Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Rapporto nazionale Passi 2010: lo screening per il cancro del colon retto

29 settembre 2011 - Secondo i registri tumori, quasi 300.000 cittadini italiani vivono con una pregressa diagnosi di cancro colorettale, un tumore caratterizzato da un’elevata incidenza e una discreta sopravvivenza. I tumori del colon-retto infatti sono al terzo posto per incidenza tra gli uomini e al secondo per le donne, facendo registrare 20.500 nuovi casi l’anno nella popolazione maschile e 17.300 in quella femminile.

 

Si tratta di una neoplasia abbastanza rara prima dei 40 anni, che diventa più frequente a partire dai 60. Negli ultimi tempi, nonostante sia aumentato il numero di tumori, si è assistito a una diminuzione della mortalità, dovuta a un'informazione più adeguata, ai miglioramenti terapeutici e soprattutto alla diagnosi precoce che si stima riduca la mortalità per cancro del colon-retto di circa il 20%.

 

Per questa ragione, in Italia, il ministero della Salute raccomanda alle Asl (vedi il documento completo o il vademecum) di organizzare programmi di screening di popolazione. Il Piano nazionale della prevenzione propone come strategia di screening per le neoplasie del colon-retto nelle persone della fascia 50-69 anni la ricerca del sangue occulto nelle feci con frequenza biennale o l’esecuzione della rettosigmoidoscopia/colonscopia. Per questo esame, la cadenza consigliabile non è definibile in modo univoco: in alcune categorie a maggior rischio, l’intervallo minimo suggerito è di cinque anni.

 

Attualmente, gli screening colorettali più diffusi sono: quello a due stadi (costituito da ricerca di sangue occulto nelle feci e successiva colonscopia per i positivi) utilizzato prevalentemente sul territorio nazionale. In un numero limitato di Asl si utilizza  invece la rettosigmoidoscopia eseguita a partire dai 58 anni, una volta nella vita.

 

L’Osservatorio nazionale screening, che ha il compito di monitorare l’andamento dei programmi di screening in Italia, stima che nel 2009 quasi tre milioni di cittadini italiani nella fascia di età 50-74 anni sono stati invitati ad aderire al programma di screening organizzato e che la metà di questi abbia effettivamente aderito.

Tra gli argomenti di salute monitorati dal Passi, è presente una sezione che indaga sulla diagnosi precoce dei tumori del colon-retto tra le persone di 50-69 anni.

 

La copertura dello screening

Nel 2010, sulla base dei dati raccolti dal sistema di sorveglianza Passi, il 36% delle persone intervistate nella fascia di età 50-69 anni ha riferito di aver eseguito un esame per la diagnosi precoce dei tumori colorettali a scopo preventivo, in accordo con le raccomandazioni (ricerca del sangue occulto fecale (of) negli ultimi due anni, oppure colonscopia negli ultimi cinque anni). Nel Piemonte e in alcune Asl del Veneto, il dato Passi di copertura mostra una sottostima dovuta a un programma di screening dei tumori colorettali previsto per la popolazione a partire dall’età di 58 anni, invece che di 50.

 

Ricerca del sangue occulto nelle feci

Il 29% degli intervistati nella fascia di età 50-69 anni riferisce di aver effettuato una ricerca del of negli ultimi due anni. Questa percentuale raggiunge valori più elevati al Nord (44%) e al Centro (31%), mentre è significativamente più bassa al Sud (11%).

 

Ricerca del sangue occulto negli ultimi due anni

per macro area geografica – Intervistati 50-69enni

Pool Asl – Passi 2010

 

 

Ricerca del sangue occulto negli ultimi due anni

Intervistati 50-69enni

Pool Asl – Passi 2010

 

 

La copertura della ricerca del Sof è più alta nelle persone 60-69enni (32%), in quelle senza difficoltà economiche riferite (37%) e con cittadinanza italiana (29%). L’analisi multivariata conferma queste associazioni.

