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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Indicatori Passi: screening per il cancro del colon-retto

Definizioni operative

 

Persona che ha effettuato lo screening per il cancro del colon-retto, con il test del Sangue occulto fecale (Sof) è una persona in età per cui lo screening è raccomandato (tra 50 e 69 anni), che dichiara di avere effettuato, a scopo preventivo, un test del sangue occulto nelle feci (Sof, conosciuto anche come Fobt, acronimo dalla denominazione inglese), entro l’intervallo raccomandato, cioè gli ultimi 2 anni.

 

Persona che ha effettuato lo screening per il cancro del colon-retto, con l’esame endoscopico (colonscopia o retto-sigmoidoscopìa) è una persona in età per cui lo screening è raccomandato (tra 50 e 69 anni), che dichiara di avere effettuato, a scopo preventivo, in assenza cioè di sintomi o disturbi, una colonscopia o una rettosigmoidoscopia, negli ultimi 5 anni.

 

Persona che ha effettuato lo screening per il cancro del colon-retto, con il Sof o l’esame endoscopico (colonscopia o retto-sigmoidoscopìa) è una persona in età per cui lo screening è raccomandato (tra 50 e 69 anni) che dichiara di aver effettuato, a scopo preventivo, il Sof negli ultimi 2 anni oppure un esame endoscopico (colonscopia o rettosigmoidoscopia) negli ultimi 5 anni.

 

Consulta anche le informazioni generali con le caratteristiche degli indicatori Passi, e gli approfondimenti dedicati.

 

Scheda indicatore: copertura dello screening del carcinoma del colon retto tramite test del sangue occulto nelle feci (Sof)

 

Popolazione di riferimento

Persone residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 50-69 anni.

Numeratore

Persone rispondenti, in età 50-69 anni, che dichiarano di aver effettuato, a scopo preventivo, un test per la ricerca del sangue occulto fecale (Sof) nei due anni precedenti la data dell’intervista.

Denominatore

Persone intervistate, in età 50-69 anni, che rispondono di aver eseguito o di non aver eseguito il test per la ricerca del sangue occulto fecale (Sof) nei 2 anni precedenti la data dell’intervista, escluse quelle che rifiutano di rispondere e quelle che rispondono “non so”.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale (sulla popolazione tra 50-69 anni), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

L’indicatore fa riferimento ai 2 anni precedenti la data dell’intervista.

Significato per la salute pubblica

Il carcinoma del colon-retto con quasi 40 mila nuovi casi all’anno è tra i tumori a maggiore incidenza nella popolazione italiana ed è al secondo posto tra i tumori come causa di morte sia negli uomini sia nelle donne. Lo screening è in grado di ridurre la mortalità, ed è per questa ragione che il ministero della Salute raccomanda ai servizi sanitari l’esecuzione di screening di popolazione, con l’offerta del test Sof ogni due anni alle persone tra 50 e 69 anni.

Anche l’esame endoscopico è ritenuto efficace per lo screening, ma non esiste ancora un pieno accordo relativamente all’intervallo ottimale di esecuzione: sono in corso studi di confronto tra le diverse modalità.

L’esame endoscopico è stato adottato come test di screening da alcune Regioni o singole Asl.

Limiti dell’indicatore

Sono stati condotti molti studi per valutare la validità dei dati riferiti nella stima della effettuazione dello screening con il test Sof, confrontandoli con sistemi di registrazione clinici. Nella maggior parte degli studi, assieme a sensibilità e specificità elevate, è stata osservata una sovra-segnalazione, consistente nel fatto che alcuni intervistati dichiaravano di aver effettuato il test Sof, senza che fosse poi possibile trovare conferma nella documentazione clinica. 

Validità dell’indicatore

A causa della sovra-segnalazione, la copertura può risultare sovrastimata. Questa possibile sovrastima deve essere tenuta presente quando si interpretano i dati.

Va ricordato che in Italia i registri dei programmi organizzati non forniscono informazioni sui test eseguiti al di fuori dei programmi stessi, e che la quota spontanea della copertura viene rilevata sistematicamente solo da Passi.

*Vedi anche: Behavioral Risk Factor Surveillance System (Brfss).

 

Scheda indicatore: copertura dello screening del carcinoma del colon retto tramite colonscopia totale o rettosigmoidoscopia

 

Popolazione di riferimento

Persone residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 50-69 anni.

Numeratore

Persone rispondenti, in età 50-69 anni, che dichiarano di aver effettuato, a scopo preventivo, una colonscopia o una retto-sigmoidoscopia nei 5 anni precedenti la data dell’intervista.

Denominatore

Persone intervistate, in età 50-69 anni, che rispondono di aver eseguito o di non aver eseguito una colonscopia o una retto-sigmoidoscopia nei 5 anni precedenti la data dell’intervista, esclusi coloro che rifiutano di rispondere e coloro che rispondono “non so”.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale (sulla popolazione tra 50-69 anni), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

L’indicatore fa riferimento ai cinque anni precedenti la data dell’intervista.

Attualmente non esistono certezze sull’intervallo ottimale di esecuzione dell’esame endoscopico, a fini preventivi. L’indicatore è basato su un periodo di riferimento di 5 anni, seguendo l’indicazione del Behavioral Risk Factor Surveillance System (Brfss).

Significato per la salute pubblica

Il carcinoma del colon-retto con quasi 40 mila nuovi casi all’anno è tra i tumori a maggiore incidenza nella popolazione italiana ed è al secondo posto tra i tumori come causa di morte sia negli uomini sia nelle donne.

