Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Rapporto nazionale Passi 2012: descrizione del campione

La popolazione in studio è costituita da oltre 40 milioni di residenti, tra i 18 e i 69 anni, iscritti al 31 dicembre 2012 nelle liste delle anagrafi sanitarie delle 135 Asl (su 147 totali) delle 21 Regioni partecipanti, che corrisponde all’92% delle Asl italiane e all’93% della popolazione totale di 18-69 anni.

 

Da gennaio 2009 a dicembre 2012, sono state intervistate oltre 150 mila persone, selezionate con campionamento proporzionale stratificato per sesso e classe di età dalle anagrafi sanitarie di Asl o di Regione.

 

Rappresentatività del campione per età e sesso

La distribuzione per sesso e classe di età del campione di pool di Asl (dati non pesati), confrontata con la popolazione residente nelle stesse Asl, appare molto simile.

 

Il 49% degli intervistati è di sesso maschile e l’età media è di 44 anni per entrambi i sessi.

 

Distribuzione del campione e della popolazione per classi di età negli UOMINI

Pool Passi 2009-2012 (n=73.997)

 

Distribuzione del campione e della popolazione per classi di età negli DONNE

Pool Passi 2009-2012 (n=76.434)

 

Profilo sociale

 

Titolo di studio

 

Nel pool di Asl, il 10% del campione non ha alcun titolo di studio o ha la licenza elementare, il 30% ha la licenza media inferiore, il 45% la licenza media superiore e il 15% è laureato.

 

Il livello di istruzione conseguito dipende fortemente dall’età: è tra le generazioni più anziane della popolazione (50-69enni) che è maggiore la quota di persone con bassa scolarità. Di questo è necessario tener conto anche nella descrizione della differenza di genere che vede complessivamente le donne con livelli di scolarità più bassi degli uomini (nessun titolo di studio/elementari e anche licenza media), ma questo differenziale si annulla e si inverte fra le generazioni più giovani poiché fra coloro che conseguono la licenza media superiore non ci sono differenze in termini numerici fra uomini e donne, e fra i laureati è persino maggiore la quota di donne.

 

Titolo studio per classi di età - UOMINI

Pool Passi 2009-2012 (n=73.886)

 

Titolo studio per classi di età - DONNE

Pool Passi 2009-2012 (n=76.314)

 

La prevalenza di scolarità bassa (nessun titolo/licenza elementare/licenza media inferiore), inoltre, varia tra le Regioni e si osserva un gradiente Nord-Sud.

 

Scolarità bassa (nessun titolo/licenza elementare/licenza media inferiore)

Percentuali per Regione di Residenza - Passi 2009-12

 

È da sottolineare che la distribuzione della prevalenza della bassa scolarità per Regione riflette le differenze nelle distribuzioni per età delle popolazioni di riferimento: la bassa scolarità in Regioni con strutture per età molto diverse ha implicazioni diverse in termini di salute e di interventi per la prevenzione.

 

Stato civile

 

Nel pool di Asl, coniugati o conviventi rappresentano il 60% del campione, i celibi o le nubili il 33%, i separati o divorziati il 5% e i vedovi il 3%.

 

Stato civile

Pool Passi 2009-2012 (n=150.261)

 

Cittadinanza

 

Il protocollo del sistema di sorveglianza Passi prevede la sostituzione degli stranieri non in grado di sostenere l’intervista telefonica in italiano. Pertanto, Passi fornisce informazioni sugli stranieri residenti (ovvero iscritti alla anagrafe sanitaria), in possesso di una sufficiente competenza relativamente alla lingua italiana parlata, e dunque generalmente più integrati socialmente, o da più tempo, nel nostro Paese. Oltre il 3% degli intervistati è costituito da stranieri, maggiormente rappresentati nelle classi di età più giovani e tra le donne.

 

La percentuale di stranieri è superiore al 6% in alcune Regioni del Centro-Nord, mentre è minore al Sud e nelle Isole.

 

Cittadinanza straniera per sesso e classi di età

Pool Passi 2009-2012

 

Stranieri

Percentuali per Regione di Residenza - Passi 2009-2012

 

Lavoro

 

Il 59% del campione di intervistati nella fascia d’età 18-65 anni ha riferito di lavorare in modo continuativo, l’8% di lavorare in modo non continuativo e il restante 33% di non lavorare.

 

Il lavoro continuativo è più frequente nella fascia di età centrale compresa tra i 35 e i 49 anni, sia per gli uomini che per le donne. Complessivamente la quota di persone con lavoro continuativo è minore fra le donne (49%) che fra gli uomini (70%). Anche per il lavoro continuativo si osserva in maniera abbastanza chiara un gradiente Nord-Sud, che mostra prevalenze di lavoro regolare più elevate nelle Regioni settentrionali.

 

Lavoro continuativo per sesso e classi di età

Pool Passi 2009-2012

 

Lavoro continuativo

Percentuale per Regione di Residenza – Pool di Asl Passi 2009-2012

 

Difficoltà economiche

 

Il 44% del campione ha riferito di non avere nessuna difficoltà economica ad arrivare a fine mese con le proprie risorse finanziarie, il 41% qualche difficoltà e il 14% molte difficoltà economiche.

 

La frequenza di persone che dichiarano di avere molte difficoltà economiche aumenta con l’età e passando dal Nord al Sud.

 

Molte difficoltà economiche dichiarate per sesso e classi di età

Pool Passi 2009-12 (n=149.930)

 

Qualche o molte difficoltà economiche

Percentuale per Regione di Residenza – Pool di Asl Passi 2009-2012

 

Recenti cambiamenti nelle condizioni socioeconomiche e lavorative

 

L’Italia, insieme ad altri Paesi occidentali sta attraversando la crisi economica più grave dal dopoguerra ad oggi. La crisi minaccia di compromettere tutte le dimensioni del benessere di una popolazione, di cui la salute è quella giudicata più importante. È possibile, con i dati del Sistema PASSI, monitorare cosa stia capitando agli indicatori più correlati alla crisi raccolti dal questionario PASSI: difficoltà economiche percepite e lavoro.

 

Per quanto riguarda il lavoro, nel periodo 2008-2012, si evidenzia in modo significativo la diminuzione di chi dichiara di lavorare in modo continuativo: dal 61% al 55%, l’aumento di chi dichiara di non lavorare (dal 33% al 37%) e l’aumento di chi dichiara di lavorare in modo non continuativo (dal 6% al 8%).

 

Relativamente alle difficoltà economiche, nel periodo 2008-2012, si evidenzia in modo significativo la diminuzione della quota di persone che dichiara nessuna difficoltà economica, dal 44% al 40%, e l’aumento della quota di coloro che ne dichiarano molte, dal 14% al 16%.

 

Lavoro continuativo

Prevalenze mensili - Passi 2008-2012

Difficoltà economiche

Prevalenze mensili - Passi 2008-2012