Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Definizioni di fumatore

  1. Non fumatore è una persona che dichiara di aver fumato nella sua vita meno di 100 sigarette (5 pacchetti da 20) e di non essere attualmente fumatore
  2. Fumatore (attuale) è una persona che dichiara di aver fumato nella sua vita almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20) e di essere fumatore al momento dell’intervista o di aver smesso di fumare da meno di sei mesi
  3. Fumatore occasionale è un fumatore che dichiara di non fumare tutti i giorni
  4. Fumatore quotidiano è una persona che dichiara di fumare almeno una sigaretta ogni giorno
  5. Tentativo di cessazione riguarda coloro che negli ultimi 12 mesi hanno tentato almeno una volta di smettere di fumare
  6. Ex fumatore è una persona che dichiara di aver fumato nella sua vita almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20), di NON essere fumatore al momento dell’intervista e di aver smesso di fumare da più di sei mesi
  7. Fumatore in astensione è una persona che dichiara di aver smesso di fumare da meno di sei mesi.

Indicazioni generali

 

Fonte dei dati:

Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia (Passi)

Limiti della fonte:

Passi si basa su una rilevazione tramite interviste telefoniche. Come tutte le indagini di questo tipo, può andare incontro a errori sistematici dovuti a: deficit di copertura (per esempio, esclude gli stranieri che non sono in grado di parlare in Italiano in modo comprensibile), non risposta (per esempio, rifiuto a partecipare o di rispondere a una specifica domanda), o di misura (per esempio, bias legato alla desiderabilità sociale, nel riferire comportamenti socialmente stigmatizzati).

 

Indicatore: non fumatore

 

Demografico

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 18 - 69 anni.

Numeratore

Persone di età 18 – 69 anni che nella loro vita hanno fumato meno di 100 sigarette (5 pacchetti da 20) o hanno risposto “non so / non ricordo”.

Denominatore

Intervistati che hanno risposto alla domanda se hanno fumato almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20) nella loro vita, esclusi i valori mancanti.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale, con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale della definizione

L’indicatore non fa riferimento a un periodo temporale definito ma a un’abitudine.

Contesto

Tra le persone intervistate nel 2010, il 53,3% dichiara di aver fumato meno di 100 sigarette (5 pacchetti da 20) nella propria vita. La prevalenza dei non fumatori è rimasta abbastanza stabile sul livello del 2009, quando si era verificato un incremento statisticamente significativo rispetto agli anni precedenti.

Significato

Rispetto ai fumatori, chi non fuma ha un'aspettativa di vita di ben 10 anni superiore e una qualità di vita di gran lunga migliore. Chi vive libero dal fumo infatti respira meglio, riesce più facilmente a evitare faringiti e laringiti, bronchiti croniche ed enfisema polmonari, il rischio di patologie circolatorie e cardiache, il pericolo di ictus o di ostruzione delle arterie. Senza il fumo, migliorano anche il sonno, la prontezza dei riflessi, i tassi di fecondità sia negli uomini che nelle donne.

Limiti dell’indicatore

L’indicatore misura un comportamento riferito dall’intervistato ed è in teoria soggetto a distorsione legata alla desiderabilità sociale del comportamento, che può essere considerato sconveniente e soggetto a stigmatizzazione. In teoria, ciò può spingere il rispondente a sovrastimarne la frequenza. Tale effetto è stato stimato e gli studi di migliore qualità mostrano che si attesta comunque su valori modesti.

Validità dell’indicatore

In altri contesti di studio, quando i dati dichiarati sono confrontati con quelli misurati obiettivamente (mediante l’analisi dei livelli di cotinina, un metabolita della nicotina, nei liquidi biologici: saliva, urine o plasma, siero e sangue), l’indicatore circa la frequenza di coloro che conducono una vita libera dal fumo mostra una sovrastima, ma anche una buona correlazione con tale misura che lo rende utile per valutare le differenze territoriali e i trend temporali.