Lo screening è in grado di ridurre la mortalità, ed è per questa ragione che il ministero della Salute raccomanda ai servizi sanitari l’esecuzione di screening di popolazione, con l’offerta, alle persone tra 50 e 69 anni, del test Sof (ogni due anni) o di un esame endoscopico (colonscopia o rettosigmoidoscopia).

Per quanto riguarda l’intervallo ottimale di esecuzione dell’esame endoscopico, non esiste ancora un pieno accordo e sono in corso studi di confronto tra diverse opzioni. Ci sono comunque sufficienti evidenze per considerare efficace l’offerta dell’esame una volta tra 58 e 60 anni, un approccio adottato sinora da alcune Regioni o singole Asl.

Va tenuto presente che alcune persone effettuano l’esame endoscopico a fini preventivi, su iniziativa personale, nell’ambito del rapporto con il proprio medico.

Limiti dell’indicatore

Sono stati condotti alcuni studi per valutare la validità dei dati riferiti nella stima della effettuazione dello screening con la endoscopia, sia come rettosigmoidoscopia che come colonscopia totale. A fronte di una elevata sensibilità e una buona specificità, rilevate soprattutto per la colonscopia, è stata osservata una sovra-segnalazione, consistente nel fatto che alcuni intervistati dichiaravano di aver effettuato l’esame, senza che fosse possibile trovare conferma in documentazione clinica.

Va ricordato che in Italia i registri dei programmi organizzati non forniscono informazioni sui test eseguiti al di fuori dei programmi stessi, e che la quota spontanea della copertura viene rilevata sistematicamente solo da Passi.

L’adozione di un intervallo di 5 anni ha il pregio di essere quello adottato dal Brfss, tuttavia può non corrispondere alla prassi delle Asl/Regioni, per cui si può creare una discrepanza tra le coperture attese e quelle misurate dall’indicatore, il cui esito sarebbe di sottostimare la copertura reale.

Validità dell’indicatore

Mancando studi effettuati nel contesto italiano, bisogna osservare cautela nell’interpretazione  di questo dato di copertura perché, a causa della sovra-segnalazione, la copertura può risultare sovrastimata.

*Vedi anche: Behavioral Risk Factor Surveillance System (Brfss).

 

Scheda indicatore: copertura dello screening del carcinoma del colon retto tramite un test valido (test del sangue occulto nelle feci, rettosigmoidoscopia o colonscopia totale)

 

Popolazione di riferimento

Persone residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 50-69 anni.

Numeratore

Persone rispondenti, in età 50-69 anni, che dichiarano di aver effettuato, a scopo preventivo, il test Sof nei due anni precedenti la data dell’intervista oppure un esame endoscopico (colonscopia o retto-sigmoidoscopia) nei 5 anni precedenti la data dell’intervista.

Denominatore

Persone intervistate, in età 50 – 69 anni che, alla domanda sulla effettuazione dello screening del colon retto, dichiarano di aver eseguito o di non aver eseguito, a scopo preventivo, il test Sof nei due anni precedenti la data dell’intervista oppure un esame endoscopico (colonscopia o retto-sigmoidoscopia) nei 5 anni precedenti la data dell’intervista, esclusi coloro che rifiutano di rispondere e coloro che rispondono “non so”.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale (sulla popolazione tra 50-69 anni), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

L’indicatore fa riferimento ai 2 anni precedenti la data dell’intervista per il test Sof e ai 5 anni precedenti la data dell’intervista per l’esame endoscopico.

Per quanto riguarda l’esame endoscopio preventivo, attualmente non esistono certezze sull’intervallo ottimale. L’indicatore è basato su un periodo di riferimento di 5 anni, seguendo l’indicazione del Brfss.

Significato per la salute pubblica

Il carcinoma del colon-retto con quasi 40 mila nuovi casi all’anno è tra i tumori a maggiore incidenza nella popolazione italiana ed è al secondo posto tra i tumori come causa di morte sia negli uomini sia nelle donne. Lo screening è in grado di ridurre la mortalità, ed è per questa ragione che il ministero della Salute raccomanda ai servizi sanitari l’esecuzione di screening di popolazione.

La maggior parte delle Asl offre il test Sof ogni due anni alle persone tra 50 e 69 anni, alcune Asl offrono la retto-sigmoidoscopia una volta tra 58 e 60 anni; inoltre, alcune persone effettuano, a scopi preventivi, la colonscopia totale, su iniziativa personale, nell’ambito del rapporto con il proprio medico, con intervalli variabili.

Limiti dell’indicatore

L’indicatore fornisce una stima della quota complessiva di popolazione coperta da un intervento preventivo appropriato, e deriva dall’integrazione cumulativa delle prevalenze di coloro che hanno eseguito il Sof e/o l’endoscopia negli intervalli di tempo specificati.

Gli studi che hanno valutato la validità dei dati riferiti per stimare l’effettuazione dello screening con il test Sof e gli esami endoscopici, hanno evidenziato una sovra-segnalazione per entrambi i test.

In mancanza di certezze sull’intervallo ottimale di esecuzione dell’esame endoscopico, l’indicatore è stato basato su un periodo di riferimento di 5 anni, seguendo l’indicazione del Brfss. In questo modo però si sottostima la copertura in Asl che offrono l’esame una sola volta nella vita.

Validità dell’indicatore

Entrambi gli indicatori in base ai quali si calcola questo indicatore cumulativo possono sovrastimare la copertura, per cui è consigliata cautela nell’interpretazione di questo dato.

*Vedi anche: Behavioral Risk Factor Surveillance System (Brfss).