Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Il valore aggiunto di Passi

Alba Carola Finarelli - dirigente medico Servizio sanità pubblica, Assessorato politiche per la salute - Regione Emilia-Romagna

 

 

Il sistema di sorveglianza Passi costituisce un tassello importante delle attività politiche e sanitarie intraprese in Italia per promuovere la prevenzione e il dialogo tra il cittadino e il sistema sanitario. Passi permette infatti di seguire nel tempo gli stili di vita, i fattori di rischio comportamentali e lo stato di salute percepito della popolazione italiana, aiutando a monitorare il grado di diffusione e di introiezione dei messaggi di prevenzione e a valutare l’impatto degli interventi realizzati. Pertanto, si tratta di uno strumento utile per verificare come e quanto gli italiani stanno adottando corretti stili di vita per prevenire le principali malattie croniche e degenerative.

 

La programmazione regionale e locale

I dati che stiamo raccogliendo possono essere usati per approfondire la conoscenza dei problemi di salute nella popolazione e per una migliore definizione delle caratteristiche delle persone a maggior rischio. Il loro utilizzo da parte degli operatori rappresenta quindi una vera e propria sfida per il futuro. I dati, raccolti in maniera continua e sistematica, diventano uno strumento utile per coloro che devono progettare, realizzare e valutare interventi di salute pubblica. In Italia, il progetto nasce anche con l’obiettivo di disporre di dati a livello locale (Asl e Regioni); l’interesse delle comunità locali nel disporre di una base dati specifica in continua crescita e aggiornamento è evidente: Passi rende disponibili informazioni con un dettaglio tale da favorire confronti a livello regionale e nazionale, ma anche fra le diverse aziende sanitarie, permettendo di adeguare la programmazione degli interventi di sanità pubblica a livello regionale e aziendale. Si tratta inoltre di un sistema condiviso e flessibile, che permette di modificare nel tempo il tipo di dati da raccogliere, grazie alla possibilità di aggiungere sezioni di indagine in risposta a bisogni informativi locali.

 

Fino a oggi, la scarsa tempestività e la mancanza di dettaglio delle informazioni a livello locale hanno reso difficile la valutazione dei progressi sanitari ottenuti a seguito dell’adozione dei programmi di prevenzione in salute pubblica attivati dalle Asl, così come l’interpretazione dell’andamento nel tempo di un certo fenomeno o comportamento. Con Passi, invece, i dati sono puntuali e rappresentativi, non solo della realtà regionale, ma anche di quella aziendale.

 

La formazione degli operatori sanitari

Il coinvolgimento e la formazione degli operatori sanitari impegnati per Passi e per temi rilevanti di sanità pubblica rappresentano un valore aggiunto per il sistema salute regionale e nazionale. La formazione acquisita, infatti, rafforza la preparazione, la professionalità e la motivazione degli operatori, favorendo quel coordinamento degli interventi che in sanità pubblica è particolarmente necessario. Il personale di Asl e Regioni e gli operatori impegnati sul territorio stanno imparando a occuparsi in prima persona dell’attività di monitoraggio e sono sempre più informati sui temi oggetto dell’indagine.

 

I singoli operatori sanitari saranno in grado di verificare gli effetti, il grado di comprensione e di adesione dei cittadini ai messaggi di prevenzione. Disponendo di nuovi elementi aggiornati, potranno supportare i decisori politici, per migliorare l’efficacia di attività, campagne e iniziative. Grazie al sistema Passi, gli operatori di sanità pubblica possono sperimentare nuove modalità di lavoro e valorizzare importanti aspetti della propria professionalità, intraprendendo nuove strade di crescita e di cambiamento, sviluppando esperienza e competenze, utili anche per altre attività di sanità pubblica e ricerca. E, soprattutto, potranno relazionarsi direttamente con i cittadini, svolgendo anche il ruolo di “sensori” per il sistema sanitario.

 

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