* Fonte: Behavioral Risk Factor Surveillance System (BRFSS) http://apps.nccd.cdc.gov/cdi/IndDefinition.aspx?IndicatorDefinitionID=17

 

Indicatore: fumatore

 

Demografico

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 18 - 69 anni.

Numeratore

Persone di età 18 – 69 anni che dichiarano di aver fumato nella loro vita almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20) e di essere fumatori al momento dell’intervista, o di aver smesso di fumare da meno di sei mesi.

Denominatore

Intervistati che hanno risposto alla domanda se hanno fumato almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20) nella loro vita, esclusi i valori mancanti.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale, con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale della definizione

L’indicatore non fa riferimento a un periodo temporale definito ma a un’abitudine.

Contesto

Tra le persone intervistate nel 2010, il 28,4% dichiara di aver fumato almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20) nella propria vita e di fumare tuttora, o di aver smesso di fumare da meno di sei mesi. Nel periodo 2007-2010, considerando solo le Asl che hanno partecipato alla sorveglianza per l’intero periodo, la prevalenza di fumatori è rimasta stabile sul livello del 2009, quando si era verificata una riduzione rispetto agli anni precedenti.

Significato

Il fumo di tabacco è tra i principali fattori di rischio per l’insorgenza di numerose patologie cronico-degenerative, in particolare a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare ed è il maggiore fattore di rischio evitabile di morte prematura. A seconda del metodo usato, si stima che fra i 70 e gli 80 mila decessi all’anno, in Italia, siano attribuibili all’abitudine al fumo con oltre un milione di anni di vita potenziale persi.

Limiti dell’indicatore

L’indicatore misura un comportamento riferito dall’intervistato ed è in teoria soggetto a distorsione legata alla desiderabilità sociale del comportamento, che può essere considerato sconveniente e soggetto a stigmatizzazione. In teoria, ciò può spingere alcuni rispondenti a negare il comportamento con conseguente sottostima della frequenza.Tale effetto è stato stimato e, gli studi di migliore qualità mostrano che, ancora negli anni recenti,si attesta comunque su valori modesti.

Validità dell’indicatore

In altri contesti di studio, quando i dati dichiarati sono confrontati con quelli misurati obiettivamente (mediante l’analisi dei livelli di cotinina, un metabolita della nicotina, nei liquidi biologici: saliva, urine o plasma, siero e sangue), la frequenza di fumatori mostra una sottostima, ma anche una buona correlazione con questa misura che lo rende utile per valutare le differenze territoriali e i trend temporali.

* Fonte: Behavioral Risk Factor Surveillance System (BRFSS) http://apps.nccd.cdc.gov/cdi/IndDefinition.aspx?IndicatorDefinitionID=17

 

Indicatore: fumatore occasionale

 

Demografico

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 18 - 69 anni.

Numeratore

Persone di età 18 – 69 anni che dichiarano di aver fumato nella loro vita almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20), di essere fumatori al momento dell’intervista e di non fumare tutti giorni.

Denominatore

Intervistati che hanno risposto alla domanda se hanno fumato almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20) nella loro vita, esclusi i valori mancanti.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale, con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale della definizione

Un giorno.

Contesto

Tra le persone intervistate nel 2010, lo 0,5% dichiara di aver fumato almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20) nella propria vita, di fumare tuttora ma non ogni giorno.

Significato

Sebbene ci siano prove sul fatto che l’entità dei danni del fumo dipendano dalla dose, non esiste un livello di abitudine al fumo non nocivo per la salute in termini di aumento del rischio di malattie respiratorie, oncologiche e cardiovascolari. Fumare meno di una sigaretta al giorno può rappresentare un comportamento transitorio, caratteristico di chi sta iniziando o smettendo di fumare, in una minoranza di casi però può essere un comportamento più duraturo.

