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NIV : Newsletter 377 15/02/2010
Newsletter 377

     Il Lancet ritira ufficialmente lo studio che ipotizzò un legame tra autismo e vaccino MPR
     Editoriale BMJ: Vaccino MPR ed autismo
     Il caso Wakefield: il commento di Stefania Salmaso



  Il Lancet ritira ufficialmente lo studio che ipotizzò un legame tra autismo e vaccino MPR

Sta giungendo all?epilogo la vicenda di Andrew Wakefield, il gastroenterologo britannico che con uno studio pubblicato nel 1998 su Lancet aveva sollevato dubbi su un possibile rapporto tra il vaccino morbillo-parotite-rosolia (MPR) e l?insorgenza di autismo. L?Ordine dei Medici della Gran Bretagna (General Medical Council, GMC) il 28 gennaio 2010 ha dichiarato il Dr. Wakefield colpevole di condotta disonesta e irresponsabile. In particolare, il GMC ha dichiarato che il Dr. Wakefield abus?lla sua posizione sottoponendo bambini a procedure invasive quali la puntura lombare e la colonscopia senza che vi fossero le indicazioni cliniche, le sue ricerche furono condotte in spregio alle condizioni poste dal comitato etico ed il suo comportamento gett?l discredito la professione medica. Inoltre il Dr. Wakefield non rivel?Lancet un duplice conflitto d?interesse: il suo studio aveva infatti ricevuto un finanziamento da parte di un gruppo di avvocati che intendevano intraprendere un?azione legale nei confronti del produttore del vaccino; in secondo luogo, Wakefield nel 1997 (quindi prima che fosse pubblicato lo studio) aveva depositato un brevetto per un nuovo farmaco che a suo dire fungeva sia da vaccino contro il morbillo sia da terapia contro le malattie infiammatorie intestinali (colite ulcerosa e malattia di Crohn). La relazione di Wakefield che accompagna il brevetto ?iportata nella seguente pagina web: http://briandeer.com/wakefield/vaccine-patent.htm
Dall?inchiesta ?mersa anche una condotta disdicevole del medico, in particolare si menziona l?episodio in cui Wakefield prelev?mpioni di sangue ai bambini che erano stati invitati alla festa di compleanno del figlio, ricompensando ciascuno di loro con 5 sterline (circa 6 euro).
Lo studio di Andrew Wakefield e le sue dichiarazioni alla stampa tendenti a sconsigliare il vaccino trivalente MPR in favore della somministrazione separata dei tre vaccini, determinarono in Gran Bretagna e altrove una drammatica diminuzione delle coperture vaccinali, cui fece seguito un aumento dell?incidenza del morbillo e delle sue pi?vi complicanze.
Il GMC decider?ella prossima sessione, che inizier?n aprile, se radiare il Dr. Wakefield dall?albo professionale oppure infliggergli una sanzione meno severa.
I risultati dello studio di Wakefield sono stati smentiti da numerosi studi successivi e dieci dei tredici autori alcuni anni fa ne ritrattarono le conclusioni.
In seguito alle conclusioni del GMC, la rivista Lancet il 2 febbraio 2010 ha ritirato l?articolo di Wakefield, con la motivazione che ?risulta evidente che diversi elementi dell?articolo del 1998 di Wakefield et al. sono inesatti?.

Segnalato e riassunto da Franco Giovanetti, Dipartimento di Prevenzione ASL CN2, Alba Bra

Fonte :
Clare Dyer
Lancet retracts Wakefield?s MMR paper
British Medical Journal, 2010;340:c696
e

Clare Dyer
Wakefield was dishonest and irresponsible over MMR research, says GMC
British Medical Journal,2010;340:c593
e

The Lancet
Retraction?Ileal-lymphoid-nodular hyperplasia, non-specific colitis, and pervasive developmental disorder in children
The Lancet, Early Online Publication, 2 February 2010


Riferimento :
Leggi un estratto della norizia sul BMJ




  Editoriale BMJ: Vaccino MPR ed autismo

Gli operatori sanitari devono entrare nell'arena pubblica se vogliono impedire simili sconfitte in futuro.

