Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

chikungunya

Aspetti epidemiologici

Revisione a cura di Caterina Rizzo - Dipartimento Malattie infettive, Iss

 

Nel mondo

14 settembre 2017 - Nel 2016 l’Ufficio regionale delle Americhe per l’Organizzazione mondiale della sanità ha notificato quasi 350 mila casi sospetti di chikungunya, di cui 146 mila sono stati confermati in laboratorio. Brasile (265 mila casi sospetti), Bolivia e Colombia (in entrambe 19 mila casi sospetti) i Paesi più colpiti.

 

Nel 2016, nella Regione africana, il Kenya ha notificato un focolaio di chikungunya con oltre 1700 casi sospetti.

 

In Pakistan è tuttora in corso un focolaio iniziato nel 2016.

 

Fonte:

In Europa

14 settembre 2017 - L’11 agosto scorso le autorità francesi hanno notificato un caso di trasmissione autoctona di Chikungunya nel dipartimento del Varo (Francia del Sud), con insorgenza dei sintomi il 2 agosto. Al 30 agosto sono stati notificati 6 casi confermati e un caso probabile, tutti residenti nello stesso quartiere di Cannet-des-Maures. Secondo quanto riportato nel Rapid Risk Assessment dell’Ecdc (23 agosto), le autorità sanitarie francesi hanno implementato tutte le misure necessarie per interrompere la trasmissione e pertanto una continuata trasmissione nell’area interessata è improbabile e il rischio di una espansione significativa dell’area di trasmissione è molto basso. Inoltre, il rilevamento di cluster di chikungunya autoctono in aree dell’Europa dove Aedes albopictus è insediata, non è da considerarsi inaspettato nei mesi estivi, quando le condizioni ambientali sono favorevoli. Il rischio che si verifichino nuovi focolai di trasmissione locale di chikungunya e dengue nell’Ue è attualmente considerato moderato, poiché queste malattie sono endemiche in vaste aree della zona intertropicale, si verificano ripetute introduzioni attraverso viaggiatori viremici che tornano da queste aree, e le condizioni atmosferiche sono attualmente adatte per l’Aedes albopictus.

 

Inoltre, l’Annual Epidemiological Report 2016, riferisce che nel 2014, nei Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo sono stati notificati 1461 casi sospetti di chikungunya, di cui 875 confermati in laboratorio (0,31 casi per 100.000 abitanti). Rispetto all’anno precedente (11 casi) è stato osservato un incremento dei casi di venti volte, dovuto soprattutto alle infezioni contratte in viaggio (1406 casi), in particolare tra cui si era recato nei Caraibi e nelle Americhe, dove era in corso un’epidemia di chikungunya iniziata nel 2013.

 

Fonte

In Italia

14 settembre 2017 – In seguito ai 17 casi di Chikungunya registrati nel Lazio (di cui 6 a Roma) e confermati, al 14 settembre 2017, dal Seresmi, (Servizio regionale di sorveglianza malattie infettive), il Centro nazionale sangue (Cns) dell’Istituto superiore di sanità (Iss) ha esteso il blocco delle donazioni di sangue ed emocomponenti oltre che nel Comune di Anzio anche alla Asl 2 del Comune di Roma.

 

Si tratta dei primi casi di trasmissione autoctona notificati dal 2007, quando si verificò un’epidemia di chikungunya in Emilia-Romagna.

 

Fonte: