Dati del pool nazionale 2012
A colpo d’occhio
I sintomi depressivi nella popolazione adulta: prevalenze e caratteristiche socio-demografiche
La distribuzione geografica
Sintomi depressivi e qualità della vita
Sintomi di depressione – pool PdA 2012 (n=17.723)
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% (IC 95%) |
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Sintomi di depressione nelle due settimane precedenti l’intervista |
21 |
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(20,5-22,1) |
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Ha cercato aiuto da qualcuno |
78,6 |
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(76,9-80,3) |
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La richiesta di aiuto per sintomi di depressione |
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medico/operatore sanitario |
23,0 |
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famiglia/amici |
19,0 |
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entrambi |
36,5 |
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nessuno |
21,4 |
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Media dei giorni in: |
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in cattiva salute fisica |
7 gg |
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in cattiva salute psichica |
6 gg |
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con limitazione delle normali attività quotidiane |
4 gg |
Sintomi di depressione
Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche - PdA 2012-2013 (n=17.723)
Pool di Asl: 21% (IC 95%: 20,5-22,1)

*Almeno una delle seguenti patologie: ictus, infarto, altre malattie cardiovascolari, diabete, malattie respiratorie, tumori, malattie croniche del fegato.
Sintomi di depressione
Prevalenze per Regione di residenza* – PdA 2012
* Lombardia, Fvg e Marche hanno partecipato solo con una Azienda.
Scarica la tabella con i dati regionali (xls 16 kb).
Giorni in cattiva salute fisica, mentale e giorni con limitazione di attività, nei 30 giorni precedenti
Media per presenza di sintomi di depressione – PdA 2012

Importanza per la salute
17 dicembre 2015 - La salute mentale è un componente essenziale del benessere dell’individuo e della comunità, ragion per cui i disturbi mentali, specialmente negli adulti più anziani, devono essere riconosciuti e trattati con la stessa urgenza attribuita ai disturbi fisici.
In queste persone, i disturbi più comuni sono l’ansia, il deterioramento cognitivo e i disturbi dell’umore, come la depressione e il disturbo bipolare.
I sintomi della depressione sono:
La depressione, tra le persone più anziane, è un problema di salute molto serio che si associa ad angoscia e sofferenza, e può portare al deteriorarsi delle funzioni fisiche e mentali e delle relazioni sociali. La presenza di disturbi depressivi fa peggiorare il decorso e complica il trattamento di altre malattie croniche, provoca aumento del ricorso a visite mediche e al pronto soccorso, ma anche del consumo di farmaci e della durata dei ricoveri ospedalieri. Questi disturbi sono spesso implicati in casi di suicidio. In Italia la quota maggiore di suicidi si registra tra le persone anziane: su 3 che si suicidano, una ha più di 70 anni, gli uomini anziani costituiscono il gruppo a maggior rischio di suicidio.
La depressione è un problema di salute particolarmente frequente tra le persone più anziane, perché la maggioranza di esse ha almeno una malattia cronica e il 50% ne ha più di una. La depressione è più comune nelle persone con altre malattie croniche, come quelle cardiovascolari e quelle neoplastiche, o con limitazioni funzionali.
Passi d’Argento misura la presenza di disturbi depressivi attraverso le due domande che compongono il Patient Health Questionnaire 2, un test che pur sovrastimando la prevalenza, consente di apprezzare le differenze tra gruppi di popolazione e i cambiamenti della prevalenza nel tempo.
Secondo i dati raccolti da Passi d’Argento, i disturbi depressivi affliggono il 21% degli adulti sopra i 64 anni, sono più frequenti tra gli ultra 75enni (25%), tra le donne (26%) e tra le persone che riferiscono molte difficoltà economiche (41%). La prevalenza è maggiore tra gli anziani che dichiarano di avere 1-2 malattie croniche, fino al 36% tra chi ne ha 3 o più. Anche la riduzione dell’autonomia è risultata associata ad un aumento dei disturbi depressivi fino al 59% tra coloro che non possono svolgere una o più della attività di base della vita quotidiana (ADL).
Tuttavia, anche se il tasso di sintomi depressivi aumenta con l’età, la depressione non deve essere considerata una componente normale dell’invecchiamento e si deve ricordare che, nella maggioranza dei casi, è una condizione trattabile.
Invece, purtroppo, i disturbi depressivi negli anziani sono spesso sottovalutati e non vengono riconosciuti come problema di salute. Di conseguenza, non sono trattati oppure sono trattati in modo inadeguato. Alcuni medici interpretano i sintomi di depressione in un anziano come una reazione naturale ad una malattia concomitante o ai cambiamenti verificatisi con l’età avanzata e pertanto non vedono la depressione come una condizione che deve essere trattata. Spesso sono gli anziani stessi che condividono questo punto di vista e non chiedono aiuto, ignari del fatto che potrebbero stare molto meglio con un trattamento appropriato. Secondo i dati di Passi d’Argento, più del 40% degli anziani che hanno riferito sintomi depressivi non si è rivolto a un professionista della salute per ricevere consigli e cure.
