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Integrazione, gestione e assistenza

Studio QUADRI

Lo studio Quadri ha rappresentato la prima indagine nazionale che ha fornito dati sulla qualità e sulle modalità dell’assistenza per le persone con diabete.

Presentazione e obiettivi

Nel corso del 2004, l'Istituto Superiore di Sanità ha coordinato lo studio epidemiologico QUADRI (QUalità dell’Assistenza alle persone Diabetiche nelle Regioni Italiane), con l’obiettivo di fornire un’immagine della qualità e delle modalità dell’assistenza usando il punto di vista delle persone con diabete.

 

In particolare, lo studio si è focalizzato sui seguenti parametri:

  • le caratteristiche sociodemografiche delle persone con diabete in Italia
  • la frequenza delle complicanze e i relativi fattori di rischio
  • i modelli di assistenza e i follow-up clinici
  • l’aderenza alle linee guida in uso in Italia
  • le conoscenze sulla malattia
  • le misure comportamentali e terapeutiche intraprese dai pazienti per controllare la malattia, la loro percezione sulla qualità dell’assistenza erogata e il grado di informazione sui propri diritti.

Il campione è stato estratto dalla popolazione italiana di età compresa fra i 18 e i 64 anni con esenzione dal ticket per diabete: è proprio in questa età, infatti, che una prevenzione precoce e il trattamento delle complicanze appare particolarmente importante.

 

La rilevazione dei dati è stata effettuata attraverso un questionario standardizzato somministrato tramite intervista diretta.

 

L’assistenza ai pazienti diabetici

  • È stato intervistato un campione di 3.426 persone (58% uomini); l’età mediana è di 57 anni e il 41% del campione ha meno di 7 anni di istruzione.
  • Il 30% ha sofferto di almeno una complicanza; le più frequenti sono la retinopatia diabetica (19%) e la cardiopatia ischemica (13%). Circa una persona su cinque è stata ricoverata in ospedale nell’anno precedente l’intervista.
  • Il 54% del campione sa di essere iperteso ma il 14% non è in terapia. Il 44% ha riferito di avere il colesterolo alto, ma il 26% non segue una terapia specifica.
  • Il 34% fumava al momento della diagnosi e il 25% fuma ancora al momento dell’intervista anche se quasi tutti i fumatori hanno ricevuto il consiglio di smettere di fumare.
  • Il 72% delle persone in studio è in eccesso di peso, l’82% ha ricevuto consigli per dimagrire, ma soltanto 1 persona su 2 sta facendo qualcosa per perdere peso (dieta, attività fisica, farmaci).
  • Per la maggioranza degli intervistati (64%) il principale erogatore di cure è il centro diabetologico. La terapia più comune (61%) è con antidiabetici orali da soli, mentre il 26% fa uso di insulina o insulina più antidiabetici orali.
  • Soltanto il 49% degli intervistati ha fatto almeno una visita approfondita dal medico di medicina generale o dal diabetologo nell’ultimo semestre, il 59% ha effettuato un esame del fondo oculare nell’ultimo anno e il 42% ha ricevuto la vaccinazione antinfluenzale.
  • Nei quattro mesi precedenti l’intervista, l’emoglobina glicosilata è stata eseguita nel 66% dei diabetici che conoscevano il test (67% della popolazione).
  • Il 63% dei diabetici trattati con insulina ha fatto l’autocontrollo glicemico pluri-quotidiano.
  • Tra le persone a rischio cardiovascolare, solo il 15% assume acido acetilsalicilico come prevenzione primaria.
  • La quasi totalità degli intervistati (91-92%) è soddisfatta dell’atteggiamento degli operatori sanitari.
  • Per quanto riguarda l’organizzazione complessiva dei servizi, oltre l’80% delle persone con diabete ne è soddisfatto.

Conclusioni

Malgrado alcuni limiti, questo studio ha contribuito ad aumentare la conoscenza su vari aspetti dell’assistenza alle persone con diabete. Inoltre, mette a disposizione dei centri anti-diabetici, dei medici di medicina generale, dei distretti, delle ASL e delle Regioni informazioni utili per elaborare strategie più efficienti ed efficaci di gestione integrata della malattia.

 

Il punto di maggior forza è stato aver utilizzato il punto di vista dei pazienti, compresa la loro percezione della qualità delle cure ricevute, per valutare la situazione dell’assistenza alle persone con diabete in Italia. All’indagine hanno infatti partecipato, completando la raccolta delle informazioni, tutte le 21 Regioni e Province autonome italiane. Inoltre, lo studio è stato realizzato esclusivamente da personale delle aziende sanitarie, che ha partecipato gratuitamente, dimostrando dedizione e professionalità.

 

Il quadro emerso è allarmante: l’assistenza alle persone con diabete, infatti, è ancora lontana da livelli ottimali di qualità.

In Italia, così come in tutti i Paesi occidentali, cresce quindi il dibattito sull’adeguatezza del sistema sanitario ad affrontare, nel futuro prossimo, una riorganizzazione del proprio modello assistenziale in funzione di una domanda sanitaria, diversa per quantità e qualità da quella attuale, per la quale è necessario adattare i servizi e le prestazioni offerte ai reali bisogni dei cittadini.

 

La necessità di recuperare spazi di integrazione e coordinamento nella gestione delle cure ha visto nascere nuovi modelli assistenziali che, con un termine molto generale, si possono definire di gestione integrata. Questi approcci sono accomunati dal fatto di essere sistemi organizzati, integrati, proattivi, orientati alla popolazione, che pongono al centro dell’intero sistema un paziente informato ed educato a giocare un ruolo attivo nella gestione della patologia da cui è affetto.

 

L’enfasi va dunque posta sulla continuità assistenziale attraverso una maggiore integrazione e coordinamento tra i livelli di assistenza e attraverso un coinvolgimento attivo del paziente nel percorso di cura.

 

Scarica il rapporto ISTISAN (pdf 3 Mb) con i risultati definitivi dello studio. Per i rapporti regionali, consulta le pagine di EpiCentro dedicate allo studio QUADRI.