”.

 

I documenti di indirizzo

Il documento “Requisiti clinico-organizzativi essenziali per la gestione integrata del diabete mellito di tipo 2 nell’adulto” è stato presentato da Marina Maggini (CNESPS) e da Francesco Nonino (Centro per la Valutazione dell’Efficacia dell’Assistenza Sanitaria, CEVEAS - Modena). Rivolto ai referenti regionali del progetto IGEA, contiene informazioni sulle modalità organizzative essenziali per la gestione integrata, utili agli amministratori locali e agli operatori coinvolti nell’assistenza. Gli obiettivi: definire le modalità organizzative per la gestione integrata, stabilire le raccomandazioni per migliorare la qualità della cura, fissare gli indicatori per il monitoraggio del processo di cura. È stato identificato un panel multidisciplinare per valutare la qualità delle prove e la forza delle raccomandazioni, attraverso il ricorso al metodo GRADE (Grades of Recommendation Assessment, Development and Evaluation).

 

Il documento “Requisiti informativi per un sistema di gestione integrata del diabete mellito di tipo 2 nell’adulto” è stato presentato da Angelo Rossi Mori (Consiglio Nazionale delle Ricerche, CNR) e da Roberto Raschetti (CNESPS). È stata messa in luce l’esigenza dell’attivazione di un Sistema Informativo che aiuti lo scambio delle informazioni necessarie per la realizzazione del programma. L’analisi delle funzionalità necessarie al Sistema Informativo è una fase che deve precedere quella della sua realizzazione e della scelta della piattaforma tecnologica. Importante anche un Dizionario Dati complessivo: strumento comune per armonizzare le singole esigenze locali. Un sottoinsieme di questo dizionario sarà il dataset minimo da gestire a livello nazionale.

 

Il piano di formazione per gli operatori vuole essere uno strumento a disposizione delle Regioni per lo sviluppo del disease management tramite l’attivazione di momenti di formazione comuni tra gli operatori coinvolti nel progetto. Angela Giusti (CNESPS) ha messo in evidenza la necessità dell’acquisizione di nozioni e atteggiamenti comuni per applicare con successo la gestione dei percorsi assistenziali. A ottobre 2007 è prevista una prima edizione sperimentale del corso di formazione per formatori, che sarà la base per l’elaborazione di materiale didattico (il manuale del formatore e quello del partecipante) per la successiva formazione a cascata che si farà a livello locale.

 

Criticità e prospettive

Simona Sappia (Cittadinanzattiva, Coordinamento nazionale associazione malati cronici) ha esposto i risultati del Settimo rapporto sulle cronicità promosso da Cittadinanzattiva. Allarmante il quadro che emerge: la metà dei 14 punti espressi nella Carta europea dei diritti del malato è sotto il livello medio di attenzione. È evidente una difficoltà nell’attuare una politica in favore delle cronicità che favorisca la gestione integrata. Tra le proposte, diffondere gli strumenti per aumentare le competenze dei pazienti nella gestione della propria patologia, semplificare i percorsi amministrativi e favorire la partecipazione civica.

 

Paola Pisanti (Direzione generale della programmazione, Ministero della Salute) ha presentato il quadro sanitario nazionale e internazionale in cui si inserisce il progetto IGEA. Tra gli aspetti principali, il ruolo della famiglia come nodo fondamentale della rete della gestione di una malattia cronica come il diabete. Segnalata l’importanza del settore del volontariato, del capitale sociale e del territorio: servono nuovi equilibri in cui al centro del sistema è il paziente e non la malattia.

 

Alla fine della giornata una discussione, organizzata in tre gruppi di lavoro, ha permesso di sollevare i punti critici ed evidenziare i punti di forza del progetto, che sono stati poi esaminati collegialmente.

 

 

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Ultimo aggiornamento mercoledi 9 giugno 2010

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