Dopo due anni e mezzo dall'inizio dell'indagine, il General Medical Council britannico (GMC), ha dichiarato che tre ricercatori hanno agito in modo improprio nello svolgimento della loro attivit?i ricerca relativa alla proposta di una nuova sindrome autistica enterocolitica. Dopo 12 anni dalla pubblicazione dello studio, il Lancet ora ritratta l?articolo relativo alla ricerca incriminata. Gli eventi successivi alla pubblicazione dell?articolo hanno avuto un forte impatto sulla salute dei bambini per la riduzione della copertura vaccinale nei confronti del morbillo.
L?articolo descriveva 12 bambini con disturbi pervasivi dello sviluppo e malattia intestinale, ipotizzando una nuova sindrome; si riportava che in 8 bambini i sintomi fossero iniziati subito dopo la somministrazione del vaccino MPR (il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia). Nelle loro conclusioni, gli autori dichiaravano di "non aver provato l'esistenza di un'associazione tra il vaccino MPR e la sindrome descritta" e che erano necessarie ulteriori ricerche. Tuttavia in una conferenza stampa, uno degli autori suggeriva che, al posto del vaccino trivalente MPR, dovessero essere somministrati vaccini monovalenti ad intervalli di un anno. Questa dichiarazione, non supportata dalla ricerca, ha suscitato l'interesse dei media.
Gi?llora la presunta associazione tra vaccino MPR e autismo si era dimostrata essere priva di fondamento, ma si era previsto l?effetto che la pubblicit?egativa avrebbe potuto avere nello scatenare un allarme sulla sicurezza dei vaccini, e conseguentemente una riduzione nella copertura vaccinale ed un aumento del morbillo. Questa previsione si ?ivelata fin troppo corretta.
Perch? media hanno dato una pari copertura mediatica agli opposti punti di vista, i genitori, comprensibilmente, hanno pensato che questo significasse che le prove scientifiche a favore o contro il legame con l'autismo fossero sullo stesso piano.
Il Department of Health ha lanciato una campagna pubblicitaria, con materiali prodotti per gli operatori sanitari e genitori col messaggio "la vaccinazione MPR ?l modo pi?uro con cui genitori possono proteggere i loro bambini contro morbillo, parotite e rosolia " e ha creato un sito Internet dedicato.
Tuttavia, le controversie sugli effetti sulla salute verificatesi in precedenza, come in occasione della nuova variante del morbo di Creutzfeldt-Jakob, avevano gi?ntaccato la fiducia nei confronti del governo, ed il nuovo dibattito sul vaccino MPR aveva tutti gli ingredienti necessari per creare un maggiore allarme per la salute.
Il vaccino infatti viene offerto ad ogni bambino, ma gli elevati tassi di copertura vaccinale hanno fatto s?he non ci sia pi?percezione della gravit?el morbillo rispetto a quella presente per l?autismo.
L'autismo ?na condizione poco compresa che colpisce la comunicazione sociale e verbale, una delle pi?damentali caratteristiche umane.
Non sorprende pertanto un maggiore interesse pubblico, con i genitori che descrivono come difficile e stressante la decisione se accettare o meno la vaccinazione con MPR. I genitori non erano sicuri di chi fidarsi per una consulenza imparziale, visti gli incentivi dati ai medici di medicina generale; molti sentivano che non avrebbero ottenuto risposte adeguate alle loro domande, e si sono rivolti a Internet per trovare informazioni, alcune delle quali molto dubbie.
Le dichiarazioni pubbliche di alcune celebrit?ulle proprie opinioni negative circa la sicurezza del vaccino MPR hanno completato il quadro. I genitori sono stati bombardati da opinioni contrastanti, spesso male informati, in modo che comprensibilmente si sono sentiti confusi ed ansiosi.
Alcuni hanno rifiutato completamente la vaccinazione, mentre altri, in genere i pi?oltosi, hanno ricercato privatamente i vaccini monovalenti. Nonostante questo allarmismo, molti genitori hanno continuato ad accettare il vaccino MPR, anche se la copertura ?cesa dal 92% del biennio 1995-66 all?80% del 2003-04.
La situazione creatasi si ?ilevata diversa dall?allarme per la sicurezza del vaccino antipertosse verificatosi negli anni settanta, quando i genitori avevano una scelta tra vaccini con o senza la componente intera cellulare e la copertura contro la pertosse era scesa al 31%. Tuttavia, il morbillo ?os?ontagioso che anche una modesta riduzione dei tassi di copertura influisce sull?incidenza della malattia. I casi confermati di morbillo in tutte le fasce d'et?ono aumentati ogni anno a partire dal 1998, fino ai 1.370 casi nel 2008 e 1.143 alla fine del novembre 2009. Dal 1995 al 2005, non si sono verificati sono stati decessi da morbillo, ma da allora si sono avuti due decessi in adolescenti immunodepressi.
Nel corso del tempo, si sono accumulate evidenze epidemiologiche e virologiche che hanno dimostrato la mancanza di associazione tra vaccino MPR ed autismo e malattia intestinale. Tuttavia, recuperare la fiducia dei cittadini dopo una battuta d'arresto ?mpegnativo e richiede tempo: nel caso della pertosse ci sono voluti 15 anni per recuperare i tassi di vaccinazione precedenti. Nel caso del vaccino MMR, la riduzione nella copertura non ?tata cos?ronunciata e la fiducia dei genitori nei confronti del vaccino ?tata recuperata molto pi?ocemente. Questo si riflette nell?aumento di copertura, con un 86,5% dei bambini di 2 anni vaccinati all?inizio del 2009.
Contemporaneamente i media hanno fatto un completo voltafaccia e la maggior parte dei giornalisti oggi fa riferimento a questa ?associazione screditata" fra vaccino e autismo.
Anche se molti bambini non sono vaccinati a causa della difficolt?i accedere ai servizi, questo pu?sere risolto, almeno in parte, con un?organizzazione pi?ssibile dei servizi vaccinali e accurati richiami.
La vera sfida per i professionisti ?iconquistare la fiducia dei genitori che hanno deciso che i loro figli non si sarebbero dovuti vaccinare. Questi genitori sono quelli sia dei bambini attualmente destinati a ricevere il vaccino, sia quelli delle centinaia di migliaia di bambini non protetti a causa della paura nei primi anni 2000.
Nei confronti di questi genitori, fornire informazioni chiare e precise su benefici e rischi del vaccino e sui pericoli della malattia ?olo una parte di un approccio efficace. La natura della comunicazione con i genitori ?ondamentale. Essi hanno pi?babilit?i rispondere ad un professionista che ascolta con attenzione e rispetto le loro preoccupazioni, che risponde alle loro domande onestamente e apertamente e riconosce quando l'informazione ?a carente in qualche aspetto. Con questo approccio e con occasioni ripetute di parlare, anche i genitori che in un primo momento hanno rifiutato la vaccinazione possono tornare a riconsiderarne l?effettuazione.

