Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Rapporto nazionale Passi 2008-11: prevenzione e controllo del rischio cardiovascolare

 

A colpo d’occhio

  • I dati del pool Passi dimostrano quanto i fattori di rischio cardiovascolare siano diffusi nella popolazione 18-69 anni: meno del 3% degli adulti ne sono privi e 4 persone su 10 ne hanno tre o più.
  • L’83% delle persone intervistate riferisce di aver misurato la pressione arteriosa, nei due anni precedenti, risultato con differenze statisticamente significative nel confronto tra Regioni, con un chiaro gradiente Nord-Sud, a sfavore delle Regioni meridionali.
  • Sono comunque alte le prevalenze di ipertesi che hanno dichiarato di essere in trattamento farmacologico (76%) o di aver ricevuto i consigli di ridurre abitudini non sane: diminuire il consumo di sale (87%), controllare il peso corporeo (79%) e svolgere regolarmente attività fisica (80%).
  • La colesterolemia è stata misurata, almeno una volta nella vita, al 79% della popolazione intervistata. Il 29% degli ipercolesterolemici ha dichiarato di essere in trattamento farmacologico, il 79% di aver ricevuto il consiglio di un maggior consumo di frutta e verdura, l’88% un minor consumo di carne e formaggi, il 76% di controllare il peso e l’80% di fare regolare attività fisica.
  • La carta o punteggio del rischio cardiovascolare, come strumento di valutazione clinico-prognostica nelle persone con 35 anni di età o più senza patologie cardiovascolari, è poco utilizzato (7%). Si notano differenze statisticamente significative, ma il valore più alto è comunque il 13% delle Asl partecipanti della Calabria. Anche nelle situazioni di maggior rischio è coinvolta solo una minoranza di assistiti.

Nel report nazionale Passi 2011 i dati vengono presentati secondo scelte metodologiche diverse rispetto al passato: le analisi relative alle sezioni indagate da Passi fanno riferimento al quadriennio 2008-2011, questo per fornire un dato maggiormente consolidato; nei commenti alle elaborazioni viene citato anche il dato relativo al 2011, per permettere, laddove le definizioni operative degli indicatori non siano cambiate, confronti con le stime puntuali degli anni precedenti.

 

31 ottobre 2012 - Le malattie cardiovascolari comprendono patologie gravi e diffuse (le più frequenti sono infarto miocardico e ictus cerebrale), che rappresentano la prima causa di morte nel mondo occidentale: in Italia rappresentano ormai la prima causa di decesso e provocano il 35% di tutti i decessi maschili e il 43% di quelli femminili (dato 2008), superando la mortalità per tumori e hanno anche un notevole impatto in termini di disabilità, risultando responsabili di circa un sesto dei Dalys (Disability Adjusted Life Years, indicatore che misura il carico complessivo di malattia nella popolazione).[1-2]

 

La gran parte delle malattie del sistema circolatorio sono imputabili alle malattie ischemiche del cuore (quali l’infarto del miocardio) e alle malattie cerebrovascolari (come l’ictus). Tra gli uomini le cardiopatie ischemiche più delle malattie cerebrovascolari conducono al decesso, anche prematuramente. Tra le donne, invece, è la mortalità per malattie cerebrovascolari la componente più rilevante e riguarda in particolar modo le classi di età più anziane.[3]

 

I fattori di rischio modificabili per le malattie cardiovascolari sono numerosi: ipertensione arteriosa, fumo di tabacco, ipercolesterolemia, diabete, sovrappeso/obesità, sedentarietà, dieta. Di quest’ultima, diverse componenti influiscono sul rischio cardiovascolare: in modo positivo (il consumo di frutta, verdura e pesce) o negativo (come l’eccessivo contenuto di sale, grassi saturi e idrogenati).[4] Oltre agli stili di vita, nella genesi delle malattie cardiovascolari rivestono un ruolo rilevante altri fattori quali depressione, basso livello socio-economico, condizioni di stress cronico legate a marginalità e isolamento sociale. [5]

