Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Indicatori Passi: pressione arteriosa

Definizioni operative

  1. Controllo della pressione arteriosa: persone che dichiarano che, nei 2 anni precedenti la data dell’intervista, un medico o un altro operatore sanitario ha misurato loro la pressione arteriosa.
  2. Ipertensione arteriosa riferita: persone che riferiscono di aver ricevuto da un medico una diagnosi di ipertensione.
  3. Trattamento farmacologico dell’ipertensione: persone con diagnosi riferita di ipertensione che, alla data dell’intervista, dichiarano di assumere farmaci per tenere bassa la pressione arteriosa.

Consulta anche le informazioni generali con le caratteristiche degli indicatori Passi, e gli approfondimenti dedicati.

 

Scheda indicatore: controllo della pressione arteriosa

 

Popolazione di riferimento

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 18-69 anni.

Numeratore

Persone di età 18-69 anni che dichiarano che, nei 2 anni precedenti l’intervista, un medico o un altro operatore sanitario ha misurato loro la pressione arteriosa.

Denominatore

Intervistati che rispondono alla domanda se un medico o un altro operatore sanitario ha mai misurato loro la pressione arteriosa.
Il denominatore corrisponde a tutta la popolazione indagata (escluso il piccolo numero che non ha risposto alla domanda).

Intervallo temporale della definizione

2 anni.

Misura di frequenza

Prevalenza annuale, con intervalli di confidenza al 95%.

Significato

È importante diagnosticare precocemente l’ipertensione mediante controlli medici e contrastarne gli effetti con un trattamento che, spesso, richiede modifiche degli stili di vita e/o  una terapia farmacologica. Per diagnosticare l’ipertensione arteriosa non è raccomandato un vero e proprio screening di popolazione ma, anche se mancano prove scientifiche rigorose, esiste un consenso a livello internazionale per la raccomandazione di effettuare un controllo:

  • ogni 2 anni nelle persone con pressione al di sotto di  120/80 mmHg
  • ogni anno nelle persone con pressione sistolica da 120 a 139 mmHg o diastolica da 80 a 89 mmHg.

Limiti dell’indicatore

L’indicatore misura un comportamento riferito dall’intervistato il quale può tendere a dichiarare un intervallo di tempo più ravvicinato rispetto a quello reale. Questo tipo di distorsione, denominata telescoping bias, se presente, provoca una sovrastima della percentuale di persone che hanno effettuato un controllo della pressione arteriosa nell’intervallo di tempo definito.

Validità dell’indicatore

Anche se non è del tutto accurato, questo indicatore mostra una buona riproducibilità e questa caratteristica consente di utilizzarlo per valutare le differenze territoriali e i trend temporali del controllo della pressione arteriosa.

 

Scheda indicatore: ipertensione arteriosa riferita

 

Popolazione di riferimento

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 18-69 anni.

Numeratore

Persone di età 18-69 anni che, alla data dell’intervista, riferiscono che un medico ha detto loro di essere ipertesi, cioè di avere la pressione alta.

Denominatore

Intervistati che hanno risposto alla domanda se un medico o un altro operatore sanitario ha detto loro di essere ipertesi, cioè di avere la pressione alta. 

Questa domanda viene rivolta solo a coloro che hanno dichiarato di aver controllato almeno una volta nella vita la pressione arteriosa.

Intervallo temporale della definizione

Il periodo temporale di riferimento sono gli anni di vita dell’intervistato.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale, con intervalli di confidenza al 95%.

Significato

L’ipertensione arteriosa è uno dei principali fattori di rischio di malattie gravi e invalidanti come ictus, infarto miocardico, scompenso cardiaco, insufficienza renale. L’ipertensione è associata a fattori modificabili, come il contenuto di sale della dieta, l’obesità e l’inattività fisica.

È importante monitorare la prevalenza dell’ipertensione nel tempo e le differenze geografiche e tra sottogruppi della popolazione.

