Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Incontro del coordinamento nazionale del sistema Passi

Roma, 17-18 dicembre 2009

 

 

Alla fine del 2009 si conclude la fase di sperimentazione del sistema Passi. Il sistema di sorveglianza, governato dal ministero della Salute e dalle Regioni e Province autonome e coordinato dal Cnesps-Iss, è anche una rete di servizi e operatori e insieme attività di formazione e comunicazione. Un modello che può diventare un’infrastruttura informativa della sanità pubblica, un patrimonio dell’intero sistema sanitario. Con il 2010 inizia la seconda fase del Passi, con un nuovo progetto finanziato dal Ccm che prevede il sostegno a Regioni e Asl per il funzionamento del sistema, l’integrazione in programmi istituzionali di prevenzione e lo sviluppo delle attività di comunicazione dei dati.

 

L’incontro, che si è tenuto quasi alla fine della prima fase del progetto Ccm-Passi, è stato disegnato per discutere, insieme ai rappresentanti del Ministero-Ccm e delle Regioni, dei risultati e delle potenzialità del sistema Passi, delle esigenze connesse a una sua messa a regime e delle linee di sviluppo per l’anno nuovo. Non a caso l’incontro si è tenuto al ministero della Salute il giorno 17 e in Istituto superiore di sanità il giorno 18. L’incontro - uno dei quattro appuntamenti annuali previsti - è stato articolato su due giornate, prefigurando appunto un maggiore impegno e un maggiore ruolo del coordinamento nazionale nel futuro.

 

 

17 dicembre - Prospettive sull’uso del sistema Passi per i programmi di prevenzione

 

Il contesto istituzionale

Per il Ministero-Ccm, Giuseppe Filippetti ha illustrato le esigenze che hanno spinto il Ccm a finanziare il progetto per una messa a regime delle sorveglianze e le attività istituzionali di sostegno che saranno messe in essere, anche in relazione al nuovo Piano della prevenzione 2010-2012. Quest’ultimo include infatti l’implementazione e la messa a regime dei sistemi di sorveglianza sia tra gli obiettivi di salute da realizzare nel triennio, sia tra gli strumenti per la pianificazione, l’attuazione, il monitoraggio degli interventi e per la valutazione e la riprogrammazione del Piano stesso.

 

Il Cnesps, con Stefania Salmaso, ha spiegato e illustrato le azioni di supporto al Piano della prevenzione e a Guadagnare Salute che il Centro nazionale di epidemiologia è chiamato a implementare: sorveglianza di popolazione, comunicazione e formazione per la pianificazione. In particolare, è in corso la messa a punto di un supporto formativo ai referenti regionali e centrali del Piano nazionale della prevenzione, con il duplice obiettivo di facilitare l’elaborazione, la programmazione, la realizzazione e la valutazione dei piani regionali e di creare le condizioni per la promozione di una “comunità professionale” che condivida metodi e procedure. Un’attività funzionale non solo per la gestione dei progetti, ma anche per l’analisi dei dati di contesto, l’utilizzazione della evidence per la definizione delle scelte strategiche, la creazione di una cultura professionale orientata alla prevenzione e solidamente supportata da nuove competenze degli operatori a essa dedicati.

 

Il Gruppo tecnico nazionale del Passi, con Paolo D’Argenio, ha illustrato le linee di tendenza del progetto 2010-2011. Il Passi ha quattro componenti che saranno sempre più integrate: un sistema informativo che, basandosi su un network di servizi e operatori che impegnati sul campo, produce informazioni utilizzabili in sanità pubblica, trasformate in messaggi da indirizzare ai soggetti interessati, nel mondo professionale e nelle comunità locali, da cui trarre indicazioni sui bisogni informativi cui la sorveglianza deve adattarsi.

 

Passi in azione

La sessione “Passi in azione” è stata dedicata ad alcune specifiche applicazioni del sistema: una vera e propria infrastruttura della sanità pubblica in Italia. La Regione Umbria (con Maria Donata Giaimo) ha lavorato per integrare le informazioni prodotte dal Passi con quelle ottenute da altre fonti. L’obiettivo è avere un quadro complessivo di problemi e programmi di salute.

 

La Direzione generale della Prevenzione del Ministero-Ccm (con Antonio Federici) ha presentato il proprio orientamento rispetto alla promozione degli screening oncologici e alle prospettive di integrazione delle informazioni provenienti da diverse fonti, per questa finalità.

 

La Regione Piemonte (con Maria Chiara Antoniotti) ha messo in luce alcuni fattori di rischio per la salute dei giovani (18-24 anni) utilizzando i dati della sorveglianza Passi. Notevole la prevalenza di giovani donne che dichiarano un’altezza e un peso che le collocano in una classe di indice di massa corporea al di sotto del normale. Elevato anche il numero di giovani che assumono alcolici con modalità a rischio.

 

La Regione Puglia (con Enzo Coviello) ha illustrato l'uso dei dati Passi per il monitoraggio dello screening mammografico di recente introdotto in Puglia e per il calcolo della mortalità attribuibile al fumo. Quest'ultima viene presentata come indicatore in grado di esprimere con maggiore chiarezza l'impatto di questo fattore di rischio comportamentale sulla salute della popolazione e i guadagni di salute conseguibili con interventi in grado di ridurne la diffusione.

 

Il Gruppo tecnico nazionale (con Pirous Fateh-Moghadam e Gianluigi Ferrante) ha comunicato i risultati della sorveglianza applicata agli atteggiamenti e comportamenti della popolazione nella pandemia da virus A/H1N1v. Una dimostrazione dell’importanza di avere un sistema flessibile, rapidamente adattabile alle esigenze di sanità pubblica, reso possibile dall’esistenza di un network che è incardinato nella pratica della sanità pubblica.

