Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

malattie muscolo-scheletriche

Aspetti epidemiologici

Nel mondo

 

Revisione a cura del Registro italiano ArtroProtesi (Riap), Istituto superiore di sanità (Iss)

 

20 marzo 2014 - Secondo quanto riportato nel rapporto “The Global Burden of Disease: Generating Evidence, Guiding Policy”, pubblicato nel 2013 dall’Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme) dell’Università di Washington, le malattie muscolo-scheletriche (Mms), in termini di impatto sulla salute globale, sono seconde solo alle patologie mentali e ai disturbi del comportamento.

 

Il documento, che sintetizza i risultati principali del Global Burden of Diseases, Injuries, and Risk Factors Study 2010, sottolinea che nel decennio 1990-2010 questo insieme di patologie (quali mal di schiena, cervicalgie, artrosi, artrite, osteoporosi e altre Mms) è risultato essere tra i più invalidanti in termini di anni di vita persi a causa della disabilità (Dalys, Disability Adjusted Life Year) e di anni di vita vissuti con disabilità (Ylds, Years of Life lived with Disability), passando da 2198 Dalys per 100.000 nel 1990 a 2462 per 100.000 nel 2010.

 

Inoltre, nel 2010, le persone di 45-49 e 50-54 anni d’età sono state le più colpite dalle Mms, con oltre 30 milioni di anni di vita vissuti con disabilità (Ylds) in ognuna di queste fasce d’età. Sempre secondo il rapporto, le patologie dell’apparato muscolo-scheletrico compaiono tra le prime 10 cause di disabilità in molte regioni del mondo e, in particolare, l’osteoartrosi è tra le prime 20 cause in ogni regione, a eccezione dell’Africa sub-sahariana centrale.

 

L’impatto che questi numeri hanno sui sistemi sanitari nazionali è ovviamente evidente e si aggiunge a quello relativo al sempre più frequente ricorso alla protesizzazione.

 

Protesi d’anca e di ginocchio

Sulla base dei dati forniti dal rapporto Health at Glance 2013 (pdf 3,6 Mb), pubblicato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Organization for economic co-operation and development, Oecd), nel 2011 Svizzera, Germania e Austria hanno avuto i tassi più alti di sostituzione protesica dell’anca, mentre gli Stati Uniti, seguiti da Germania e Svizzera, quelli per la sostituzione del ginocchio.

 

Le variazioni tra un Paese e l’altro possono essere in parte spiegate dalle differenze nella popolazione di riferimento e, nonostante la standardizzazione per età sembri ridurle, le diversità tra i vari Stati permangono. Inoltre, i dati Oecd evidenziano variazioni all’interno di uno stesso Paese, con tassi variabili tra diverse zone.

 

In generale, il numero di sostituzioni protesiche di anca e ginocchio è aumentato rapidamente negli ultimi dieci anni in molti Paesi membri dell’ Oecd: in media, tra il 2000 e il 2011, il tasso di sostituzione dell’anca è aumentato del 30% mentre per il ginocchio il tasso di crescita è stato più alto, raddoppiando nell’ultimo decennio.

 

È quindi in crescita, di pari passo, anche la spesa sanitaria pubblica, considerato che questo tipo di interventi sono molto costosi (in media nel 2010 nei Paesi Oecd, la sostituzione dell’anca si attesta sui 7800 dollari americani e quella del ginocchio sui 7600).

 


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