 

Per contrastare l’insorgenza delle malattie cardiovascolari è importante adottare un approccio integrato, di popolazione e individuale.[6-7] Le strategie di popolazione possono spostare in senso favorevole la distribuzione dei fattori di rischio nell’intera comunità ed essere attuate attraverso modifiche legislative e amministrative (prescrizioni, divieti, tassazione, pianificazione, ecc), che incidano sui comportamenti e sulle condizioni a rischio, o attraverso iniziative informative e promozionali (campagne di educazione sanitaria, attività di advocacy, ecc) per aumentare la consapevolezza dei diversi portatori di interesse sugli specifici temi di salute. Poiché gran parte degli interventi efficaci di promozione di comportamenti salutari e di contrasto ai fattori di rischio sono esterni alla capacità di intervento del Servizio sanitario nazionale (Ssn), è necessario attivare strategie intersettoriali, basate su azioni che prevedono il coinvolgimento di settori diversi della società e delle istituzioni, come stabilisce il programma “Guadagnare Salute”.[8] L’approccio individuale, invece, è volto a identificare le persone a maggior rischio, in modo da consentire interventi mirati nei loro confronti. In questa prospettiva, piuttosto che la presenza di singoli fattori, è importante valutare il rischio complessivo che deriva dalla loro combinazione e interazione.

 

Passi monitora molti di questi fattori, nonché le pratiche adottate per contrastarli, consentendo di valutare le associazioni tra le diverse condizioni. Assieme ad altri sistemi informativi, come l’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare e il Registro degli accidenti cardio e cerebrovascolari, contribuisce così a delineare il quadro informativo necessario per attuare interventi efficaci. In questa sezione viene descritta la situazione relativa alla prevenzione e al controllo dell’ipertensione arteriosa e ipercolesterolemia, nonché all’utilizzo, da parte dei medici, della carta e del punteggio individuale per calcolare il rischio cardiovascolare dei propri assistiti. Viene anche presentato in forma sintetica il quadro complessivo dei fattori di rischio cardiovascolari rilevati da Passi.

 

Rischio cardiovascolare - pool di Asl 2008-2011

 

%
(IC 95%)

Persone che riferiscono di aver misurato la pressione arteriosa negli ultimi 2 anni

83,1

 

(82,9-83,4)

Persone che riferiscono di essere ipertese1

20,5

 

(20,3-20,8)

Persone che riferiscono di aver misurato il colesterolo almeno una volta nella vita

79,1

 

(78,8-79,3)

Persone che riferiscono di essere ipercolesterolemiche2

24,3

 

(24,0-24,6)

Persone cui un medico ha calcolato il del punteggio cardiovascolare3

6,5

 

(6,4-6,7)

Persone con almeno un fattore di rischio cardiovascolare4

97,5

 

(97,4-97,6)

1 tra le persone a cui è stata misurata la pressione arteriosa

2 tra le persone a cui è stata misurata la colesterolemia

3 su tutte le persone ≥35 anni, senza patologie CV

4 su tutta la popolazione di 18-69 anni. Fattori di rischio considerati: ipertensione, ipercolesterolemia, diabete, sedentarietà, fumo, eccesso ponderale, scarso consumo di frutta e verdura.

 

Prevenzione e controllo dell’ipertensione arteriosa

L’ipertensione arteriosa è uno dei principali fattori di rischio di malattie gravi e invalidanti come ictus, infarto miocardico, scompenso cardiaco e insufficienza renale.

L’ipertensione è associata a fattori modificabili, come il contenuto di sale nella dieta, obesità e inattività fisica. La sua insorgenza è quindi prevenibile con interventi a livello individuale e di popolazione. In ogni caso, è importante diagnosticare precocemente l’ipertensione mediante controlli medici e contrastarne gli effetti con il trattamento farmacologico e appropriate modifiche degli stili di vita.

