6 maggio 2010 - Riparte la sorveglianza Passi a L’Aquila, con un programma di monitoraggio specifico sull’impatto del terremoto sulla salute della popolazione. A un anno di distanza dal sisma, la Regione Abruzzo con tutte le sue Asl, l’Università degli Studi dell’Aquila, con il sostegno del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie del ministero della Salute (Ccm) e del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità (Cnesps), promuovono un’indagine sul benessere e gli stili di vita della popolazione colpita dal terremoto. Passi-Cometes, questo il nome del progetto, vuole misurare, grazie alla metodologia e al network del Passi già radicati sul territorio abruzzese, gli effetti a medio termine del terremoto del 6 aprile 2009 sullo stato di salute della popolazione aquilana.
Più in particolare, gli obiettivi del programma sono:
Ascoltare i cittadini
A partire da maggio fino a settembre 2010, con un’intervista di circa 15 minuti, operatori sanitari della Asl raccolgono le informazioni utilizzando un questionario standardizzato. Sono coinvolti nell’iniziativa mille cittadini, estratti casualmente dalle liste della Asl. Prima dell’intervista, una lettera li informa sulle modalità dell’indagine. Contemporaneamente la Asl avverte anche il medico di famiglia, a cui l’intervistato può rivolgersi per conoscere tutti i dettagli. I dati raccolti sono utilizzati in forma anonima, nel rispetto assoluto della normativa in vigore sulla privacy. La pubblicazione dei risultati è prevista entro la fine del 2010.
Per L’Aquila, per tutti
Nonostante in Italia si verifichi un terremoto con gravi conseguenze ogni 4 anni e mezzo, si sa ancora poco sugli effetti sulla salute della popolazione coinvolta. E quindi anche su cosa si può fare per promuovere il benessere delle persone colpite. Il programma Passi-Cometes vuole dar voce ai cittadini colpiti dal sisma per riorganizzare meglio i servizi di assistenza e prevenzione attraverso la conoscenza del loro stato di salute. Ma vuole anche essere una opportunità, finora unica, per dotare la comunità nazionale e internazionale di strumenti di prevenzione e promozione della salute più efficaci e adeguati per il futuro.
Risorse utili
guarda la presentazione di Carla Granchelli (Ausl Pescara) (ppt 1,4 Mb).