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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Rapporto nazionale Passi 2010: dispositivi per la sicurezza stradale

21 aprile 2011 - Gli incidenti stradali sono la principale causa di morte e di disabilità nella popolazione sotto ai 40 anni. Secondo i dati più recenti (2009), ogni giorno in Italia si verificano in media 590 incidenti stradali, che provocano la morte di 12 persone e il ferimento di altre 842. Complessivamente nel 2009 gli incidenti stradali rilevati dalle forze dell’ordine sono stati 215.405, cifra che è diminuita del 15% rispetto al 2001, assieme al numero di morti che è sceso da 7096 nel 2001, a 4237 nel 2009: un risparmio del 40%, in vite umane.

 

Gli incidenti stradali rappresentano quindi un fenomeno di primaria importanza sia per le conseguenze sulla salute, sia per la possibilità di ridurne consistentemente numero e gravità.

 

Per prevenire gli incidenti stradali esistono politiche e interventi di provata efficacia volti a rendere più sicuri i veicoli, le infrastrutture e le condizioni del traffico, e altri destinati a ridurre la frequenza della guida sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti.

 

Tra le misure volte a mitigare le conseguenze degli incidenti stradali, i dispositivi di sicurezza individuali hanno mostrato una grande efficacia pratica. Per questo, il codice della strada dispone l’obbligo dell’uso del casco per chi va in moto, delle cinture di sicurezza per chi viaggia in auto. In più, è obbligatorio che i minori viaggino assicurati con dispositivi appropriati all’età ed alla taglia: seggiolini di sicurezza e adattatori (un rialzo che consente di indossare la cintura) per i più grandicelli.

 

Gli indicatori con cui Passi misura la frequenza di uso dei dispositivi di sicurezza sono basati sulla dichiarazione degli intervistati circa il loro comportamento abituale.

 

Consulta la scheda indicatore.

 

Uso dei dispositivi di sicurezza – pool di Asl 2010

 

%
(IC 95%)

Cintura anteriore *

82,7

(82,2-83,2)

Cintura posteriore sempre*

18,6

(18,1-19,1)

Casco sempre*

94,7

(93,9-95,3)

Dispositivi di sicurezza sempre per i minori di 14 anni**

84,0

(82,9-85,0)

Campagne informative recepite sull’uso dei dispositivi di sicurezza, nei minori di 14 anni**

57,4

(56,1-58,8)

* percentuale calcolata su tutta la popolazione, escluso chi non viaggia in moto o automobile

** percentuale calcolata su chi dichiara di vivere con figli/bambini fino a 14 anni

 

La maggior parte degli intervistati che, nei precedenti ultimi 12 mesi, sono andati in moto dichiara un comportamento responsabile perché nel 95% dei casi indossa sempre il casco.

 

Gli intervistati che hanno viaggiato in auto come conducente o viaggiatore anteriore dichiarano, nell’83% dei casi, di indossare sempre la cintura di sicurezza.

 

Invece, l’uso della cintura posteriore è ancora oggi poco frequente: solo il 19% degli intervistati, infatti, dichiara di indossarla sempre.

 

Infine, l’84% degli intervistati che vivono con minori di 14 anni, dichiara di assicurare sempre i bambini al seggiolino di sicurezza, quando li trasporta in auto.

 

L’uso dei dispositivi di sicurezza

È presente un gradiente territoriale statisticamente significativo nell’uso dei dispositivi di sicurezza, più frequente nelle Regioni del Nord e del Centro Italia.

 

Uso della cintura anteriore
pool Asl - Passi 2010 %

Scarica la tabella con i dati per Regioni (xls 16 Kb).

Uso della cintura posteriore
pool Asl - Passi 2010 %

Scarica la tabella con i dati per Regioni (xls 16 Kb).

 

 

Uso del casco
pool Asl - Passi 2010 %

 

Scarica la tabella con i dati per Regioni (xls 16 Kb).

 

L’uso dei dispositivi di sicurezza per i minori di 14 anni

Più di otto intervistati su dieci che convivono con un minore al di sotto di 14 anni hanno riferito di utilizzare sempre il dispositivo di sicurezza per i bambini.

 

Anche per il ricorso al seggiolino esiste una grande variabilità tra le diverse Regioni: si passa dal 96% del Friuli-Venezia Giulia al 70% della Puglia e della Sicilia.

 

Uso dei dispositivi di sicurezza per bambini
pool Asl - Passi 2010 %

 

 

 

Scarica la tabella con i dati per Regioni (xls 15 Kb).

 

Le campagne sull’uso dei dispositivi di sicurezza per i minori di 14 anni

I messaggi delle campagne informative sull’uso dei seggiolini hanno raggiunto la popolazione in tutte le Regioni, con differenze non particolarmente rilevanti, tra l’una e l’altra. Quasi sei intervistati su dieci (57%), nel cui nucleo familiare sono presenti minori di 14 anni, hanno riferito di aver visto o sentito campagne informative o pubblicitarie sull’uso corretto dei dispositivi di sicurezza dei bambini.