 

Misurazione della pressione arteriosa

L’83% delle persone intervistate nel periodo 2008-2011 riferisce di aver misurato la pressione arteriosa, nei due anni precedenti. Facendo riferimento al solo anno 2011, il valore di questo indicatore rimane invariato (83% della popolazione intervistata).

 

Persone che riferiscono di aver misurato la pressione arteriosa negli ultimi due anni

Prevalenze per Regione di residenza – Passi 2008-2011

Pool di Asl: 83,1% (IC95%: 82,9-83,4%)

 

 

* In Basilicata, Calabria, Lombardia e Sardegna non tutte le Asl hanno partecipato alla rilevazione.

 

Scarica la tabella con i dati per Regione (xls 21 kb).

 

Nel periodo 2008-2011 si osservano differenze statisticamente significative nel confronto tra Regioni, con un chiaro gradiente Nord-Sud, a sfavore delle Regioni meridionali. La Liguria presenta la percentuale significativamente più alta di persone a cui è stata misurata la pressione arteriosa (88%), mentre in Basilicata si registra quella significativamente più bassa (69%).

 

Ipertensione riferita

Considerando solo le persone a cui è stata misurata la pressione, nel periodo di rilevazione 2008-2011 la percentuale di coloro che riferiscono di aver ricevuto una diagnosi di ipertensione è pari al 21%. Nel confronto interregionale si notano differenze statisticamente significative. Le Asl partecipanti della Calabria registrano il valore più alto (26%) di diagnosi riferita di ipertensione e la P.A. di Bolzano il valore più basso (17%).

Facendo riferimento al solo dato 2011 e a tutte le Asl partecipanti, il valore rimane invariato rispetto al quadriennio (21%).

 

Scarica la tabella con i dati per Regione (xls 27 kb).

 

In base a risultati di numerosi studi su validità e riproducibilità, si osserva che le indagini condotte su dati riferiti, come Passi, sottostimano la prevalenza di ipertensione rispetto a studi basati su dati misurati.[9]

 

Trattamento dell’ipertensione

Il trattamento dell’ipertensione si avvale di terapia farmacologica e di modifiche degli stili di vita, che i medici curanti suggeriscono ai propri assistiti.

 

Nel 2008-2011, il 76% degli ipertesi ha dichiarato di essere in trattamento farmacologico; all’87% degli intervistati ipertesi è stato consigliato di ridurre il consumo di sale, al 79% di controllare il peso corporeo e all’80% di svolgere regolarmente attività fisica.

 

Trattamento dell’ipertensione

Prevalenze per trattamento/consiglio ricevuto – Passi 2008-2011

 

Considerando le Asl che hanno partecipato alla rilevazione continuativamente nel periodo 2008-2011 (pool omogeneo), la percentuale di ipertesi che hanno ricevuto una prescrizione di farmaci o almeno un consiglio riguardo allo stile di vita per tenere sotto controllo la pressione arteriosa è risultata sempre elevata negli ultimi anni a livello nazionale, rimanendo intorno al 96%, con modeste variazioni da un anno all’altro.

 

Prevenzione e controllo della colesterolemia

L’ipercolesterolemia rappresenta uno dei principali fattori di rischio per cardiopatia ischemica e malattie cerebrovascolari, sul quale è possibile intervenire con efficacia.

 

Misurazione della colesterolemia

La colesterolemia è stata misurata, almeno una volta nella vita, al 79% della popolazione intervistata dal pool di Asl Passi nel periodo 2008-2011. Facendo riferimento al solo dato 2011 e a tutte le Asl partecipanti, la misurazione della colesterolemia, almeno una volta nella vita, è salita all’80% della popolazione intervistata.

