Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi d'Argento

Abitudine al fumo

Dati del pool nazionale 2012

 

A colpo d’occhio

 

Dopo i 65 anni una persona su 10 fuma, circa 3 anziani su 10 sono ex-fumatori e i restanti 6 sono non fumatori. Più della metà dei fumatori consuma più di 10 sigarette al giorno. Si rileva una generale diminuzione del consumo di sigarette con l’avanzare dell’età, con differenze fra uomini e donne che rimangono importanti: in media 5 punti percentuali di differenza. Il 72% di coloro che fumano ha ricevuto il consiglio di smettere di fumare da parte di un operatore.

 

I dati sul fumo di sigaretta e le caratteristiche dei fumatori

  • Dopo i 65 anni una persona su 10 fuma, circa 3 anziani su 10 sono ex-fumatori e i restanti 6 sono non fumatori. Più della metà dei fumatori consuma più di 10 sigarette al giorno. Si rileva una generale diminuzione del consumo di sigarette con l’avanzare dell’età, con differenze fra uomini e donne che rimangono importanti: in media 5 punti percentuali di differenza.
  • La prevalenza di fumatori è più alta fra le persone che riferiscono maggiori difficoltà economiche (13%), è maggiore fra gli uomini (13%) rispetto alle donne (8%) e tra gli anziani nella fascia di età 65-74 anni (14%) rispetto agli over-75enni (75-84: 8%; 85 e più:3%).

Le differenze regionali e i cambiamenti temporali nella prevalenza dei fumatori

  • Non emerge una forte variabilità geografica e non si osserva un chiaro gradiente nelle 3 macroaree Nord, Centro e Sud. Lazio, Liguria, Lombardia e Sicilia sono le Regioni in cui si riscontra un’alta percentuale di fumatori. È elevato anche il valore rilevato nel Friuli Venezia Giulia che ha partecipato all’indagine PdA solo con la Asl Triestina che risulta avere una percentuale di fumatori (14%) significativamente superiore al valore medio di pool (10%). Trento (6%) e Puglia (7%) sono le Regioni in cui si rilevano prevalenze significativamente più basse del pool.

Gli ex-fumatori

  • La prevalenza di ex fumatori (complessivamente pari al 26% degli intervistati) è significativamente più alta fra gli anziani tra i 65 e i 74 anni, fra gli uomini (45% vs 13%), fra coloro che hanno un’istruzione più elevata (34% vs 22%) e per coloro che dichiarano di non avere difficoltà economiche (32%).
  • La distribuzione geografica mostra un chiaro gradiente Nord-Sud a sfavore delle Regioni meridionali (30%-28%-22%) in cui si registrano le prevalenze più basse di ex-fumatori (Calabria 17%), con l’eccezione della Sardegna che presenta una percentuale alta di ex-fumatori (29%). In Valle d’Aosta si riscontra il valore più elevato (36%).

L’attenzione degli operatori sanitari all’abitudine al fumo

  • Complessivamente circa il 72% delle persone che fumano ha ricevuto il consiglio di smettere di fumare da parte di un medico o un operatore sanitario nei 12 mesi precedenti l’intervista.
  • L’attenzione degli operatori sanitari a questa abitudine risulta maggiore in Lombardia (84%), Valle d’Aosta (84%) e Puglia (79%). Le percentuali più basse di fumatori che hanno ricevuto il consiglio di smettere risultano invece a Trento (55%), nelle Marche (56%) e in Veneto (59%). Non emerge una forte variabilità geografica e non si osserva un chiaro gradiente Nord-Sud.

 

 

Abitudine al fumo di sigaretta - pool PdA 2012 (n=24.129)

 

%
(IC95%)

Non fumatori1

63,8

(62,9-64,6)

Fumatori2:

9,9

(9,4-10,4)

10 o più sigarette al giorno (forte fumatore3)

5,5

(5,2-5,8)

Ex fumatori4

26,4

(25,6-24,1)

1Non fumatore = soggetto che dichiara di non aver mai fumato o di aver fumato meno di 100 sigarette nella sua vita e che attualmente non fuma.