 

Conclusioni

I dati Passi sull'uso di cinture, casco e seggiolini di sicurezza misurano i comportamenti abituali dichiarati dagli intervistati. Le percentuali ottenute, quando interpretate come indicatori dell’adesione alle raccomandazioni e alla legge dell'obbligo di usare i dispositivi, forniscono in genere un quadro più favorevole di quanto esso sia nella realtà. La sovrastima è variabile a seconda del dispositivo e del contesto. Tuttavia gli studi che hanno confrontato i dati riferiti con quelli derivati dall'osservazione diretta, hanno mostrato che esiste una buona correlazione tra le due misure. Ciò ha indotto ad utilizzare i dati riferiti, come quelli tratti da Passi, per valutare le differenze territoriali e i trend temporali, informazioni essenziali per indirizzare i programmi di intervento.

 

L’abitudine di indossare sempre la cintura di sicurezza è ampiamente diffusa tra chi viaggia in auto sui sedili anteriori, ma solo in alcune Regioni del Centro Nord supera il 90%.

 

Ampi margini di miglioramento esistono quindi in tutto il Paese, in particolare nelle Regioni meridionali. E sarebbe un miglioramento che secondo gli studi dell’Istituto Superiore di Sanità (pdf 70 kb)potrebbe comportare, ogni anno, un risparmio pari a più di 500 vite umane, più di 1350 casi di disabilità, più di 8900 ricoveri ospedalieri e di 130.000 accessi al pronto soccorso.

 

Simile è la situazione per quanto riguarda l’abitudine a indossare sempre il casco in moto (anche se è necessario ricordare che in Passi non sono rappresentati i tanti utenti delle due ruote motorizzate che hanno meno di 18 anni): sotto un dato medio molto alto di persone che dichiarano di indossare sempre il casco in moto, si nasconde una grande differenza Nord - Sud.

 

In ambedue questi casi: cinture anteriori e casco, nel nostro Paese è attivo il Sistema di rilevazione Ulisse che si basa su osservazioni dirette, producendo dati di prevalenza di uso piuttosto che di abitudini. Questi dati indicano che, in media, poco più di 6 conducenti su 10 indossano la cintura, con un trend Nord-Sud simile a quello osservato da Passi, mentre più di 9 su 10 persone, indossano il casco in moto (ma solo 7 su 10 nelle Regioni meridionali).

 

Esiste quindi una sottopopolazione di conducenti di auto che non viaggiano sempre con la cintura e di motociclisti che non indossano sempre il casco, sottopopolazioni più numerose nelle Regioni meridionali.

Invece, l’uso della cintura posteriore è ancora poco frequente in tutta Italia: meno di un intervistato su 5 dichiara di indossarla sempre. Eppure se i viaggiatori seduti sui sedili posteriori indossassero la cintura, non solo il loro rischio di morte si ridurrebbe dal 18 al 75%, ma anche per gli occupanti dei sedili anteriori cinturati si eviterebbe l’80% dei decessi in caso di incidente.

 

In media, più di 8 intervistati su 10 che vivono con un minore di 14 anni hanno dichiarato che, quando il piccolo viaggia in auto, viene assicurato sempre nel seggiolino di sicurezza o mediante l’adattatore. Tuttavia, questo dato, oltre a essere sovrastimato, se si tiene conto dei pur frammentari dati derivati da osservazione diretta, è comunque una media di valori elevati nelle Regioni del Nord e più bassi nell’Italia meridionale.

 

È possibile modificare questo stato di cose?

 

Gli interventi che hanno mostrato efficacia nell’aumentare l’uso dei dispositivi di sicurezza sono stati documentati. Sono, in gran parte, sotto la responsabilità di settori non sanitari, specialmente le forze dell’ordine, come nel caso dei programmi specifici di applicazione intensiva delle norme del codice della strada, relative all’obbligo di indossare i dispositivi di sicurezza. Questi programmi vengono realizzati mediante un aumento del numero di postazioni, pattuglie, controlli specifici e contravvenzioni, accompagnati da campagne informative e interventi educativi, volti ad indurre un cambiamento positivo anche chi non ha ancora subito controlli.

 

Tuttavia, il sistema sanitario ha un ruolo essenziale, perché si prende cura dei traumatizzati e per il suo patrimonio informativo che consente di fornire indicazioni sugli interventi preventivi efficaci e sui gruppi della popolazione che sono maggior rischio, come emerge dai sistemi di sorveglianza, come Passi o Ulisse. 

Il Piano nazionale della prevenzione ha consentito un netto miglioramento delle conoscenze sulle prove scientifiche relative all’efficacia di questi interventi: è indispensabile quindi continuare gli sforzi per mettere in comunicazione il mondo della prevenzione con gli Organi che operano per aumentare l’uso dei dispositivi di sicurezza. Un impegno alla cooperazione intersettoriale che continuerà con il nuovo Piano della prevenzione 2010 - 2012.