 

Infine, per il gruppo di lavoro sul diabete, recentemente costituito grazie alla collaborazione con il progetto Igea, Marina Maggini e Flavia Lombardo hanno mostrato come Passi riesca a fornire informazioni utili per valutare lo stato di salute delle persone affette da diabete in Italia: un’applicazione molto importante e utile che sarà sviluppata ancor di più in futuro.

 

Le prospettive per il 2010

Nelle conclusioni, il Ministero-Ccm (con Stefania Vasselli) ha mostrato le strade istituzionali che si stanno percorrendo per rendere le sorveglianze parte integrante del normale lavoro del servizio sanitario. Si tratta di un percorso complesso ma necessario e inarrestabile, che prevede vari passaggi: dalla risposta italiana alle strategie delineate dagli organismi sopranazionali (che integrano la sorveglianza all’interno dei programmi di prevenzione e contrasto alle malattie croniche), alla costruzione e applicazione di una “base legale” che permetta alle sorveglianze di agire nel rispetto della normativa in materia di privacy, all’attuazione dei nuovi Livelli essenziali di assistenza che identificano le sorveglianze come componente dei programmi di prevenzione collettiva e sanità pubblica che Regioni e Asl sono tenute a implementare per garantire il diritto alla salute e all’assistenza.

 

Si è poi svolta una discussione su temi generali e su singoli punti. Vale la pena ricordare le difficoltà di alcune regioni in cui i team Passi lavorano senza adeguato sostegno regionale e, d’altra parte, il ruolo essenziale che devono svolgere i referenti regionali come punto di snodo tra l’assessorato alla Sanità e la sorveglianza, a garanzia di una sorveglianza che non resti distanziata dai bisogni e dall’agenda dell’istituzione e di un assessorato che possa, sempre di più, prendere le proprie decisioni sulla base dell’evidence e dei dati.

 

 

18 dicembre - Bilancio attività 2009 e programmazione 2010

 

La riunione del coordinamento, moderata da Stefano Campostrini (Gruppo tecnico nazionale), è iniziata con un esame del lavoro fatto nel 2009 ed è continuata con le prospettive relative al 2010, in particolare sulle componenti: formazione, network e comunicazione.

 

I dati del monitoraggio 2009

Valentina Minardi (Gruppo tecnico nazionale) ha illustrato i dati relativi al monitoraggio Passi 2009 aggiornati al 14 dicembre 2009: 29.621 interviste caricate nel database, con indicatori di efficienza in lieve miglioramento (affidabilità dell’anagrafe assistiti, % Cati, applicazione più rigorosa del protocollo per la ricerca del contatto), come pure gli indicatori di qualità (per esempio, i tassi di rifiuto). Alcune Regioni sono in ritardo sull’effettuazione delle interviste e/o il caricamento dei dati. Complessivamente il sistema ha operato bene, ma bisogna sostenere il lavoro delle Regioni più in ritardo, verificando quali siano gli specifici problemi e individuando le soluzioni.

 

Aggiornamenti dalle Regioni

Le condizioni per cui in alcune Regioni il sistema ha raggiunto una sua prima maturità sono diverse. Scarica l’allegato (pdf 80 kb) per i dettagli.

 

Il questionario 2010

Il Gruppo tecnico nazionale (con Angelo D’Argenzio, Sandro Baldissera e Nicoletta Bertozzi) ha illustrato il nuovo questionario con il nucleo fisso, che è stato semplificato, i moduli opzionali su diabete e sicurezza sul lavoro.

 

La formazione 2010

Per il Gruppo tecnico nazionale, Massimo Oddone Trinito ha presentato le modalità con cui potrà essere effettuata la formazione nel 2010. È necessario che si mantenga un processo che consenta un aggiornamento uniforme del network Passi, ma bisognerà individuare anche soluzioni specifiche: la recente Intesa Stato-Regioni sull’Educazione continua in medicina ha modificato le regole del gioco e bisognerà verificare in che modo potranno essere svolti piani nazionali di formazione, come quelli che tradizionalmente accompagnano le sorveglianze.

 

La valutazione interna e le site visit

Il progetto Ccm 2010 prevede un assessment del sistema. È stato proposto di organizzare site visit, come incontri tra coordinamento regionale e Gruppo tecnico nazionale per individuare i problemi specifici della Regione, le soluzioni più appropriate e il tipo di sostegno necessario. È stato anche proposto il tipo di valutazione: una riflessione interna sugli attributi del sistema e sono stati delineati i quesiti cui bisognerà rispondere con misure quantitative.

 

La comunicazione alla comunità professionale

Nel corso del 2010 sarà potenziata, partendo dal livello del coordinamento nazionale, la relazione tra la rete Passi e i gruppi di esperti su tematiche specifiche o particolari programmi di prevenzione. L’obiettivo è consolidare la base scientifica, rendere Passi organico ai programmi di sanità pubblica che ne hanno bisogno e favorire il rapporto tra dipartimenti di prevenzione e medicina specialistica.

 

La comunicazione nelle Asl, diretta alle comunità locali

Barbara De Mei, per il Gruppo tecnico nazionale, ha illustrato le fasi del progetto mirato a creare e sperimentare modalità per comunicare i risultati Passi a specifiche componenti delle comunità locali, come potrebbero essere per esempio i manager delle Asl, i sindaci e gli amministratori pubblici, i docenti, i medici di famiglia. Il progetto continua la collaborazione tra sistema Passi e progetto di comunicazione per guadagnare salute: una collaborazione già vista all’opera al convegno di Napoli di settembre 2009.