Limiti dell’indicatore

L’indicatore misura una condizione riferita: l’intervistato può essere affetto da ipertensione non diagnosticata oppure può avere avuto una diagnosi di ipertensione arteriosa e non dichiararlo perché non ne è consapevole o per altri motivi.

Tutto ciò comporta sicuramente una sottostima della prevalenza di ipertensione, rispetto a quella rilevata mediante misurazioni oggettive, e anche una sottostima della prevalenza di ipertensione già diagnosticata, quale si può desumere da diari clinici o registri di patologia.

La sottostima può essere di entità variabile a seconda dei contesti (per esempio, facilità di accesso alle cure primarie), dei livelli soglia che definiscono l’ipertensione, della scelta del denominatore.  Per ridurre l’entità della sottostima Passi non utilizza come denominatore la popolazione generale, ma solo la popolazione che ha misurato almeno una volta la pressione.

Validità dell’indicatore

Anche se l’accuratezza di un indicatore come questo è solo moderata, la sua buona riproducibilità consente di utilizzarlo per valutare le differenze territoriali e i trend temporali.

 

Scheda indicatore: trattamento farmacologico dell'ipertensione

 

Popolazione di riferimento

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 18-69 anni.

Numeratore

Persone di età 18-69 anni che dichiarano di assumere farmaci per abbassare la pressione arteriosa.

Denominatore

Persone di età 18-69 anni che, alla data dell’intervista, riferiscono che un medico ha detto loro di essere ipertesi, cioè di avere la pressione alta.

Intervallo temporale della definizione

L’indicatore fa riferimento alla situazione esistente al momento dell’intervista.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale, con intervalli di confidenza al 95%.

Significato

L’ipertensione arteriosa è una condizione a rischio che può essere contrastata modificando i fattori implicati nella sua genesi, come il contenuto di sale della dieta, l’obesità e l’inattività fisica e, ove necessario, anche attraverso l’assunzione di farmaci specifici.

Il trattamento dell’ipertensione riduce il rischio di malattie cardiovascolari provocate dall’ipertensione, come ictus cerebrali e infarto del miocardio.

Dal punto di vista della salute pubblica, è importante che tutti gli ipertesi che non riescono a normalizzare la pressione attraverso una modifica degli stili di vita, adottino un trattamento farmacologico efficace e adatto a loro.

Le informazioni acquisite da Passi non consentono in generale di individuare i casi in cui una terapia con farmaci sarebbe raccomandata. È perciò difficile stabilire uno standard di appropriatezza del trattamento farmacologico dell’ipertensione per l’intera popolazione di ipertesi selezionati in base ai criteri Passi.

Tuttavia in alcune sotto-popolazioni di ipertesi con altre malattie croniche, come il diabete, lo standard di cura atteso è pari al 100%; in questi casi Passi può fornire dati utili per valutare la qualità dell’assistenza.

Limiti dell’indicatore

L’indicatore misura un comportamento riferito: l’intervistato potrebbe essere in trattamento e non dichiararlo per scarsa consapevolezza (sta assumendo farmaci, ma non sa per quali condizioni) o per altri motivi.  Al contrario potrebbe riferire di essere in trattamento perché giudica che sia un comportamento meglio accettato socialmente.

Validità dell’indicatore

L’assunzione riferita di farmaci viene rilevata, a livello internazionale, in molte indagini di popolazione sui fattori di rischio cardiovascolari.

Questo indicatore viene utilizzato per seguire l’evoluzione temporale del fenomeno, analizzare le differenze di comportamento tra sotto-popolazioni e fare confronti con altre nazioni.

In generale, le indicazioni fornite dalla letteratura sulla validità degli indicatori riguardanti l’assunzione di farmaci non sono univoche.

Vi sono, infatti, differenze sostanziali nelle caratteristiche degli studi su questo argomento (disegno, variabili misurate, tipo e complessità dei questionari, contesti, ecc), per cui i risultati non sono facilmente generalizzabili; manca inoltre un gold standard per i confronti, a causa della parziale completezza e accuratezza anche delle altre fonti informative.