2Fumatore = persona che ha fumato 100 o più sigarette nella sua vita e che fuma tuttora

3Forte fumatore = fumatore che dichiara di fumare 10° più sigarette al giorno

4Ex fumatore = persona che attualmente non fuma e che ha smesso da più di 1 anno.

 

 

Fumatori

Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche e stime di popolazione - PdA 2012 (n=23.635)

 

Fumatori

Prevalenze per Regione di residenza - 2012-2013

Pool di Asl:9,9% (IC 95%: 9,2-10,6%)

 

* Lombardia, Fvg e Marche hanno partecipato solo con una Azienda.

 

Scarica la tabella dei dati per Regione (xls 20 Kb)

 

 

Ex-fumatori

Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche e stime di popolazione - PdA 2012 (n=23.635)

 

Attenzione degli operatori sanitari - pool PdA 2012

 

%
(IC95%)

Consiglio del medico/operatore di smettere di fumare, ai fumatori attuali1

(% attuali fumatori che hanno ricevuto il consiglio di smettere di fumare)

71,5

(69,4-73,6)

 

 

Fumatori che hanno ricevuto il consiglio di smettere di fumare

Prevalenze per Regione di residenza

Pool PdA 2012: 69,1% (IC 95%: 66,2-71,8%)

* Lombardia, Fvg e Marche hanno partecipato solo con una Azienda.

 

Scarica la tabella dei dati per Regione (xls 20 Kb)

 

 

Importanza per la salute

 

31 luglio 2014 - Il fumo di tabacco costituisce uno dei principali fattori di rischio per l’insorgenza di numerose patologie cronico-degenerative, soprattutto a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare; rappresenta inoltre il maggior fattore di rischio evitabile di morte precoce, a cui gli esperti attribuiscono circa il 12% degli anni di vita in buona salute persi a causa di morte precoce e disabilità (Daly - Disability-Adjusted Life Year). Le conseguenze negative del fumo aumentano con l’aumentare dell’età; le principali cause di mortalità correlate al fumo nelle persone con più di 60 anni sono il tumore del polmone e la broncopneumopatia cronica ostruttiva. Nel nostro Paese la proporzione di popolazione sopra i 65 anni di età è cresciuta progressivamente negli ultimi decenni ed è destinata, secondo le stime demografiche, a diventare pari al 33% nel 2035, con le conseguenze facilmente intuibili per il carico di malattie croniche e degenerative che ciò comporta, comprese quelle correlate al fumo. Smettere di fumare rimane il modo più efficace per contrastare gli effetti nocivi del fumo, anche se negli anziani è ancora più difficile perché l’abitudine è più radicata. Secondo uno studio della German Cancer Research Center (C. Gellert et al., Impact of smoking and quitting on cardiovascular outcomes and risk advancement periods among older adults. Eur J Epidemiol. 2013), infatti, si ha comunque una riduzione della mortalità quando si smette di fumare, anche in età avanzata, dopo i sessant’anni.

 

 

Il contesto internazionale e italiano

Secondo l’Oms il fumo uccide ancora 6 milioni di persone ogni anno e causa, in tutto il mondo, centinaia di miliardi di dollari di danni alle economie. È stato stimato che nel 2030 più di 8 milioni di persone moriranno ogni anno a causa del fumo. Il Piano d’azione Oms 2008-2013 per la strategia globale di prevenzione e controllo delle malattie non trasmissibili ha come obiettivi e azioni da portare avanti la promozione di interventi per ridurre i fattori di rischio, alla base delle malattie croniche primi tra tutti il fumo, il monitoraggio e la sorveglianza delle malattie non trasmissibili e dei fattori che le determinano e la valutazione dei progressi a livello nazionale, regionale e globale. Monitorare con Passi d’Argento l’abitudine al fumo negli anziani permette quindi di conoscere le dimensioni reali del fenomeno, fare confronti a livello internazionale, nazionale e soprattutto locale (Asl e Regioni), progettare, realizzare e valutare interventi ad hoc.