Limiti dell'indicatore

L’indicatore misura un comportamento riferito dall’intervistato ed è in teoria soggetto a distorsione legata alla desiderabilità sociale (in termini di sconvenienza e stigmatizzazione) del comportamento che spinge il rispondente a negare di fumare o sottostimarne la frequenza di sigarette fumate. Per questa ragione la frequenza di fumatori occasionali potrebbe essere distorta. Tuttavia, empiricamente, è stato mostrato che l’effetto della desiderabilità sociale è ancora modesto.

* Fonte: Behavioral Risk Factor Surveillance System (BRFSS) http://apps.nccd.cdc.gov/cdi/IndDefinition.aspx?IndicatorDefinitionID=17

 

Indicatore: fumatore quotidiano

 

Demografico

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 18 - 69 anni.

Numeratore

Persone di età 18 – 69 anni che dichiarano di aver fumato nella loro vita almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20), di essere fumatori al momento dell’intervista e di fumare almeno una sigaretta tutti giorni.

Denominatore

Intervistati che hanno risposto alla domanda se hanno fumato almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20) nella loro vita, esclusi i valori mancanti.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale, con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale della definizione

Un giorno.

Contesto

Tra le persone intervistate nel 2010, il 26,8% dichiara di aver fumato almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20) nella loro vita e di fumare almeno una sigaretta tutti giorni.

Significato

Il fumo di tabacco è tra i principali fattori di rischio per l’insorgenza di numerose patologie cronico-degenerative, in particolare a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare ed è il maggiore fattore di rischio evitabile di morte prematura. A seconda del metodo usato, si stima che fra i 70 e gli 80 mila decessi all’anno, in Italia, siano attribuibili all’abitudine al fumo con oltre un milione di anni di vita potenziale persi.

Limiti dell’indicatore

L’indicatore misura un comportamento riferito dall’intervistato ed è in teoria soggetto a distorsione legata alla desiderabilità sociale (in termini di sconvenienza e stigmatizzazione) del comportamento che spinge il rispondente a negare di fumare o sottostimarne la frequenza di sigarette fumate. Per questa ragione, la frequenza di fumatori occasionali potrebbe essere distorta.Tuttavia, empiricamente, è stato mostrato che l’effetto della desiderabilità sociale è ancora modesto.

* Fonte: Behavioral Risk Factor Surveillance System (BRFSS) http://apps.nccd.cdc.gov/cdi/IndDefinition.aspx?IndicatorDefinitionID=17

 

Indicatore: tentativo di smettere di fumare

 

Demografico

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 18 - 69 anni.

Numeratore

Persone di età 18 – 69 anni che dichiarano di aver fumato almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20) nella loro vita e che negli ultimi 12 mesi sono rimasti senza fumare per almeno un giorno, con l’intenzione di smettere di fumare.

Denominatore

Intervistati che nella loro vita hanno fumato almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20), esclusi i valori mancanti, e che erano fumatori nei 12 mesi precedenti all’intervista.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale, con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale della definizione

12 mesi.

Contesto

Tra le persone intervistate nel 2010, il 40% dei fumatori ha tentato di smettere, considerando tra i fumatori le persone che 12 mesi prima dell’intervista fumavano: sia coloro che fumavano al momento dell’intervista, sia quelli che avevano smesso da meno di un anno.

Tra coloro che hanno tentato di smettere nell’ultimo anno, il 17% non fumava al momento dell’intervista: l’8% era riuscito a smettere e non fumava da più da 6 mesi (classificabile come “ex fumatore”) e il 9% non fumava da meno di 6 mesi (“in fase di disassuefazione”).

Significato

La maggior parte dei fumatori deve fumare tutti i giorni a causa della dipendenza dalla nicotina, caratterizzata dalla ricerca compulsiva della sostanza e dall’abuso. Tuttavia la maggior parte di essi è consapevole dei danni del fumo e desidera smettere. I tassi di cessazione (restare senza fumare per più di 6 mesi), per chi tenta di smettere senza trattamenti, sono al di sotto del 10%, ma possono essere incrementati utilizzando trattamenti efficaci.