 

Persone che riferiscono di aver misurato la colesterolemia almeno una volta nella vita

Prevalenze per Regione di residenza – Passi 2008-2011

Pool di Asl: 79,1% (IC95%: 78,8-79,3%)

 

* In Basilicata, Calabria, Lombardia e Sardegna non tutte le Asl hanno partecipato alla rilevazione.

 

Scarica la tabella con i dati per Regione (xls 41 kb).

 

Ipercolesterolemia riferita

La percentuale di persone che riferiscono di aver ricevuto una diagnosi di ipercolesterolemia, nel periodo di rilevazione 2008-2011 è pari al 24% di coloro che hanno fatto un controllo della colesterolemia almeno una volta nella vita.

Nel confronto interregionale si notano differenze statisticamente significative. La Valle D’Aosta registra il valore più alto (29%) di diagnosi riferita di ipercolesterolemia e la Campania il valore più basso (17%).

Facendo riferimento al solo dato 2011 e a tutte le Asl partecipanti, il valore non è significativamente diverso rispetto al quadriennio (25%).

 

Scarica la tabella con i dati per Regione (xls 21 kb).

 

Trattamento dell’ipercolesterolemia

Nel 2008-2011, il 29% degli ipercolesterolemici ha dichiarato di essere in trattamento farmacologico.

Al 79% degli intervistati ipercolesterolemici è stato consigliato un maggior consumo di frutta e verdura, all’88% un minor consumo di carne e formaggi, al 76% di controllare il peso e all’80% di fare regolare attività fisica.

 

Trattamento dell’ipercolesterolemia

Prevalenze per trattamento consiglio ricevuto – Passi 2008-2011

Considerando le Asl che hanno partecipato alla rilevazione continuativamente nel periodo 2008-2011 (pool omogeneo), la quota di ipercolesterolemici che hanno ricevuto una prescrizione di farmaci o almeno un consiglio riguardo allo stile di vita per tenere sotto controllo la colesterolemia è pari al 94%, senza variazioni significative rispetto agli anni precedenti. Anche per questo indicatore si osserva, nella media del quadriennio 2008-2011, una differenza tra le macro-aree geografiche: al Nord (92%) è risultato inferiore rispetto al Centro (94%) e al Sud (97%).

 

Fattori di rischio multipli

La presenza di più fattori modificabili di rischio cardiovascolare in una persona può determinare un impatto sulla salute particolarmente grave. È perciò importante valutare nella popolazione non solo la diffusione dei singoli fattori, ma anche i diversi profili di rischio multifattoriali.[10]

La frequente compresenza di queste condizioni (ipertensione, ipercolesterolemia, diabete, sedentarietà, fumo, eccesso ponderale, scarso consumo di frutta e verdura), vista la larga diffusione nella popolazione, è in parte dovuta a un’associazione casuale, ma soprattutto è dovuta all’interazione di queste condizioni e al loro potenziamento reciproco. Ad esempio, l’insorgenza del diabete è favorita dal peso eccessivo, dalla sedentarietà, da una dieta inappropriata; l’ipertensione è associata all’eccesso di peso, all’inattività fisica, a un ridotto consumo di frutta e verdura; ecc. [11-13]

 

Fattori di rischio cardiovascolare nella popolazione 18-69 anni - Pool di Asl 2008-2011

 

%

Ipertensione arteriosa

21%

Ipercolesterolemia

24%

Sedentarietà

30%

Fumo

29%

Eccesso ponderale (IMC>25)

42%

Meno di 5 porzioni di frutta e verdura al giorno

90%

Diabete

5%

 

Il fattore di rischio di gran lunga più diffuso è lo scarso consumo di frutta e verdura, che coinvolge 9 persone su 10. Per questo motivo solo un’esigua percentuale (meno del 3%) della popolazione di 18-69 anni è completamente priva di fattori di rischio cardiovascolare; circa quattro persone su dieci ne hanno tre o più.