 

Centrale è l’idea che “investire nella prevenzione e nel controllo delle malattie croniche può migliorare la qualità della vita e il benessere sia a livello individuale che sociale”. Il mantenersi in buona salute evitando i fattori di rischio migliora la qualità della vita soprattutto dopo i 65 anni di età dove comunque alcuni rischi di deterioramento si presentano in modo accentuato. Inoltre il Sistema sanitario impegna la maggior parte delle risorse nelle persone con più di 75 anni soprattutto sul versante farmaceutico e di assistenza sia territoriale che ospedaliera e oltre il 90% della mortalità nell’area “occidentale” è legata a malattie croniche spesso collegate a stili di vita non salutari come l’abitudine al fumo.

 

Come Passi d’Argento misura l’abitudine al fumo

Il dato sull’abitudine al fumo in Passi d’Argento viene raccolto attraverso 4 domande che riguardano rispettivamente la presenza dell’abitudine al fumo con riferimento a tutta la vita e al momento dell’indagine, il numero di sigarette eventualmente fumate e il consiglio di smettere ricevuto negli ultimi 12 mesi da parte di un medico o un operatore sanitario. Vengono utilizzate le definizioni operative dell’Organizzazione mondiale della sanità. Si definiscono fumatori le persone che dichiarano di aver fumato più di 100 sigarette nella loro vita (e di fumare al momento), ex fumatori le persone che dichiarano di aver fumato più di 100 sigarette nella loro vita (e di non fumare al momento) e non fumatori le persone che dichiarano di aver fumato meno di 100 sigarette nella loro vita e non fumare al momento.

 

Che cosa dicono i dati Passi d’Argento

Dopo i 65 anni una persona su 10 fuma, circa 3 anziani su 10 sono ex-fumatori e i restanti 6 sono non fumatori. Più della metà dei fumatori consuma più di 10 sigarette al giorno. Si rileva una generale diminuzione del consumo di sigarette con l’avanzare dell’età, con differenze fra uomini e donne che rimangono importanti: in media 5 punti percentuali di differenza. Il 72% di coloro che fumano ha ricevuto il consiglio di smettere di fumare da parte di un operatore. Non emerge una forte variabilità geografica e non si osserva un chiaro gradiente nelle 3 macroaree, Nord, Centro e Sud. Lazio, Liguria, Lombardia e Sicilia sono le Regioni in cui si riscontra un’alta percentuale di fumatori. È significativamente più elevato del pool il valore rilevato nel Friuli Venezia Giulia che ha partecipato all’indagine PdA solo con la Asl Triestina. Trento, Puglia, Marche e Veneto sono le Regioni in cui si riscontrano le prevalenze più basse di fumatori.

 

Politiche di prevenzione del fumo a livello internazionale e nazionale

Prevenire gli effetti negativi dei determinanti comportamentali come il consumo di sigarette è essenziale per favorire l’invecchiamento attivo delle persone con 65 e più anni. L’obiettivo è chiaro e potenzialmente raggiungibile: non soltanto “dare anni alla vita, ma anche dare vita agli anni”.

 

Negli anziani smettere è ancora più difficile perché l’abitudine per chi è più in là con gli anni è più radicata. Gli effetti dannosi del fumo sono noti e riguardano anche aspetti molto delicati nella salute dei meno giovani, cioè il sistema cardio-vascolare e l’apparato respiratorio. Si ha comunque una riduzione della mortalità quando si smette di fumare, anche in età avanzata.

 

La possibilità di interrompere il concatenamento delle cause che provocano le Malattie croniche non trasmissibili (Mcnt) è al centro della strategia universale che da diversi anni l’Organizzazione mondiale della salute (Oms) e molti Paesi membri (compreso il nostro) stanno realizzando attraverso piani e programmi internazionali e nazionali di prevenzione delle Mcnt.

 

Riduzione del 10% dell’abuso di alcol, del 30% del consumo di tabacco e sale e del 10% dell’inattività fisica: sono alcuni dei nuovi obiettivi identificati dall’Oms per contrastare la diffusione delle malattie croniche e rafforzare le risposte dei sistemi sanitari al problema. Ad accompagnarli anche un set di 25 indicatori che coprono tre ambiti: mortalità e morbilità, fattori di rischio e servizi sanitari nazionali. Questi obiettivi mirano ad essere raggiunti entro il 2025.

 

Il nostro Paese ha aderito anche al Piano d’azione globale contro le Mcnt 2008-13, articolato in poche linee di strategia che prevedono anche interventi specifici per i quattro fattori di rischio (cattiva alimentazione, inattività fisica, fumo, alcol) che trovano una loro sistematizzazione nel Piano nazionale di prevenzione 2010-13 e nei corrispettivi Piani regionali.

 

Fortunatamente, per il contrasto al fumo, esistono anche programmi efficaci che si basano su misure regolatorie volte a ridurre la disponibilità dei prodotti del tabacco e gli stimoli a fumare. Si tratta di misure come i divieti di fumo nei locali aperti al pubblico e nei luoghi di lavoro, i limiti di vendita per età, orario, luoghi, gli aumenti dei prezzi, realizzati tramite le accise, i divieti di pubblicità, la regolamentazione e auto-regolamentazione dei media, le policy scolastiche e aziendali. Un insieme di misure coerente è incluso nella Convenzione quadro per il controllo del tabacco (pdf 44 kb) dell’Oms, il primo trattato internazionale per la tutela della salute pubblica che, riconoscendo i danni provocati dai prodotti del tabacco e dalle aziende che li fabbricano, stabilisce principi e obiettivi giuridicamente vincolanti che i firmatari sono tenuti a rispettare. Siglata da 192 Stati membri dell’Oms nel 2004, è stata ratificata anche dal nostro Paese, che sta attuando gli impegni assunti.

 

Risorse utili

 

Indicatori Passi d’Argento: abitudine al fumo

 

Definizioni operative

  1. Non fumatore è una persona che dichiara di aver fumato nella sua vita meno di 100 sigarette (5 pacchetti da 20) e di non essere attualmente fumatore.
  2. Fumatore è una persona che dichiara di aver fumato nella sua vita almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20) e di essere fumatore al momento dell’intervista.
  3. Ex fumatore è una persona che dichiara di aver fumato nella sua vita almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20), di non essere fumatore al momento dell’intervista e di aver smesso di fumare da più di 1 anno.

Consulta anche le informazioni generali con le caratteristiche degli indicatori Passi d’Argento, e gli approfondimenti dedicati.

 

Scheda indicatore: prevalenza di non fumatori

Popolazione di riferimento

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 65 anni e più.

Numeratore

Persone con 65 o più anni che nella loro vita hanno fumato meno di 100 sigarette (5 pacchetti da 20).

Denominatore

Intervistati che hanno fornito una risposta (qualunque essa sia) alla domanda sull’abitudine al fumo esclusi, i valori mancanti; il denominatore corrisponde in pratica all’intero campione.

Misure di frequenza

Prevalenza riferita al periodo di rilevazione (sulla popolazione di 65 anni e più), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

Il periodo temporale di riferimento sono gli anni di vita dell’intervistato.

Significato per la salute pubblica

Rispetto ai fumatori, chi non fuma ha un’aspettativa di vita di ben 10 anni superiore e una qualità di vita di gran lunga migliore. Chi vive libero dal fumo infatti respira meglio, riesce più facilmente a evitare faringiti e laringiti, bronchite cronica ed enfisema polmonare, il rischio di patologie circolatorie e cardiache, il pericolo di ictus o di ostruzione delle arterie. Senza il fumo, migliorano anche il sonno, la prontezza dei riflessi, i tassi di fecondità sia negli uomini che nelle donne.

Limiti dell’indicatore

L’indicatore misura un comportamento riferito dall’intervistato ed è in teoria soggetto a distorsione legata alla desiderabilità sociale del comportamento, che può essere considerato sconveniente e soggetto a stigmatizzazione. In teoria, ciò può spingere il rispondente a dichiarare di non aver mai fumato, e ciò determina una sovrastima della prevalenza. Questo effetto è stato valutato e gli studi di migliore qualità mostrano che si attesta comunque su valori modesti.

Validità dell’indicatore

In altri contesti di studio, quando i dati dichiarati sono confrontati con quelli misurati obiettivamente (mediante l’analisi dei livelli di cotinina, un metabolita della nicotina, nei liquidi biologici: saliva, urine o sangue), l’indicatore circa la frequenza di coloro che conducono una vita libera dal fumo mostra una sovrastima, ma anche una buona correlazione con le misure oggettive, che lo rende utile per valutare le differenze territoriali e i trend temporali.

