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Self Audit Passi 2013: un’interessante esperienza di valutazione a distanza

Il network Passi e organizzazione complessiva

13 febbraio 2014 - Dalle segnalazioni di 113 coordinatori aziendali (CA) Passi, è stato possibile approssimare una stima di 1036 operatori coinvolti nelle attività del sistema di sorveglianza (valore indicativo in quanto il conteggio si basa su alcune indicazioni non uninominali ed eventualmente sovrapposte). Consulta anche la pagina dedicata al network Passi.

 

Figura 1: Numerosità e composizione dei team locali Passi

 

 

CA

Vice-CA

TOTALE

Sanitario

114

53

167

Non sanitario

0

9

9

Non specificato

5

5

TOTALE CA

114

67

181

CA

181

Rilevazione dati

791

Altri operatori segnalati singolarmente

46

Altri operatori segnalati collettivamente

18

TOTALE operatori

1036

 

Localmente, i team Passi si incontrano in media circa quattro volte l’anno e gli argomenti trattati con più frequenza vanno da quelli di natura generale, come gli aspetti organizzativi, a temi specifici. Tra questi, la “rilevazione dati” risulta quello su cui la realtà aziendale si focalizza maggiormente.

 

A sette anni dall’avvio, Passi è inserito nei mandati istituzionali delle Asl italiane: otto volte su dieci è ricompreso infatti tra gli obiettivi aziendali. In più della metà dei casi inoltre il lavoro dedicato alle attività della sorveglianza viene espressamente riconosciuto agli operatori, in 52 Aziende in termini economici e in 12 con un sistema di recupero orario. Dalla combinazione di questi due indicatori di solidità del Passi nel contesto aziendale (presenza di una forma o di supporto istituzionale o di incentivazione), solo 14 Asl risultano esserne totalmente prive.

 

In ultimo, il territorio esprime un elevato apprezzamento delle attività erogate centralmente a supporto sia della qualità della rilevazione dati (indicatori automatici di monitoraggio e la loro rappresentazione sintetica in forma di radar) sia della formazione degli operatori impegnati localmente nella sorveglianza (percorso formativo a distanza).

 

La privacy

Rispetto al primo audit Passi (pdf 300 kb), l’edizione 2013 ha dedicato maggiore attenzione alle procedure volte a tutelare la riservatezza dei dati (privacy) per valutare quanto l’applicazione, nel contesto locale, sia conforme al protocollo (pdf 111 kb).

 

Un atto scritto della Direzione generale che nomina il coordinatore aziendale Passi responsabile del trattamento dei dati personali è presente nel 27% delle Asl, mentre un documento del coordinatore aziendale Passi – quale responsabile del trattamento dei dati personali – che identifica e nomina gli addetti alla Sorveglianza Passi incaricati del trattamento dei dati personali è presente nel 13% delle Asl.

 

In tutte le Asl le schede cartacee vengono anonimizzate dei dati personali e sensibili subito dopo l’input dei dati, ma non in tutte (68%) questi documenti sono custoditi a chiave sotto la responsabilità di operatori identificati. Tolto il 14% delle Asl che utilizza il metodo Cati - Computer-Assisted Telephone Interviewing, nel restante 86% il tempo intercorso in media tra la rilevazione e la distruzione della scheda cartacea è stato di circa sette mesi.

 

Due sono le procedure importanti di comunicazione ai cittadini: l’informazione e la richiesta di consenso. L’informativa generica agli utenti dell’Azienda sanitaria su Passi è una procedura conforme al protocollo in un terzo delle Aziende che hanno compilato il questionario dell’Audit. Nella maggior parte delle Asl (71%), nessun cittadino ha richiesto spontaneamente di essere escluso dal campione. Fermo restando che tutti i cittadini raggiunti telefonicamente per l’intervista forniscono il loro consenso, una volta che i soggetti sono campionati l’informativa specifica è sempre recapitata loro nell’81% dei casi e quasi sempre nel 12%.

 

Il DL 179/2012, recentemente convertito in legge n 221 del 17-12-2012, all’art. 12 (Fascicolo sanitario elettronico e sistemi di sorveglianza nel settore sanitario) prevede che i sistemi di sorveglianza che saranno istituiti grazie ad uno specifico accordo stato-regioni, saranno dotati di regolamenti delle procedure previste in tema di privacy. Lavorando per irrobustire questi processi operativi potremo far sì che ci sia maggiore aderenza sia con quanto già previsto nel protocollo Passi sia con quanto sarà disciplinato in modo consolidato.

 

L’utilizzo dei risultati per comunicazione e interventi

Nel 2012, la comunicazione dei risultati Passi a livello locale è stata pianificata in poco più di un caso su quattro: il 26% delle realtà aziendali ha realizzato infatti un Piano che identificasse obiettivi, target, tempi, modi, canali.

 

Il 63% delle Asl ha prodotto qualche report tecnico, dandone divulgazione in formato cartaceo o elettronico, e più di un’Azienda su due (52%) ha elaborato schede tematiche (Figura 2). Dalla combinazione di questi due indicatori di comunicazione proattiva dei dati Passi aziendali (redazione o di report tecnico o di schede tematiche), quasi un terzo del totale delle Asl (36) risulta totalmente deficitario. La metà delle Asl ha presentato risultati Passi a convegni e sei Aziende su dieci nell’ambito di eventi di Promozione della Salute.

 

A livello aziendale, l’uso dei risultati Passi per promuovere la salute è cospicuo sia in termini divulgativi (60% delle Asl riferiscono iniziative di comunicazione; Figura 3) sia per la realizzazione di interventi (riportata da otto Aziende su dieci; Figura 4). In entrambi i casi, i quattro temi di Guadagnare salute coprono quasi il 60% delle iniziative realizzate.

 

Risulta invece più basso l’utilizzo dei risultati Passi a fini istituzionali (quasi metà delle Asl, il 45%, lo riferisce) e scientifici (il 12% delle Aziende riporta la pubblicazioni di contributi).

 

Figura 2: Realizzazione di schede tematiche

 

 

Figura 3: Realizzazione di iniziative di comunicazione per la promozione della salute

 

 

Figura 4: Realizzazione di interventi per la promozione della salute

 

 

Scarica le tabelle xls.

 

Per concludere…

I risultati del Secondo Audit Passi 2013 sono stati articolati secondo uno schema che fondamentalmente risponde a tre quesiti principali: chi sono i “Passisti” sul territorio?; come si lavora a Passi? (cioè quali procedure e metodi vengono applicati); cosa produce Passi, quale è il suo valore aggiunto in termini di comunicazione e interventi per la prevenzione e promozione della salute in Italia? Oltre che dar risposta a tali quesiti, un elemento che sottende a tutte le aree è l’expertise che i professionisti della sorveglianza sul territorio hanno maturato sia relativamente a competenze di tipo manageriale, legate principalmente alla conduzione del sistema a livello locale, sia a quelle di tipo pratico connesse alle diverse attività da realizzarsi nell’ambito del ciclo di lavoro del Passi (esemplificate in Figura 5).

 

Figura 5: Cicli annuali di attività della sorveglianza Passi

 

Il quadro generale che emerge dal secondo Audit Passi circa lo stato di salute di Passi vede il sistema godere di una articolazione ossea (struttura fisica di cui si è dotato localmente) leggermente migliore della sua capacità motoria (di gran lunga evolutasi nel tempo, ma con aree ancora da sviluppare; si vedano ad esempio la tutela dei dati personali e l’utilizzo dei risultati).

 

Consulta anche: