Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Rapporto nazionale Passi 2010: consumo di alcol

7 aprile 2011 - Nell’ambito della promozione di stili di vita sani, il consumo di alcol ha assunto un’importanza sempre maggiore, perché l’alcol è associato a numerose malattie: cirrosi del fegato, diabete mellito, malattie neuropsichiatriche, problemi di salute materno-infantile, malattie cardiovascolari e tumori. Inoltre, il consumo di alcol facilita incidenti stradali, comportamenti sessuali a rischio, infortuni sul lavoro, episodi di violenza e il fenomeno della dipendenza. Il danno causato dall'alcol, oltre che al bevitore, può estendersi quindi alle famiglie e alla collettività, gravando sull'intera società. Anche l’impatto economico è notevole: si stima che i costi indotti dal consumo di alcol, nei Paesi ad alto e medio reddito, ammontino a più dell’1% del Prodotto interno lordo.

 

Consumo di alcol: le unità alcoliche

L’unità alcolica corrisponde a una lattina di birra, un bicchiere di vino o un bicchierino di liquore. Il consumo di alcol, i danni alcol-correlati e la dipendenza da alcol fanno parte di un continuum e il rischio cresce con l’aumento delle quantità bevute. Non è quindi possibile stabilire limiti prefissati o un effetto soglia. Tuttavia, per definire il consumo moderato, le istituzioni sanitarie internazionali e nazionali hanno individuato e aggiornano continuamente i livelli di consumo sotto i quali i rischi per la salute non sono rilevabili. La soglia del consumo moderato, adottata da Passi è pari a due unità alcoliche per gli uomini (un’unità per le donne) bevute in media al giorno. Al di sopra di questo limite, il consumo di alcol è considerato in eccesso.

 

In base ai limiti definiti del bere moderato, alla media di unità di bevanda alcolica consumate al giorno, ai pattern di consumo e alla frequenza del consumo, coloro che bevono bevande alcoliche si classificano in gruppi a rischio per le conseguenze sfavorevoli dell’alcol: forti consumatori, consumatori che bevono solo o prevalentemente fuori pasto e coloro che indulgono in grandi bevute (binge drinking [1]).

 

Consulta la scheda indicatore.

 

Consumo di alcol - pool di Asl 2010

 

 

%

(IC 95%)

Bevitori di ≥1 unità di bevanda alcolica nell’ultimo mese

 

55,0

(54,4-55,7)

Bevitori (solo o prevalentemente) fuori pasto

 

7,7

(7,4-8,1)

Forti bevitori*

 

9,1

(8,7-9,4)

Bevitori binge**

 

8,6

(8,3-9,0)

Bevitori a rischio***

 

19,4

(18,9-19,9)

* più di due unità di alcol per gli uomini (più di una per le donne), in media, al giorno (riferito agli ultimi 30 giorni)

** almeno una volta 5 o più (per gli uomini) o 4 o più (per le donne) unità alcoliche in singola occasione (riferito agli ultimi 30 giorni)

*** bevitori fuori pasto o bevitori binge o forti bevitori; poiché una persona può appartenere a più di una categoria di rischio, la percentuale dei bevitori a rischio non corrisponde alla somma dei singoli comportamenti

 

Le caratteristiche dei bevitori a rischio

 

Consumo a rischio (ultimo mese)

pool Asl – Passi 2010 (n=35.522)

Totale: 19,4% (IC 95%: 18,9-19,9)

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Il consumo a rischio è più frequente tra i giovani di età 18-34 (in modo particolare tra i 18-24enni), gli uomini, le persone con livello di istruzione medio-alto e chi non ha difficoltà economiche.

 

Analizzando con un modello logistico multivariato tutte queste caratteristiche insieme, le variabili rimangono associate in maniera statisticamente significativa con il consumo a rischio.

 

Bevitori a rischio

pool Asl – Passi 2010 %

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Scarica la tabella  con i dati per Regione (xls 15 kb).

 

La mappa riporta la situazione relativa alla percentuale di persone da considerare bevitori a rischio nelle Regioni e Asl che nel 2010 hanno raccolto un campione rappresentativo. Il range varia dal 9% della Campania al 44% della P.A. di Bolzano. Si osservano differenze statisticamente significative nel confronto tra le Regioni, con un gradiente Sud-Nord.

 

Le caratteristiche dei bevitori binge

 

Consumo binge (ultimo mese)

pool Asl – Passi 2010 (n=34.965)

Totale: 8,6% (IC 95%: 8,3-9,0)

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Il consumo binge è più frequente tra i giovani dai 18 ai 34 anni (in modo particolare tra i 18-24enni), gli uomini, le persone con livello di istruzione alto e senza difficoltà economiche. L’analisi logistica multivariata conferma l’esistenza di un’associazione tra consumo binge età, sesso ed istruzione, ma non con le difficoltà economiche.

 

Bevitori binge

pool Asl – Passi 2010 %

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Scarica la tabella  con i dati per Regione (xls 17 kb).