 

Prevalenza dei profili di rischio multifattoriali

Distribuzione percentuale – Passi 2008-2011

 

 

Calcolo del rischio cardiovascolare

La carta e il punteggio individuale del rischio cardiovascolare sono strumenti semplici e obiettivi che il medico può utilizzare per stimare la probabilità, in termini assoluti, che il proprio paziente ha di andare incontro a un primo evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio o ictus) nei 10 anni successivi, conoscendo il valore di sei importanti fattori di rischio, facilmente rilevabili: due non modificabili (sesso ed età), e quattro modificabili (diabete, abitudine al fumo, pressione arteriosa sistolica e colesterolemia).

L’uso della carta del rischio è indicato come strumento di valutazione clinico-prognostica nelle persone con 35 anni di età o più.

 

Nel pool di Asl nel 2008-2011, il 7% degli intervistati di età 35-69 anni, senza patologie cardiovascolari, ha dichiarato che gli è stato misurato il rischio cardiovascolare, mediante carta o punteggio individuale.

 

Nel confronto interregionale si notano differenze statisticamente significative. Le Asl partecipanti della Calabria registrano il valore più alto (13%) nell’utilizzo della carta o del punteggio del rischio cardiovascolare e l’Umbria il valore più basso (3%).

Facendo riferimento al solo dato 2011 e a tutte le Asl partecipanti, il valore rimane invariato rispetto al quadriennio (7%).

 

Persone 35-69 anni, senza patologie cardiovascolari,cui è stato misurato il rischio cardiovascolare

Prevalenze per Regione di residenza – Passi 2008-2011

Pool di Asl: 6,5% (IC95%: 6,4-6,7%)

 

* In Basilicata, Calabria, Lombardia e Sardegna non tutte le Asl hanno partecipato alla rilevazione.

 

Scarica la tabella con i dati per Regione (xls 18 kb).

 

L’utilizzo della carta o del punteggio del rischio cardiovascolare, in persone di 35-69 anni senza patologie cardiovascolari, è rivolto principalmente alle persone con fattori di rischio multipli

tuttavia, anche nelle situazioni di maggior rischio è coinvolta solo una minoranza di assistiti.

 

Calcolo del rischio cardiovascolare assoluto in funzione del numero di fattori di rischio presenti1

Prevalenza per numero di fattori di rischio presenti1– Passi 2008-2011

 

1 calcolato su tutte le persone ≥35 anni, senza patologie cardiovascolari. Fattori di rischio considerati: ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, diabete, sedentarietà, fumo, eccesso ponderale, scarso consumo di frutta e verdura.

 

Conclusioni

La prevenzione e il contrasto alle malattie cardiovascolari, per risultare efficace, deve basarsi su un approccio sia individuale sia di popolazione. [14]

I dati del pool Passi dimostrano quanto tali fattori di rischio siano diffusi: meno del 3% degli adulti di 18-69 anni ne sono privi e 4 persone su 10 ne hanno tre o più. Aumentare la proporzione delle persone con un basso profilo di rischio potrebbe ridurre grandemente il carico di malattia legato alle patologie cardiovascolari.[15]

 

È perciò importante attivare strategie a livello di popolazione, che promuovano stili di vita salutari e riducano la prevalenza e la gravità delle principali condizioni a rischio. A tal fine, sono necessari interventi sinergici da parte dei Ministeri e delle Amministrazioni pubbliche, con il coinvolgimento e il contributo di professionisti dell’area sanitaria, dell’opinione pubblica e dei singoli individui, secondo le indicazioni del programma Guadagnare Salute.

 

A fini preventivi sono utili anche gli interventi in grado di ridurre le situazioni di diseguaglianza sociale, che hanno un peso rilevante nel determinare l’insorgenza di queste patologie.[16] D’altra parte, a livello individuale, vanno adottate in modo sistematico attività assistenziali rivolte a diagnosticare, monitorare e trattare le principali condizioni a rischio: Passi consente di valutarne la diffusione sul territorio e l’evoluzione nel tempo.

