Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Emilia-Romagna, studio Passi 2006: sintesi dei risultati

Nel 2006, in Emilia-Romagna, lo studio Passi ha effettuato un monitoraggio e una verifica delle modifiche nei comportamenti della popolazione in relazione alle azioni di sensibilizzazione e sorveglianza poste in essere dal sistema salute. La dimensione del campione dello studio è stata di 1254 individui. Il 51% degli intervistati è rappresentato da donne, l’età media è di 44 anni (44 per le donne e 43 per gli uomini). Il 56% ha un livello di istruzione alto e il 71% ha un lavoro regolare.

 

Percezione dello stato di salute e depressione

Il 68% degli intervistati giudica il proprio stato di salute buono o molto buono, in particolare i giovani (18-34 anni) e le persone con un alto livello d’istruzione. La più alta percezione negativa del proprio stato di salute si riscontra nelle persone più anziane e nelle donne.

 

Il 14% degli intervistati riferisce di aver avuto, nei 12 mesi precedenti l’intervista, almeno due settimane consecutive di sintomi di depressione caratterizzati da poco interesse o piacere nel fare le cose e dal sentirsi giù di morale, depressi o senza speranze. La quasi totalità degli individui ha riferito anche, negli ultimi 30 giorni, impedimenti nella realizzazione delle normali attività. Fra tutti coloro che hanno sofferto di almeno due sintomi di depressione, il 38% si è rivolto a un medico o ha intrapreso un trattamento farmacologico.

 

Abitudini alimentari e attività fisica

In Emilia-Romagna l’eccesso ponderale è molto diffuso e costituisce un problema di salute pubblica rilevante: solo il 60% delle persone sovrappeso è cosciente di esserlo e soltanto due persone obese su tre considerano la propria alimentazione non idonea. Le misure di prevenzione individuali, l’esercizio fisico e una dieta, sono praticate da meno di un terzo delle persone in eccesso di peso. A questo proposito, l’attività fisica moderata e regolare ha un ruolo importante nell’influenzare l’aspettativa di vita, riducendo di circa il 10% la mortalità e il rischio di patologie cardiovascolari, diabete, cancro del colon, osteoporosi, depressione e traumi da caduta. Il 46% degli intervistati svolge un buon livello di attività fisica, il 27% un livello moderato e il restante 27% non svolge alcuna attività fisica o ne fa poca. Circa un terzo della popolazione riferisce di stare seduta in media per più di 6 ore al giorno. Questa abitudine è più diffusa tra coloro che hanno 18-34 anni e tra le persone con alto livello di istruzione. La frazione di popolazione che non svolge esercizio fisico, o che comunque non ne fa abbastanza, è più elevata tra le persone che ne beneficerebbero maggiormente (obesi o in sovrappeso, ipertesi, depressi).

 

Abitudine al fumo e consumo di alcol

I fumatori rappresentano il 28% degli intervistati, gli ex fumatori il 23% e i non fumatori il 49%. In particolare, un elemento che desta preoccupazione è l’elevata prevalenza tra i giovani, specialmente nella classe d’età dei 25-34 anni, dove circa 4 persone su 10 riferiscono di fumare. Il 59% dei fumatori ha ricevuto il consiglio di smettere, ma la quasi totalità degli ex fumatori riferisce di aver smesso di fumare per conto proprio.

 

Per quanto riguarda l’alcol, circa tre quarti della popolazione dell’Emilia-Romagna tra 18 e 69 anni consuma bevande alcoliche e circa un quinto ha abitudini di consumo considerabili a rischio, soprattutto fra i giovani. A differenza del fumo, gli operatori manifestano una scarsa attenzione nei confronti dell’alcol e una sottostima del rischio: solo raramente si informano sul consumo di alcolici dei loro pazienti o consigliano di moderarne l’uso.

 

Sicurezza stradale e incidenti domestici

Gli incidenti stradali sono la prima causa di morte negli uomini sotto i 40 anni e una delle cause principali di invalidità. Il 60% degli incidenti stradali è conseguente a fattori umani e una quota rilevante del rischio potrebbe essere ridotta con controlli sistematici dell’alcolemia dei conducenti e della velocità in auto. Il 20% degli intervistati dichiara di aver guidato sotto l’effetto dell’alcol nel mese precedente all’intervista e il 16% di essere stato trasportato da un conducente che aveva bevuto in quantità superiore ai limiti di legge.

