Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

La sorveglianza sulla salute delle persone con diabete

Un workshop organizzato il 21 giugno 2012 da i programmi  Passi e Igea

 

19 luglio 2012 - Nell’ambito della manifestazione “Le sfide della promozione della salute: dalla sorveglianza agli interventi sul territorio”, svoltasi il 21 e 22 giugno 2012 a Venezia, sono stati discussi i primi risultati della sorveglianza sulla salute delle persone con diabete, portata avanti dalla rete Passi in collaborazione con Igea.

 

Il workshop è stato moderato da Raffaella Michieli della Società italiana di medicina generale e da Paolo D’Argenio del gruppo tecnico Passi. Raffaella Michieli, nell’introdurre i lavori, ha illustrato l’impegno della medicina generale sia nella ricerca, con il network Health Search, sia nell’azione professionale volta a migliorare la qualità dell’assistenza del diabete (pdf 178 kb).

 

Marina Maggini (pdf 645 kb) che coordina il progetto Igea, ha spiegato perché è indispensabile realizzare modelli assistenziali per la cronicità, basati sul potenziamento delle competenze delle persone con malattie croniche e dei loro caregiver, sull’integrazione tra i livelli di assistenza e la continuità assistenziale. Nonostante si tratti di principi di apparente buon senso, gli ostacoli alla costruzione di queste forme di assistenza sono molteplici. La sorveglianza rappresenta uno strumento per monitorare quanto le persone con diabete adottino comportamenti salutari e pratichino i controlli periodici raccomandati e anche per ottenere indicazioni sulla qualità e integrazione dell’assistenza.

 

Valentina Minardi e Flavia Lombardo (pdf 320 kb) hanno utilizzato i dati Passi per delineare un profilo di salute delle persone che riferiscono di avere il diabete in Italia, mostrando la frequenza particolarmente elevata dei comportamenti a rischio, quali fumo e sedentarietà, la frequenza di co-morbilità, l’associazione tra diabete e svantaggio sociale.

 

Uno specifico modulo di intervista è stato progettato per ottenere indicazioni sull’assistenza e

Massimo O. Trinito (pdf 697 kb), gruppo tecnico Passi, ha riferito i risultati relativi al 2011: una frequenza di controlli nelle persone con diabete troppo spesso insufficiente, come pure inadeguata è la quota di persone con diabete che, in base a quanto riferiscono, mostrano una buona «competenza». Invece è stato possibile constatare che i medici portano avanti una confortante attività di orientamento e di consigli riguardo ai comportamenti salutari da adottare, che dovrebbe essere ulteriormente migliorata soprattutto per l’attività fisica. Passi consente l’analisi di molti aspetti qualificanti l’assistenza delle persone con diabete e permette di stimare diversi indicatori di processo progettati nel programma Igea.

 

La Regione Liguria ha da molto tempo avviato una profonda riflessione sulla necessità di modelli assistenziali adattati alle malattie croniche, anche perché con il 27% di residenti over65 ha un maggiore carico assistenziale. Roberto Carloni (pdf 1,6 Mb), dell’Agenzia regionale sanitaria, in un intervento preparato con Marco Comaschi, ha presentato l’insieme dei sistemi informativi che la Regione utilizza per governare i problemi posti dalle malattie croniche e dal diabete in particolare. Ha mostrato la possibilità di integrare dati riferiti e dati misurati, informazioni tratte dalla sorveglianza e informazioni tratte dai consumi sanitari (ricoveri, farmaci e visite ambulatoriali).

 

La Regione Campania è una Regione a elevate prevalenza di diabete. Angelo D’Argenzio (pdf 272 kb), della Asl di Caserta, coordinatore regionale Passi, ha mostrato il  profilo della popolazione diabetica in Campania, dal punto di vista dei comportamenti associati alla salute, dei controlli medici, della co-morbilità. Inoltre, Tiziana Spinosa (pdf 1,3 Mb), dell’Agenzia regionale sanitaria, ha illustrato in che modo la Regione utilizza dati tratti dalla sorveglianza, informazioni derivate dai consumi sanitari per monitorare in particolare le complicanze e studi ad hoc. Tutti questi dati alimentano le attività normative, formative e programmatorie che, a livello regionale, sono condotte per favorire la gestione integrata.

 

In chiusura Paolo D’Argenio ha posto l’accento sull’importanza di guardare alla popolazione generale. Nei centri antidiabetici e negli studi medici è possibile osservare la salute e i problemi assistenziali di una sola parte delle persone con diabete, ma qualcosa resta in ombra. Invece i programmatori devono poter vedere tutto il quadro.