Limiti dell’indicatore

L’indicatore mostra notevoli differenze quando rilevato con intervista faccia-a-faccia e con intervista telefonica.

Dai dati della sorveglianza, successi dei tentativi di smettere di fumare, tra fumatori che utilizzano trattamenti efficaci, sono minori di quelli risultanti dai trial clinici.

* Fonte: Behavioral Risk Factor Surveillance System (BRFSS) http://apps.nccd.cdc.gov/cdi/IndDefinition.aspx?IndicatorDefinitionID=17

 

Indicatore: ex fumatore

 

Demografico

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 18 - 69 anni.

Numeratore

Persone di età 18 – 69 anni che dichiarano di aver fumato nella loro vita almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20) e di non fumare da sei mesi.

Denominatore

Intervistati che hanno risposto alla domanda se hanno fumato almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20) nella loro vita, esclusi i valori mancanti.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale, con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale della definizione

6 mesi.

Contesto

Tra le persone intervistate nel 2010, il 18,3% dichiara di aver fumato almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20) nella loro vita e di non fumare da più di sei mesi. L’abitudine al fumo risulta più alta nella fascia di età 25 e 34 anni, ancora persiste una forte differenza tra gli uomini (fuma 1 su 3), rispetto alle donne (meno di 1 su 4) e la prevalenza è più elevata tra le persone con livello di istruzione intermedio e aumenta all’aumentare delle difficoltà economiche.

Significato

La ricerca scientifica ha confermato che quando si smette di fumare si ottengono molti benefici a brevissimo, a breve, a medio e a lungo termine.

Questi benefici vanno da una normalizzazione della pressione arteriosa, del livello di ossigeno e del respiro, della circolazione, a una riduzione del rischio di mortalità per malattie cardiovascolari.

Limiti dell’indicatore

L’indicatore misura un comportamento riferito dall’intervistato ed è in teoria soggetto a distorsione legata alla desiderabilità sociale (in termini di sconvenienza e stigmatizzazione).

* Fonte: Behavioral Risk Factor Surveillance System (BRFSS) http://apps.nccd.cdc.gov/cdi/IndDefinition.aspx?IndicatorDefinitionID=17

 

Indicatore: fumatore in astensione

 

Demografico

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 18 - 69 anni.

Numeratore

Persone di età 18 – 69 anni che dichiarano di aver fumato nella loro vita almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20) e di aver smesso di fumare da meno di sei mesi.

Denominatore

Intervistati che hanno risposto alla domanda se hanno fumato almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20) nella loro vita, esclusi i valori mancanti.

Misure di Frequenza

Prevalenza annuale, con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale della definizione

6 mesi

Contesto

Tra le persone intervistate nel 2010, l’1,1% dichiara di aver fumato almeno 100 sigarette (5 pacchetti da 20) nella propria vita e di non fumare da meno di sei mesi.

Significato

Il fumo di tabacco è tra i principali fattori di rischio per l’insorgenza di numerose patologie cronico-degenerative, in particolare a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare ed è il maggiore fattore di rischio evitabile di morte prematura. A seconda del metodo usato, si stima che fra i 70 e gli 80 mila decessi all’anno, in Italia, siano attribuibili all’abitudine al fumo con oltre un milione di anni di vita potenziale persi.

Limiti dell’Indicatore

L’indicatore misura un comportamento riferito dall’intervistato ed è in teoria soggetto a distorsione legata alla desiderabilità sociale (in termini di sconvenienza e stigmatizzazione) del comportamento.

* Fonte: Behavioral Risk Factor Surveillance System (BRFSS) http://apps.nccd.cdc.gov/cdi/IndDefinition.aspx?IndicatorDefinitionID=17