 

Ricerca del sangue occulto negli ultimi due anni

Intervistati 50-69enni

Pool Asl – Passi 2010

Totale: 29,2% (IC 95%: 28,4%-30,0%)

 

 

Promozione della ricerca del sangue occulto nelle feci

Il 33% dei 50-69enni ha riferito di aver ricevuto una lettera di invito da parte della Asl di appartenenza per fare la ricerca del sangue occulto, il 23% ha ricevuto il consiglio di un medico o operatore sanitario e il 35% ha visto o sentito una campagna informativa. Più della metà degli intervistati (52%) è stata raggiunta da almeno uno dei tre interventi di promozione per l’effettuazione della ricerca del Sof. La percentuale di esecuzione del test è più alta tra chi è stato raggiunto da più interventi di promozione. Infatti l’esame è stato eseguito, secondo i tempi raccomandati, dal 75% di chi ha ricevuto la lettera di invito associata al consiglio del medico, contro il 4% di coloro che non sono stati raggiunti da alcun intervento di promozione.

 

Ricerca del sangue occulto negli ultimi due anni

per esposizione a interventi di promozione

Intervistati 50-69enni

Pool Asl – Passi 2010

 

 

Nel 2010, l’84% degli intervistati nella fascia di età 50-69 anni ha riferito di non aver pagato per la ricerca del sangue occulto effettuata negli ultimi 2 anni, il 3% ha pagato solamente il ticket, mentre il 13% l’intero costo dell’esame.

 

Costi della ricerca del sangue occulto

Intervistati 50-69enni

Pool Asl – Passi 2010

 

 

La mancata esecuzione della ricerca del sangue occulto a scopo preventivo

Le principali motivazioni addotte da chi non ha mai effettuato un esame del sangue occulto nelle feci sono il pensare di non averne bisogno (42%) e il fatto di non aver ricevuto consigli in merito. Questi motivi possono riflettere la mancanza di conoscenze sulla diagnosi precoce, la sottovalutazione del rischio di cancro colorettale e infine un’insufficiente opera di orientamento da parte degli operatori sanitari.

 

Motivi addotti per la non esecuzione

della ricerca del sangue occulto a scopo preventivo

Intervistati 50-69enni

Pool Asl – Passi 2010

 

 

Effettuazione della colonscopia

Nel 2010, il 12% dei 50-69enni riferisce di aver effettuato una rettosigmoidoscopia o colonscopia negli ultimi 5 anni. Questa percentuale è più alta al Nord (14%) e al Centro (14%), mentre è significativamente più bassa al Sud (8%).

 

Colonscopia negli ultimi cinque anni

per macro area geografica – Intervistati 50-69enni

Pool Asl – Passi 2010

 

 

L’esecuzione della colonscopia negli ultimi cinque anni è più frequente nei 60-69enni (14%), negli uomini (14%), negli intervistati con un più alto livello di istruzione (15%), in quelli senza difficoltà economiche (13%) e con cittadinanza italiana (12%). Dall’analisi multivariata, tutte le associazioni sono confermate a eccezione di quella tra esecuzione della colonscopia e difficoltà economiche.

 

Colonscopia negli ultimi cinque anni

Intervistati 50-69enni

Pool Asl – Passi 2010

 

 

Nel 2010, quasi la metà degli intervistati (49%) ha riferito di non aver pagato la colonscopia eseguita nei cinque anni precedenti, il 42% solo il ticket, mentre il 9% l’intero costo dell’esame.

 

Costi della colonscopia

Intervistati 50-69enni

Pool Asl – Passi 2010

 

 

Conclusioni

In pochi anni l'offerta dello screening del cancro del colon-retto è stata estesa fino al punto che più di un italiano su tre nella fascia target (50-69 anni) ha eseguito un esame per la diagnosi precoce nei tempi giusti. L’offerta non è però ancora né presente su tutto il territorio né tantomeno omogenea. È quindi necessario estendere l’offerta dello screening e incrementare la copertura nella popolazione.

I dati di letteratura forniscono l’evidenza che offerte attive di prestazioni sanitarie migliorano l’accesso delle persone con svantaggi socioeconomici ai servizi di prevenzione.

La lettera di invito, in associazione al consiglio dell’operatore sanitario, si conferma lo strumento più efficace per favorire l’adesione della popolazione target.