Il dato di pool non è rappresentativo della realtà nazionale in quanto 2 regioni non hanno partecipato all’indagine 2012 (Basilicata e P.A di Bolzano) e 3 con una sola ASL(Lombardia, FVG e Marche).

* Vedi anche: Behavioral Risk Factor Surveillance System (Brfss)

 

Scheda indicatore: prevalenza di fumatori

 

Popolazione di riferimento

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 65 anni e più.

Numeratore

Persone con 65 e più anni che dichiarano di aver fumato nella loro vita almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20) e di essere fumatori al momento dell’intervista.

Denominatore

Intervistati che hanno fornito una risposta (qualunque essa sia) alla domanda sull’abitudine al fumo, esclusi i valori mancanti; il denominatore corrisponde in pratica all’intero campione.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale (sulla popolazione di 65 anni e più), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

L’indicatore è costruito sulla base di più variabili che hanno diversi periodi temporali di riferimento: gli anni di vita dell’intervistato, gli ultimi 6 mesi, ed il comportamento abituale al momento dell’intervista.

Significato per la salute pubblica

Il fumo di tabacco è tra i principali fattori di rischio per l’insorgenza di numerose patologie cronico-degenerative, in particolare a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare ed è il maggiore fattore di rischio evitabile di morte prematura. A seconda del metodo usato, si stima che fra i 70 e gli 80 mila decessi all’anno, in Italia, siano attribuibili all’abitudine al fumo con oltre un milione di anni di vita potenziale persi.

Limiti dell’indicatore

L’indicatore misura un comportamento riferito dall’intervistato ed è in teoria soggetto a distorsione legata alla desiderabilità sociale del comportamento, che può essere considerato sconveniente e soggetto a stigmatizzazione. In teoria, ciò può spingere alcuni rispondenti a negare il comportamento con conseguente sottostima della prevalenza. Questo effetto è stato valutato e gli studi di migliore qualità mostrano che si attesta comunque su valori modesti.

Validità dell’indicatore

In altri contesti di studio, quando i dati dichiarati sono confrontati con quelli misurati obiettivamente (mediante l’analisi dei livelli di cotinina, un metabolita della nicotina, nei liquidi biologici: saliva, urine o sangue), la prevalenza di fumatori mostra una sottostima, ma anche una buona correlazione con le misure oggettive che rende utile questo indicatore per valutare le differenze territoriali e i trend temporali.

* Vedi anche: Behavioral Risk Factor Surveillance System (Brfss)

 

Scheda indicatore: prevalenza di ex fumatori

 

Popolazione di riferimento

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 65 anni e più.

Numeratore

Persone con 65 e più anni che dichiarano di aver fumato nella loro vita almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20) e di non fumare più da più di 1 anno.

Denominatore

Intervistati che hanno fornito una risposta (qualunque essa sia) alla domanda sull’abitudine al fumo, esclusi i valori mancanti; il denominatore corrisponde in pratica all’intero campione.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale (sulla popolazione di 65 anni e più), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

L’indicatore è costruito sulla base di più variabili che hanno diversi periodi temporali di riferimento: gli anni di vita dell’intervistato e l’ultimo anno.

Significato per la salute pubblica

La ricerca scientifica ha confermato che quando si smette di fumare si ottengono molti benefici a breve e a lungo termine.

Questi benefici vanno da una normalizzazione del livello di ossigeno nel sangue ad un miglioramento del respiro e della circolazione, e soprattutto a una riduzione del rischio di mortalità per malattie cardiovascolari e tumori.

Limiti dell’indicatore

L’indicatore misura un comportamento riferito dall’intervistato ed è in teoria soggetto a distorsione legata alla desiderabilità sociale del comportamento.

* Vedi anche: Behavioral Risk Factor Surveillance System (Brfss)

 

Pubblicazioni nazionali

 

Report nazionale

 

Pubblicazioni locali

 

Report nazionale

In questa pagina sono elencate le pubblicazioni locali dedicate esclusivamente all'abitudine al fumo. Dati sul tema sono però disponibili anche all’interno delle pubblicazioni nazionali e locali che riassumono i risultati delle indagini della sorveglianza.

 

Indagine 2012

 

Lazio

Regionali