Un importante fattore, in grado di proteggere le persone anziane dai disturbi depressivi, è il supporto sociale. Il supporto emotivo, ad esempio, offre la possibilità di condividere le emozioni o di sfogarsi, il supporto informativo consente di usufruire di consigli e orientamento, il supporto strumentale consente a un anziano non pienamente autonomo di camminare appoggiandosi ad un’altra persona oppure di avere assistenza per fare le pulizie di casa. Il supporto sociale ed emozionale è associato a minore rischio di depressione, altri disturbi mentali, malattie fisiche e mortalità.
Indicatori Passi d’Argento: sintomi di depressione
Definizioni operative
Persona con sintomi di depressione è una persona che nelle due settimane prima dell’intervista ha sperimentato sintomi di umore depresso e/o di anedonia (perdita di interesse nelle attività della vita di tutti i giorni) in modo duraturo.
In base alla durata, in giorni, dei sintomi, viene assegnato un punteggio. Quando la somma dei due punteggi è uguale o superiore a 3, la persona viene considerata affetta da sintomi depressivi.
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Durata in giorni |
Punteggio |
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Umore depresso |
Anedonia |
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0 - 1 |
0 |
0 |
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2 - 6 |
1 |
1 |
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7 - 11 |
2 |
2 |
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12 - 14 |
3 |
3 |
Consulta anche le informazioni generali con le caratteristiche degli indicatori Passi d'Argento, e gli approfondimenti dedicati.
Scheda indicatore: prevalenza di persone con sintomi di depressione
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Popolazione di riferimento |
Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 65 anni e più. |
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Numeratore |
Rispondenti, in età 65 anni e più, che riferiscono di aver sperimentato, nelle ultime due settimane, sintomi di umore depresso e/o anedonia in modo duraturo (per il significato di “duraturo” vedi tabella nella pagina sulla definizione). |
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Denominatore |
Intervistati, in età 65 anni e più, che rispondono a entrambe le domande riguardanti i sintomi di umore depresso e anedonia, riferendo il numero di giorni in cui hanno eventualmente sperimentato questi sintomi. Chi risponde “non so” viene equiparato a chi risponde “nessuno”, mentre i valori mancanti sono esclusi dall'analisi. |
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Misure di frequenza |
Prevalenza riferita al periodo di rilevazione (sulla popolazione di 65 anni e più), con intervalli di confidenza al 95%. |
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Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso |
Due settimane precedenti l’intervista. |
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Significato per la salute pubblica |
Adottando un'appropriata soglia di punteggio (≥3), il Phq-2, consente di individuare le persone con possibile disturbo depressivo, misurare la prevalenza di questa condizione, l’associazione con determinanti sociali, patologie croniche e rischi comportamentali, l’eventuale incremento a seguito di eventi imprevisti, come disastri naturali. Consente inoltre di valutare quanto è compromessa la qualità della vita legata alla salute, a causa dei sintomi fondamentali della depressione. |
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Limiti dell’indicatore |
Rispetto ai test più complessi, compreso quello da cui è derivato (Phq-9), il Phq2 è semplice da somministrare, accettabile e ha una buona riproducibilità e capacità di cogliere i cambiamenti, tuttavia risulta meno affidabile. Esso non consente di fare diagnosi di depressione. In contesti clinici è raccomandato come test di screening, nel caso sia accessibile, per le persone che risultano positive, un secondo livello diagnostico di approfondimento. |
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Validità dell’indicatore |
Confrontato con la diagnosi di disturbo depressivo maggiore, il test mostra una sensibilità generalmente attorno a 80% ed una specificità attorno al 90%. Poiché la depressione maggiore, nella popolazione generale, non ha una frequenza elevata, il numero di rispondenti falsi positivi è alto. Di conseguenza, la prevalenza di sintomi depressivi stimata dal PdA risulta più elevata rispetto alla prevalenza di disturbo depressivo maggiore. Tuttavia le differenze tra gruppi della popolazione, e quelle geografiche anche rilevate con il Phq2 poiché riguardano analisi comparative sono oltre che altamente informative anche sufficientemente solide. Il dato di pool non è rappresentativo della realtà nazionale in quanto 2 regioni non hanno partecipato all’indagine 2012 (Basilicata e P.A di Bolzano) e 3 con una sola ASL(Lombardia, FVG e Marche). |
Pubblicazioni locali
Report nazionale
In questa pagina sono elencate le pubblicazioni locali dedicate esclusivamente all'abitudine alla depressione. Dati sul tema sono però disponibili anche all’interno delle pubblicazioni nazionali e locali che riassumono i risultati delle indagini della sorveglianza.
Indagine 2012
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