Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

L’Aquila, 5 maggio 2011: la discussione dei risultati preliminari CometeS

Paolo D’Argenio - coordinatore Passi

 

26 maggio 2011 - A circa 2 anni dal terremoto del 6 aprile 2009, si è svolto nelle sede del Consiglio regionale dell’Abruzzo, a L’Aquila, l’incontro di presentazione dei primi risultati dello studio CometeS (pdf 200 kb). L’indagine, avviata a distanza di poco più di un anno dal sisma per valutare lo stato di salute della popolazione che ha subito il terremoto, è stata portata avanti dalla rete Passi dell’Abruzzo con la collaborazione dell’Università de L’Aquila.

 

Questo incontro è stato pensato principalmente per mettere al corrente dei risultati alcuni rilevanti stakeholder: gli operatori che hanno condotto il lavoro sul campo, i responsabili politici e amministrativi della Regione, i dirigenti della Asl de L’Aquila, i pianificatori del Comune e i responsabili dell’Università.

 

Il workshop del 5 maggio 2011 (pdf 1 Mb) è stato aperto dal saluto di Nazario Pagano, presidente del Consiglio regionale, che ha spiegato i motivi per cui ha voluto ospitare l’incontro. Innanzitutto perché il sisma ha determinato un sussulto del tessuto sociale a causa della repentinità della perdita di vite umane, di affetti, di alloggi e beni, ma anche per la dislocazione, una vera e propria diaspora che, aggiungendosi al dolore, ha provocato cambiamenti nella vita quotidiana. In secondo luogo, perché lo studio è stato effettuato dalle Asl abruzzesi che hanno dimostrato che è possibile trarre vantaggio dalla cooperazione. Il terzo motivo è l’importanza della fase di valutazione crede fermamente nella fase di valutazione di un progetto (Nazario Pagano, in qualità di presidente del Consiglio regionale, è promotore infatti di una specifica legge regionale che rende necessari monitoraggio e valutazioni degli effetti delle leggi della Regione stessa).

 

Stefania Salmaso (direttore del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della Salute, Cnesps-Iss) ha messo in evidenza l’esigenza che il Servizio sanitario sia duttile e capace di adattarsi a situazioni impreviste, per essere in grado di fornire risposte adeguate, sia sul piano assistenziale che su quello dell’identificazione dei bisogni a livello della popolazione.

 

Sono intervenuti poi:

  • Carla Granchelli (pdf 233 kb), responsabile scientifico Passi-CometeS, che ha illustrato gli obiettivi dello studio
  • Paolo D’Argenio (pdf 268 kb), coordinatore Passi, che ha illustrato come è stato fatto il lavoro
  • Vincenza Cofini (pdf 743 kb), dipartimento di Medicina interna e sanità pubblica dell’Università dell’Aquila, che ha mostrato i risultati ottenuti nella descrizione dei danni immediati del terremoto
  • Antonella Gigantesco (pdf 956 kb), reparto Salute mentale Cnesps-Iss, che ha presentato i risultati relativi ai sintomi di depressione, agli episodi depressivi maggiori e al disturbo da stress post traumatico
  • Giancarlo Diodati (pdf 630 kb), coordinatore regionale Passi, che ha esposto i risultati relativi ai rischi comportamentali e all’adozione di misure preventive.

Successivamente si è svolta una discussione a cui è intervenuto Luigi De Fanis, Assessore Regione Abruzzo, il quale ha esaminato alcuni risultati specifici come per esempio l’assenza di un aumento di consumi di bevande alcoliche (aumento che invece ci si poteva aspettare a causa dello stress cui la popolazione è stata sottoposta). Luigi De Fanis ha poi fornito alcune interpretazioni dei problemi relativi all’area della salute mentale, spiegando anche in che modo l’amministrazione regionale può contribuire a far fronte a queste difficoltà che potrebbero essere accompagnate da sintomi più diffusi a “bassa intensità”, come l’astenia, l’insonnia e la fobia sociale non riconosciuta come tale.

 

Far prevalere la razionalità sull’emotività

Il Giuliano Mancinella, in rappresentanza dell’Asl de L’Aquila, ha parlato degli sforzi che la Azienda sanitaria ha fatto per fronteggiare i bisogni della fase acuta e di quella successiva. Giuliano Mancinella ha fatto notare che nel 2010 i consumi di antidepressivi sono ritornati sui livelli di quelli del 2008 dopo che, a seguito del sisma, si era osservato un calo dovuto al fatto che molti utenti si erano recati fuori dei confini della Asl.

 

Il rettore dell’Università de L’Aquila, Ferdinando di Orio, dopo aver espresso apprezzamento per il lavoro di squadra che è stato messo in essere, ha affermato l’esigenza di prendere decisioni in modo razionale, basandosi sui dati di fatto. Da qui l’esigenza di disporre delle informazioni necessarie. Successivamente Ferdinando di Orio ha descritto la situazione del post sisma (che ha affrontato in posizione di elevata responsabilità) come il passaggio da una vita a un’altra, in cui sono andati perduti i riferimenti, anche simbolici e identitari, che consentivano ai cittadini di orientarsi.

 

In una situazione di questo tipo è facile che - dopo una prima fase in cui si tira fuori tutta l’energia necessaria per affrontare il disastro, sospinti anche dall’illusione che tutto tornerà molto presto come prima - venga il momento in cui si deve prendere atto che i tempi della ricostruzione, del ritorno alla vita normale, sono ancora lunghi e la strada è irta di difficoltà con necessità di comporre interessi a volte divergenti. Questo può condurre la comunità, o suoi sottogruppi, alla passività, al fatalismo e alla rassegnazione: l’attesa che tutto possa esser dato e nulla debba essere conquistato.

 

È necessario, invece, che i cittadini avanzino i loro progetti e che si confrontino, facendosi protagonisti della ricostruzione. In questo, l’Università ha una funzione privilegiata perché è parte del tessuto sociale e opera sui bisogni di futuro di 24 mila giovani.

 

Stefania Salmaso ha concluso i lavori affermando che CometeS è un esempio di come è possibile trovare le collaborazioni e i sostegni necessari per attuare i progetti che servono a far fronte a bisogni locali. La sanità pubblica italiana è cambiata in questi anni. Il Piano della prevenzione è, ad esempio, uno strumento che le Regioni, e in particolare l’Abruzzo, hanno posto su una solida base di dati epidemiologici, proprio per far prevalere la razionalità sull’emotività.