Oltre alle conseguenze immediate in termini di morti e feriti [1], un terremoto provoca una grande mole di sofferenze in parte legate al trauma, alle perdite di affetti, in parte legate allo stress legato alle condizioni di vita della popolazione che ha subito perdite ed è costretta ad abbandonare le proprie case [2]. A lungo termine, il peso di malattie mentali e fisiche che conseguono a simili disastri diventa sostanziale: disturbi da stress post-traumatico, depressione e ansia sono le conseguenze psicopatologiche più comuni. Ma si osserva anche un incremento della patologia organica, con sintomi medici aspecifici, malattie cardiovascolari e respiratorie, consumo di sostanze. Le patologie sono più frequenti tra persone ferite durante l’evento, soccorritori, persone che hanno perduto la casa o le proprietà, famiglie di persone rimaste vittime del disastro [3, 4, 5].
La maggior parte delle evidenze proviene da studi trasversali effettuati dopo poco tempo dall’evento. Per questo c’è una relativa carenza di informazioni affidabili relative al trend dello stato di salute psico-fisica delle popolazioni colpite da un disastro. Tuttavia, è stato messo in evidenza che i costi sociali ed economici restano elevati, perché anche a distanza dal verificarsi di un trauma di massa persistono conseguenze sulla salute fisica, mentale e sui comportamenti [6].
A distanza di un anno dal terremoto che ha colpito l’Abruzzo, è possibile valutare l’impatto di questo evento sulla salute della popolazione colpita sia per ricavare indicazioni per orientare meglio le risorse e la pratica assistenziale, sia per migliorare l’insieme delle conoscenze sui danni a distanza dei disastri naturali. Danni che possono essere documentati prevalentemente con studi di campo [3].
Le aree in esame
Il programma di monitoraggio Passi-Cometes analizza le seguenti componenti dello stato di salute:
È infatti stato osservato che, in condizioni di stress, l’attenzione ai bisogni immediati e la frustrazione per il dover rinviare la soluzione dei problemi impellenti, la preoccupazione per la perdita di affetti e beni, possono portare a percepire i rischi per la salute connessi all’adozione di comportamenti (per esempio, il consumo di alcol e tabacco) minori di quanto non siano in realtà. La componente dello stato di salute legata ai comportamenti potrebbe così peggiorare: anche sotto questo profilo, quindi, la popolazione potrebbe trovarsi svantaggiata.
La rete Passi in Abruzzo può supportare questa valutazione
Il fatto che nelle aree colpite dal terremoto fosse attivo, dal 2007, il sistema di sorveglianza Passi [7], capace di rilevare i fenomeni riportati ai punti precedenti, rappresenta un’opportunità, rafforzata dal fatto che nelle aree abruzzesi non colpite dal terremoto il sistema di sorveglianza continua a funzionare.
Passi è il sistema di sorveglianza sui rischi comportamentali, promosso dal Ccm, e portato avanti dalle Regioni con il coordinamento dell’Istituto superiore di sanità[i]. Il sistema è in grado di monitorare alcune aree della salute della popolazione e in particolare:
Tipo di rilevazione
Passi-Cometes è uno studio trasversale, che vuole rilevare nella popolazione residente nell’area del sisma le informazioni epidemiologiche sopra elencate. In questo modo sarà possibile confrontare lo stato di salute della popolazione che ha subito gli effetti del sisma, misurato usando le variabili del Passi, con lo stato di salute della stessa popolazione prima del sisma. Inoltre, sia prima che dopo l’evento, le variabili misurate sulla popolazione vittima del terremoto potranno essere confrontate con quelle misurate nel resto della Regione Abruzzo.
Obiettivo generale
Misurare, attraverso il sistema di sorveglianza Passi, gli effetti a distanza del terremoto del 6 aprile 2009 sulla salute della popolazione colpita.
Obiettivi specifici
Bibliografia
[i] Passi è concepito per fornire informazioni con dettaglio a livello aziendale e regionale, in modo da consentire confronti tra le Asl e le Regioni partecipanti e fornire elementi utili per le attività programmatorie locali. Operatori sanitari delle Asl, specificamente formati, intervistano al telefono persone di 18-69 anni, estratte dalle liste anagrafiche delle Asl, mediante un campionamento casuale stratificato per sesso ed età. La rilevazione (minimo 25 interviste al mese per Asl) avviene continuativamente durante tutto l’anno. I dati raccolti sono trasmessi in forma anonima via internet e registrati in un archivio unico nazionale. Il trattamento dei dati avviene secondo la normativa vigente per la tutela della privacy. Il questionario è costituito da un nucleo fisso di domande, che esplorano i principali fattori di rischio comportamentali e interventi preventivi. Sono disponibili altresì moduli opzionali, che le Regioni possono adottare per rispondere a proprie specifiche esigenze informative. La Regione Abruzzo porta avanti il Passi in tutte le Asl tranne in quella dell’Aquila a causa del sisma. Le procedure di campionamento utilizzate, la formazione del personale coinvolto e la collaborazione con i Medici di medicina generale hanno consentito di ottenere un tasso di rispondenti molto elevato (85%, con solo il 10% di rifiuti): un elemento cruciale per assicurare l’affidabilità dei risultati.