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chikungunya
Aspetti epidemiologici

La febbre chikungunya è una malattia endemica in alcune parti dell’Africa, del Sudest asiatico e del subcontinente indiano. A partire dal 2005, sono stati riportati ampi focolai nell’area dell’Oceano Indiano (India, Malaysia, La Reunion,  Madagascar,  Indonesia, Mauritius, Mayotte, Seychelles), zone in cui il virus trova il suo habitat ideale.

 

In molte zone questa malattia coesiste con la dengue e non sempre è facile fare la diagnosi differenziale fra le due malattie. L’incidenza di chikungunya potrebbe essere sottostimata sia perché la prognosi è migliore rispetto alla dengue, sia perché ci sono ancora difficoltà nel confermare la diagnosi clinica con test di laboratorio.

 

A partire da marzo del 2005, a La Rèunion e in altre zone dell'Oceano Indiano è scoppiata un’importante epidemia di chikungunya. A distanza di un anno (17 marzo 2006), l’Organizzazione mondiale della sanità ha stimato circa 204.000 persone infettate a La Rèunion, pari a circa un terzo della popolazione totale (705.000 abitanti).

 

In India, tra febbraio e ottobre 2006, l’epidemia di chikungunya ha coinvolto 8 stati o province: i casi sospetti arrivano fino a 1,25 milioni.


In molti Paesi europei (Francia, Germania, Norvegia, Svizzera) la febbre chikungunya è stata diagnosticata a viaggiatori provenienti da aree epidemiche, ma la trasmissione in loco da parte delle zanzare non era mai stata riportata.

 

In Italia

Nel mese di agosto 2007, le autorità locali della provincia di Ravenna hanno rilevato un numero insolitamente elevato di casi di malattia febbrile a Castiglione di Cervia e Castiglione di Ravenna, due piccole cittadine separate da un fiume. Le analisi di laboratorio hanno confermato la diagnosi. Inoltre, il virus chikungunya è stato ritrovato nella zanzara Aedes albopictus.

 

I casi riportati al 4 settembre 2007 sono in totale 197. Di questi, 166 rientrano completamente nei criteri di definizione di caso: 147 provengono dal focolaio iniziale che si è verificato nell’area di Castiglione di Cervia o Castiglione di Ravenna, mentre 19 da cluster secondari nelle periferie di Cesena (13 casi) e Cervia (6 casi). Sul fronte dei casi confermati di laboratorio, al 14 settembre risultano 101 casi positivi, 33 negativi e 133 in attesa di esito.

 

Il picco della curva epidemica si è verificato durante la terza settimana di agosto. Altri casi sporadici sono stati rilevati successivamente nelle aree vicine, ma la curva epidemica ha mostrato un trend in calo a Castiglione di Cervia e Castiglione di Ravenna.

 

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Ultimo aggiornamento martedi 6 settembre 2011
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