 

Per quanto riguarda gli incidenti domestici, in Emilia-Romagna il 19% delle persone intervistate ha riferito di aver subito un infortunio tra le mura di casa, anche di lieve entità, nell’ultimo anno. Sebbene gli incidenti domestici siano sempre più riconosciuti come un problema emergente di sanità pubblica, l’indagine evidenzia che le persone intervistate hanno una bassa consapevolezza del rischio.

 

Sicurezza alimentare

Più di due persone su tre consumano cibi crudi e poco cotti, potenzialmente a rischio per la salute (prevalentemente dolci al cucchiaio, carne e insaccati freschi, pesce e frutti di mare). È limitata la consapevolezza delle procedure corrette di scongelamento dei cibi surgelati e, mentre quasi tre persone su quattro prestano attenzione alle etichette, solo una su due legge le modalità di conservazione o le istruzioni per l’uso.

 

Vaccinazione antinfluenzale

In base ai registri vaccinali, in Emilia-Romagna il 33% degli intervistati nella fascia 18-64 anni, con almeno una patologia cronica dichiara di essersi vaccinato contro l’influenza, mentre la copertura è più elevata nelle persone sopra i 65 anni (74,6% nel 2005-2006). Per ridurre significativamente l’impatto dell’influenza in termini di morbosità, letalità e morbilità è necessario raggiungere una copertura vaccinale maggiore, specie nei gruppi a rischio.

 

Ipertensione e colesterolemia

Il numero delle persone che nell’ultimo anno si è sottoposto alla misurazione delle pressione e del colesterolo è piuttosto alta. Si stima che sia iperteso oltre un quinto della popolazione tra 18 e 69 anni, più di un terzo degli ultracinquantenni e circa il 5% dei giovani con meno di 35 anni, mentre il 29% dichiara di avere livelli elevati di colesterolemia (41% sopra ai 50 anni). Di questi, il 22% riferisce di essere sotto trattamento farmacologico.

 

Carta e punteggio individuale di rischio cardiovascolare

La carta o il punteggio individuale del rischio cardiovascolare sono ancora scarsamente utilizzati e calcolati da parte dei medici in Emilia-Romagna. Solo il 9% delle persone intervistate con più di 40 anni dichiara di conoscere il proprio punteggio cardiovascolare.

 

Diagnosi precoce delle neoplasie di collo dell’utero, mammella e colon-retto

Nei Paesi industrializzati la neoplasia del collo dell’utero rappresenta per incidenza la seconda

forma tumorale nelle donne al di sotto dei 50 anni. In Emilia-Romagna il 94% delle donne di 25-64 anni si è sottoposta ad almeno un Pap test e l’82% l’ha eseguito negli ultimi tre anni. I motivi principali di esecuzione dell’ultimo Pap test sono stati: la lettera ricevuta dell’Ausl nel 56% dei casi, l’iniziativa personale nel 28% e il consiglio di un medico nel 14%. Nonostante i considerevoli risultati ottenuti dal programma regionale di screening, come mostrano gli indicatori monitorati anche dall’Osservatorio nazionale screening, è necessario rafforzare interventi mirati rivolti alle fasce deboli, in particolare alle donne immigrate.

 

Per quanto riguarda le neoplasie della mammella, la percentuale di donne che riferisce di aver effettuato una mammografia a scopo preventivo è alta (il 93% delle donne di 50-69 anni e il 79% negli ultimi due anni), grazie alla presenza di un programma di screening ormai consolidato sul territorio. I motivi principali dell’esecuzione dell’ultima mammografia sono l’aver ricevuto la lettera d’invito dell’Ausl nel 71% dei casi, l’iniziativa personale nel 17% e il consiglio di un medico nel 10%.

 

Il tumore del colon retto rappresenta, in entrambi i sessi, la seconda causa di morte per neoplasia, dopo quello del polmone negli uomini e della mammella nelle donne. Nonostante le prove di evidenza sull’efficacia dello screening nel ridurre la mortalità per tumore colorettale, si stima che solo una piccola percentuale di persone abbia effettuato un test (sangue occulto nelle feci o una colonscopia) a scopo preventivo per la diagnosi precoce di queste neoplasie: Passi 2005 documentava che in Emilia-Romagna erano solo il 13% della popolazione di 50-69 anni, mentre l’indagine condotta nel 2006 registra il 46%, testimoniando così l’effetto dell’avvio del programma di screening regionale dal marzo 2005.

 

Leggi il commento di Alba Carola Finarelli e scarica il documento completo (pdf 2,2 Mb).