 

La mappa riporta la percentuale di bevitori binge nelle Regioni e Asl che nel 2010 hanno raccolto un campione rappresentativo. Il range varia dal 4% della Sicilia e della Campania al 16% del Friuli-Venezia Giulia e della P.A. di Bolzano. Si osservano differenze statisticamente significative nel confronto tra le Regioni.

 

L’attenzione degli operatori sanitari al consumo di alcol

I medici di medicina generale e gli altri operatori sanitari dovrebbero ricercare sistematicamente, tra i loro assistiti, coloro per cui il bere alcol è diventato o sta diventando un problema e un rischio. Dalla voce degli assistiti Passi rileva se il medico si è informato sull’abitudine a bere alcol e se ha fornito consigli al riguardo.

 

Attenzione sull’alcol - pool di Asl 2010

 

%

(IC 95%)

Domanda del medico sul consumo*

14,8

(14,4-15,4)

Consigliato dal medico - ai bevitori a rischio - di ridurre il consumo*

5,9

(5,2-6,6)

*vengono escluse le persone che non sono state dal medico negli ultimi 12 mesi

 

Nel pool di Asl partecipanti al sistema, solo il 15% degli intervistati riferisce che un medico o un altro operatore sanitario si è informato sul consumo di alcol. Si osservano differenze statisticamente significative nel confronto tra le Regioni. Si va dal 9% delle Asl della Basilicata, Campania e Marche al 31% della Sardegna. Questa frequenza rimane sostanzialmente stabile dal 2007.

 

Consumo di alcol chiesto dal medico

pool Asl – Passi 2010 %

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Scarica la tabella  con i dati per Regioni (xls 15 kb).

 

Solo il 6% dei bevitori a rischio dichiara di aver ricevuto da un medico o da un altro operatore sanitario il consiglio di bere meno. Anche la frequenza di bevitori a rischio che dichiarano di aver ricevuto consigli dal medico è stabile dal 2007.

.

Categorie di bevitori a rischio che hanno ricevuto il consiglio di bere

meno da un operatore sanitario

pool Asl – Passi 2010

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In particolare, tra coloro che bevono alcol solo o prevalentemente fuori pasto la frequenza di consigli è pari al 4%, mentre nel caso dei forti bevitori e dei bevitori binge sale all’8%.

 

Conclusioni

La maggioranza degli italiani non beve alcol (43%) o beve moderatamente (39%). Tuttavia, si stima che più di un adulto su sei abbia abitudini di consumo considerate a rischio per quantità o modalità di assunzione. Tra gli uomini, i bevitori a rischio sono più di uno su cinque e, tra i giovani, più di uno su tre. Il consumo a rischio è più frequente nelle regioni settentrionali.

 

A differenza di molti altri fattori di rischio comportamentali, il consumo di alcol non è più diffuso nelle persone con maggiori difficoltà economiche o con più bassi livelli di istruzione.

 

Nonostante la capacità del medico di affrontare l’argomento alcol con i pazienti sia giudicata da questi come segno di una buona relazione medico-paziente e risulti anche efficace nel ridurre il consumo e gli effetti negativi dell’alcol, i dati Passi mostrano che l’attenzione dei medici e degli altri operatori sanitari rispetto a possibili problemi dai loro pazienti, associati al consumo di alcol resta molto bassa; inoltre, solo pochi bevitori a rischio riferiscono di aver ricevuto dal proprio medico il consiglio di bere meno. Questa è quindi un’area di intervento in cui sono possibili grandi miglioramenti.

 

Per quanto riguarda gli interventi finalizzati a ridurre il danno causato dall’alcol, è stata dimostrata l’efficacia di politiche e normative che intervengono sulle caratteristiche della commercializzazione dell’alcol, in particolare il prezzo, la reperibilità e l’accessibilità del prodotto.

 

Inoltre, sebbene l’educazione sanitaria in ambito scolastico, da sola, non sia in grado di ridurre i danni da alcol, le campagne di informazione e i programmi di educazione alla salute giocano un ruolo chiave nella diffusione dell’informazione e aumentano l’attenzione sull’argomento, favorendo l’accettazione di politiche e misure rivolte alla riduzione del consumo.

 

Infatti, nell’ottica del programma Guadagnare Salute, è fondamentale intervenire sul contesto per rendere più facili le scelte salutari: da questo punto di vista, far diventare l’alcol più costoso, meno facilmente reperibile ed eliminare la pubblicità di bevande alcoliche rappresentano interventi altamente costo-efficaci per la riduzione dei danni provocati dall’alcol.

 

Scarica la scheda "Il consumo di alcol in Italia: I dati 2010 del sistema di sorveglianza Passi" (pdf 342 kb).

 

Ulteriori risorse:

Note

[1] La definizione di binge drinking utilizzata in questo report è il consumo di sei o più unità di bevanda alcolica in un’unica occasione, almeno una volta al mese.