IGEA
Documenti
Il diabete
Link
Documenti di contesto
A call to action on diabetes
La Call to action della Idf, la Federazione internazionale diabete, è uno strumento di supporto alle politiche di contrasto al diabete e più in generale alle malattie croniche, destinato ad accompagnare il percorso fino al Summit delle Nazioni Unite sulle malattie non trasmissibili in calendario per settembre 2011. In poche pagine di impatto (anche grafico) presenta i dati aggiornati sulla diffusione del diabete nel mondo, descrive gli effetti sulla salute e sulle condizioni di vita, offre criteri di valutazione socioeconomica e l’invito a promuovere subito le azioni e le politiche riconosciute efficaci.
L’executive summary di apertura si affida a quattro messaggi chiave destinati alla comunità mondiale che si occupa di diabete, ai malati e ai loro familiari.
- Il diabete è una delle grandi sfide alla salute e alla prosperità delle persone
Il diabete uccide e rende disabili, impoverisce le famiglie, impone un fardello economico non indifferente ai governi e alle strutture produttive, rischia di sopraffare i sistemi sanitari. Colpisce ricchi e poveri, giovanni e vecchi. Il maggior numero di persone colpite dal diabete vivono nei paesi a basso o medio reddito, con scarse risorse e accesso limitato ai trattamenti.
- La crisi economica sta portando alla riduzione degli investimenti per contrastare il diabete
L’evidenza dell’impatto del diabete e la necessità di intervenire efficacemente per contrastarlo è stata largamente ignorata dai decisori politici. Ora sono indispensabili investimenti adeguati nello sviluppo e nella produzione di farmaci e tecnologie per il management della malattia e nella ricerca per individuare le cause e nuove strategie terapeutiche.
- Le notizie non sono buone, ma soluzioni sono possibili.
In molti casi il diabete può essere prevenuto o si può ritardarne la comparsa. Gli investimenti in prevenzione sono redditizi anche dal punto di vista economico. Esistono già farmaci adeguati e a basso costo per il trattamento del diabete. Grazie alla diagnosi precoce e a un trattamento efficace le persone colpite possono vivere a lungo una vita produttiva e i sistemi sanitari riescono ad evitare l’impatto di complicanze come la cecità, le amputazioni.
- Il diabete può colpire chiunque ed esige una risposta collettiva.
Il diabete non è solo una malattia. Le cause che lo scatenano sono tante e diverse, il suo impatto è a livello dell’intera società. La risposta e le soluzioni devono essere il risultato di uno sforzo coordinato che coinvolga le diverse componenti sociali.
Consulta l’intero documento, vai alla presentazione del Summit.
IX rapporto Cittadinanzattiva "Malattie croniche e diritti: zona ad accesso limitato"
Presentato a marzo 2010, la nona edizione del rapporto di Cittadinanzattiva affronta una serie di problemi legati ai percorsi terapeutici e assistenziali di chi è affetto da malattie rare e croniche. Leggi la presentazione sul sito di Cittadinanzattiva. Per scaricare il testo completo del rapporto, è necessaria la registrazione.
Strategie per ridurre morbilità e mortalità da diabete attraverso interventi del sistema sanitario e l’educazione all’autogestione della malattia in contesti comunitari
La Task Force on Community Preventive Services ha effettuato revisioni sistematiche di sette interventi orientati alla popolazione attuabili a livello dei sistemi sanitari e delle comunità. Due di essi erano incentrati sui sistemi sanitari (gestione della malattia e case management) e altri cinque erano rivolti ai pazienti affetti da diabete (educazione alla gestione personale della malattia fornita in contesti collettivi). Sulla base di tali revisioni, la Task Force ha formulato le proprie raccomandazioni sull’utilizzo dei sette interventi considerati.
La Task Force raccomanda fortemente la gestione della malattia e il case management a livello del sistema sanitario per le persone affette da diabete. L’educazione all’autogestione della malattia è raccomandata in luoghi di aggregazione comunitaria (per esempio centri sul territorio o istituzioni religiose) per pazienti adulti e a livello domiciliare per bambini e adolescenti affetti da diabete di tipo 1. Sono invece insufficienti le prove sperimentali a sostegno di interventi di educazione all’autogestione della malattia da effettuarsi in altri contesti, quali scuole, luoghi di lavoro o centri ricreativi, o in ambito domiciliare per gli adulti affetti da diabete di tipo 2.
La presente relazione fornisce ulteriori informazioni in merito alle raccomandazioni formulate, descrive in sintesi le metodologie adottate nelle revisioni, riporta la bibliografia relativa alle revisioni complete degli interventi, fornisce informazioni per coadiuvare l’applicazione degli interventi a livello locale e segnala altri studi sul diabete ancora in corso.
Consulta il testo integrale dello studio, pubblicato su Epidemiologia & Prevenzione, supplemento (4), luglio-agosto 2002 (pdf 230 kb).