Anche se la responsabilit?i aver sparso scintille di pericolo per la salute deve ricadere sul ricercatore che ha originariamente proposto l?associazione, i media hanno contribuito ad alimentare il fuoco.
Purtroppo, a volte, la risposta degli operatori sanitari ?tata tiepida, con pochi operatori disposti a partecipare al dibattito pubblico e molti operatori incerti nel loro sostegno al vaccino.
Per evitare simili sconfitte in futuro, i professionisti devono entrare nell'arena pubblica, anche se ci possono essere spiacevoli conseguenze (entrambi gli autori di questo editoriale hanno ricevuto mail offensive e un ricercatore americano ha anche ricevuto minacce di morte). Per quanto scomoda possa essere, dobbiamo essere decisi fautori di ci?e ?eglio per la salute dei bambini, anche se questo sembra in contrasto con "la scelta del paziente".

Segnalato e tradotto da Nicoletta Bertozzi, Dipartimento di Sanit?ubblica, AUSL Cesena

Fonte :
E Bedford , DAC Elliman
MMR vaccine and autism. Health professionals must enter the public arena if future debacles are to be prevented
BMJ 8 feb 2010;340:c655


Riferimento :
Leggi un estratto dell'articolo sul BMJ




  Il caso Wakefield: il commento di Stefania Salmaso

11 febbraio 2010 - Sono passati dodici anni da quando Andrew Jeremy Wakefield pubblic?lla rivista scientifica britannica The Lancet un articolo in cui si ipotizzava un legame tra la vaccinazione contro il morbillo e l?autismo. Dodici anni di paura e di sfiducia, non privi di ripercussioni sulla sanit?ubblica. Proprio nel momento in cui l?Organizzazione mondiale della sanit?veva posto come obiettivo per il 2007 l?eradicazione del morbillo da tutta Europa, la pubblicazione di Wakefield provoc? drastico calo nell?accettazione della vaccinazione antimorbillosa e la copertura vaccinale and?a via diminuendo. Ancora oggi, nel 2010, l?eliminazione della malattia dalla regione europea ?ncora un obiettivo difficile da raggiungere.

Alcuni precedenti
La diffusione di notizie allarmanti e scientificamente azzardate non sono, purtroppo, una novit?Basti pensare a quando, verso la fine degli anni Novanta, il Governo francese modific? programma di vaccinazione contro l?epatite B per il sospetto di un legame, mai provato, tra la vaccinazione e la sclerosi multipla. O quando in Nigeria nel biennio 2003-2004 la campagna di vaccinazione contro la polio fu boicottata e la malattia fu rapidamente reintrodotta in 26 Paesi africani che l?avevano gi?liminata.

