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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Da Modena nuovi spunti per comunicare i dati Passi

23 giugno 2010 - Lo scorso 10 giugno, presso il dipartimento di Sanità pubblica di Modena, si è tenuto un seminario sul sistema di sorveglianza Passi durante il quale sono stati presentati i dati 2008 raccolti nella Provincia. Diversi gli spunti per il miglioramento e il consolidamento della sorveglianza e della comunicazione dei risultati.

 

La presentazione dei dati

Di particolare interesse, tra le proposte portate al seminario, è stata la modalità di illustrazione dei dati raccolti. «Le relazioni della giornata – commenta Giuliano Carrozzi, coordinatore Passi dell’Ausl di Modena – hanno avuto un taglio di lettura non tradizionale. Anziché sulla base dei vari fattori comportamentali (come fumo, alcol e sedentarietà), infatti, sono state presentate sulla base di sottogruppi di popolazione».

 

I sottogruppi presi in considerazione sono quelli ormai consolidati del sistema Passi: genere, età e differenze socioeconomiche. «In questo modo – prosegue Carrozzi – è possibile mettere in evidenza i problemi dei più giovani e dei meno giovani, le differenze di genere e quelle associate all’istruzione o al reddito. Questo, da un lato, nell’ottica di fornire indicazioni operative più efficaci e più mirate per uno specifico gruppo di popolazione e, dall’altro, di ridurre le disuguaglianze. Per esempio, è emerso molto chiaramente che i programmi di screening riducono in modo significativo le disuguaglianze in termini di salute; oppure che i giovani stanno meglio, sono più attivi fisicamente ma complessivamente hanno uno stile di vita meno corretto e che anche gli operatori sanitari sono meno attenti ad alcuni loro comportamenti fortemente a rischio (fumo, alcol e ipertensione)».

 

Un altro esempio sull’efficacia della presentazione dei dati secondo sottogruppi di popolazione arriva dal fumo: «Mentre sui ragazzi le azioni di lotta al tabagismo sembrano avere avuto effetti positivi (i giovani fumano meno), tra le donne, soprattutto dopo i 50 anni, la percentuale di ex fumatrici è ancora piuttosto bassa. Mentre gli uomini progressivamente smettono di fumare, le donne non lo fanno. È proprio grazie a queste informazioni che si possono individuare i target su cui rafforzare le azioni e indirizzare gli interventi. Nel caso del fumo, quindi, l’indicazione è evidente: per le donne bisogna rafforzare le azioni rivolte proprio alle ultra 50enni».

 

Altro aspetto innovativo nella modalità di presentazione dei dati è che i risultati sono stati presentati dagli stessi intervistatori. «Credo che si tratti della prima volta in cui sono direttamente gli intervistatori a presentare tutti i risultati che hanno contribuito a raccogliere attraverso il loro lavoro sul campo», sottolinea Carrozzi.

 

L’utilizzo della sorveglianza Passi

A Modena Passi è un importante strumento di governo, come ha rimarcato in apertura del seminario Adriana Giannini, direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Modena. Sia a livello regionale che aziendale, infatti, la sorveglianza Passi è uno strumento ormai consolidato per analizzare problematiche di salute, orientare le scelte, migliorare la progettazione degli interventi preventivi favorendo quelli più efficaci, verificare e misurare programmi e azioni, coinvolgere e informare i cittadini.

 

Dati riferiti, dati misurati

Un altro aspetto che il sistema Passi nell’Ausl di Modena vuole approfondire e portare avanti è quello del confronto tra i dati riferiti e i dati misurati. «Il discorso si innesta nella questione della qualità dei dati. Su questo tema una collaborazione interessante l’abbiamo già avuta tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 con l’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare del Cnesps-Iss, che è stato presentato da Carlo Alberto Goldoni, direttore del servizio Epidemiologia. Tra le varie attività, l’Osservatorio ha misurato direttamente il peso, l’altezza, la pressione arteriosa e vari parametri bioumorali tra cui il colesterolo in un campione di cittadini modenesi. Noi, con il Passi, abbiamo fatto la stessa cosa, utilizzando però dati riferiti. Poi abbiamo confrontato i risultati ed è emerso come le differenze tra i due tipi di dati fossero generalmente molto piccole e coerenti con le indicazioni della letteratura. Quella più rilevante si registra tra le donne, che solitamente tendono a percepirsi un po’ più alte e un po’ più leggere: con Passi, dunque, si sottostima la prevalenza del loro eccesso ponderale. Dal confronto con i dati misurati, è possibile non solo riconoscere eventuali sottostime o sovrastime dei dati riferiti, ma anche quantificarne l’entità per poi stimare il valore corretto. Un altro esempio di validazione dei dati Passi viene dal confronto tra i dati di copertura del Pap test riferiti dalle intervistate all’interno dello screening organizzato e il valore fornito dal sistema informativo aziendale dello screening, dove risultano percentuali simili». Il confronto con i dati misurati fornisce così indicazioni fondamentali per una valutazione e un’interpretazione quanto più possibile corrette dei dati Passi.

 

Suddivisione in macro aree e standardizzazione dei risultati

Per la prima volta i risultati dell’indagine sono stati illustrati con dettaglio subprovinciale. Quest’anno, infatti, il territorio è stato suddiviso in tre macro aree: una a nord, che comprende i distretti di Mirandola e Carpi; una centrale, che comprende i distretti di Modena e Castelfranco-Emilia; una infine a sud, con i distretti di Sassuolo, Vignola e Pavullo. Non solo: per consentire il confronto tra le varie Ausl sui principali indicatori analizzati, sono state calcolate le prevalenze standardizzate: «si tratta di un elemento di arricchimento scientifico e culturale, che permette di fare confronti per i principali fattori al netto delle differenze demografiche», conclude Carrozzi.

 

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