 

Uno strumento per identificare i soggetti con i profili di rischio più sfavorevoli, su cui concentrare appropriati interventi, è la carta del rischio cardiovascolare, che può migliorare sia la valutazione clinica sia la consapevolezza dell’assistito. Il suo uso generalizzato da parte dei medici curanti dovrebbe essere promosso, secondo quanto prevede il Progetto Cuore, coordinato dall’Iss. I risultati di Passi dimostrano che questo strumento è poco utilizzato; inoltre, invece di essere proposto a tutti gli assistiti, è prevalentemente rivolto a chi ha profili di rischio particolarmente sfavorevoli. Vi sono perciò ancora ampi spazi di miglioramento in questo ambito.

 

Per contrastare molte delle condizioni a rischio, si sono dimostrati in genere efficaci interventi multicomponente che affrontano adeguatamente i diversi aspetti dei problemi connessi con la prevenzione e il trattamento.[17]

 

Riferimenti

  1. World Health Organization - The European health report 2005. Public health action for healthier children and populations (http://www.euro.who.int/...)
  2. World Health Organization - Global Burden of Disease (GBD) - Disease and injury country estimates (http://www.who.int/...)
  3. Relazione sullo Stato Sanitario del Paese 2009-2010. Roma: Ministero della Salute, 2011. http://www.rssp.salute.gov.it/...
  4. ISS - Progetto CUORE: Epidemiologia e prevenzione delle malattie cerebro e cardiovascolari - Fattori di rischio (http://www.cuore.iss.it/fattori/distribuzione.asp)
  5. World Health Organization - The Atlas of Heart Disease and Stroke (http://www.who.int/...)
  6. World Bank - Cardiovascular Health (http://web.worldbank.org/... )
  7. Emberson J, Whincup P, Morris R, et al. Evaluating the impact of population and high-risk strategies for the primary prevention of cardiovascular disease. European Heart Journal (2004) 25, 484–491
  8. Ministero della Salute. Guadagnare salute - Rendere facili le scelte salutari (http://www.ministerosalute.it/...)
  9. Nelson DE, Holtzman D, Bolen J, Stanwyck CA, Mack KA. Reliability and validity of measures from the Behavioral Risk Factor Surveillance System (BRFSS). Social and Preventive Medicine, 2001;46Suppl:S03-S42.
  10. Yusuf HR, Giles WH, Croft JB, Anda RF, Casper ML. Impact of Multiple Risk Factor Profiles on Determining Cardiovascular Disease Risk. Preventive Medicine 27, 1–9 (1998)
  11. Progetto IGEA. Linee guida e raccomandazioni (http://www.epicentro.iss.it/...)
  12. Hahn RA, Heath GW, Chang Man-Huei. Cardiovascular Disease Risk Factors and Preventive Practices Among Adults -- United States, 1994 A Behavioral Risk Factor Atlas. MMWR - Surveillance Summaries. December 11, 1998 / 47(SS-5);35-69 (http://www.cdc.gov/...)
  13. Whelton PK; He J, Appel LJ, et al. Primary Prevention of Hypertension: Clinical and Public Health Advisory From the National High Blood Pressure Education Program. JAMA. 2002;288(15):1882-1888 (doi:10.1001/jama.288.15.1882)
  14. US Department of Health and Human Services. A Public Health Action Plan to Prevent Heart Disease and Stroke. Atlanta, GA: US Department of Health and Human Services, Centers for Disease Control and Prevention; 2003.
  15. Stamler J. Low Risk and the “No More Than 50%” Myth/Dogma. Arch Intern Med 2007; 167: 537
  16. Beaglehole R, Saracci R, Panico S. Cardiovascular diseases: causes, surveillance and prevention. International Journal of Epidemiology. 2001;30: Sl-S4
  17. The Guide to Community Preventive Services (http://www.thecommunityguide.org/index.html)