?Il caso Wakefield ?semplare ? commenta Stefania Salmaso, direttore del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell?Istituto superiore di sanit?Iss) ? perch?a partire da un dubbio non scientificamente sostanziato sollevato da un ricercatore, il timore di una presunta pericolosit?el vaccino si ?nsinuato nella popolazione generale. Oggi le informazioni sono molto amplificate e per i cittadini (e non solo) ?empre pi?ficile riconoscere la credibilit? la veridicit?i una notizia. Quello che ciascuno di noi tende a fare su temi non familiari ?na sorta di ?personale valutazione statistica? che tiene conto del clamore sollevato da una parte o dall?altra. Ma questo spesso ci porta a valutazioni e conclusioni sbagliate, perch?on sempre chi fa pi?ore ha gli argomenti migliori. Inoltre dopo il clamore di un certo periodo subentra, soprattutto per i non addetti ai lavori, una sorta di saturazione, di disinteresse, che non facilita la comunicazione di eventuali chiarimenti conclusivi?.

Crisi di fiducia
Quello che di insolito c??ella vicenda Wakefield ?he una valutazione finale volta a stabilire se l?operato del ricercatore fosse basato su buona fede o meno, sebbene un po? in ritardo, sia alla fine arrivata. Se, da una parte, ?acilmente identificabile chi offre la vaccinazione - considerato cos?esponsabile anche di eventuali effetti indesiderati - dall?altro, invece, non viene mai identificato precisamente il responsabile dei danni determinati dal calo di fiducia in strumenti di prevenzione come i vaccini. Insomma, chi nuoce a un programma di vaccinazione e causa malattia da mancata prevenzione non viene mai (o quasi mai) ritenuto responsabile delle perdite di salute, dei danni economici ecc. ?come se il sacrosanto principio dell??accountability? (il dover rendere conto) funzionasse solo in una direzione e non nell?altra.
In questo senso, la vicenda sul legame tra la vaccinazione contro il morbillo e l?autismo va decisamente contro corrente: il 28 gennaio 2010, infatti, il General Medical Council britannico ha stabilito che quella ricerca non era attendibile e qualche giorno dopo la rivista The Lancet ha addirittura ritirato l?articolo. Un segnale positivo, ma insufficiente a ripristinare la fiducia dei cittadini, per lo meno nel breve periodo. ?Una volta che viene insinuato il dubbio ? continua il direttore del Cnesps ? poi ?ifficile spazzarlo via, anche se gli si contrappongono argomenti razionali e fondati su evidenze. Il dubbio si basa su elementi di tipo emotivo e in genere basta che siano presenti voci in disaccordo per provocare una crisi di fiducia. L?eco della smentita magari non arriver?ai, ma certamente rimarr?a sensazione di una mancanza di consenso e quindi di una potenziale pericolosit?ella vaccinazione offerta?.
Gli spunti di riflessione che arrivano dal caso Wakefield toccano anche il sistema dell?editoria scientifica. Il valore di una rivista viene calcolato sulla base dell?impact factor e cio?ul numero di citazioni che i suoi articoli ricevono in altri articoli. ??chiaro che sollevare polveroni o mettere in dubbio conoscenze gi?cquisite ? spiega Stefania Salmaso ? dar?l via a un acceso e dibattito e consentir? una rivista di essere citata ancora pi?sso?. Il risultato? Quello che conta non ?i?qualit?i una pubblicazione, ma la sua capacit?i innescare discussioni. In questo le vaccinazioni sono un?occasione di grande presa, perch?utti noi abbiamo avuto almeno un?offerta di vaccinazione. Offerta che viene ripetuta anche per i nostri bambini. A questo proposito ?ene ricordare che quando una vaccinazione viene inclusa nei programmi di sanit?ubblica ?i?tata effettuata una stima del rapporto rischi/benefici, calcolata in modo scientifico che certamente il cittadino comune non ?n grado di fare. ?Si calcola da una parte la probabilit?i contrarre la malattia ? conclude Stefania Salmaso ? e di subirne gravi conseguenze (si pensi a tetano, poliomielite o difterite)e poi, dall?altra, il rischio di eventi avversi attribuibili alla vaccinazione. Per tutte le vaccinazioni offerte dal Servizio sanitario nazionale questo rapporto di rischio ?stremamente favorevole per la vaccinazione. Per questo la sanit?ubblica investe risorse, mezzi, uomini, idee nelle vaccinazioni: perch?icuramente, in termini di salute pubblica, queste azioni sono quelle che pagano di pi?R>
Anna Pellizzone - redazione EpiCentro

Fonte :
Anna Pellizzone
Il caso Wakefield: ecco com??ndata a finire
Il sito di Epicentro
Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
Istituto Superiore di Sanit?/i>

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