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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

chikungunya

L’Ecdc valuta il rischio di trasmissione della chikungunya per l’Europa

Thomas Seyler - Epidemiologia malattie infettive, Cnesps (Iss), European Programme for Intervention Epidemiology Training (Epiet)

 

 

In seguito all’epidemia causata dal virus della chikungunya che si è verificata in Italia nell’estate del 2007, l’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) ha costituito un gruppo di lavoro formato da 14 esperti provenienti da 10 Paesi dell’Unione europea, Svizzera e Stati Uniti per valutare i possibili determinanti di trasmissione della chikungunya associati al vettore Aedes albopictus in Europa.

 

Le valutazioni di questo gruppo di lavoro sono state pubblicate in un meeting report all’interno del quale sono state descritte la capacità vettoriale della zanzara tigre (Aedes albopictus) e la sua distribuzione geografica in Europa. Il territorio italiano è particolarmente interessato al problema della zanzara tigre, tuttavia va sottolineata la presenza di questo vettore anche in altri Paesi europei. Nel 2007 l’Aedes albopictus è stata identificata anche in Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia, Montenegro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna, Svizzera e Paesi Bassi. Nei Paesi Bassi la presenza di questo vettore è limitata alle sole serre.

 

Parola d’ordine: monitorare la diffusione del vettore

All’unanimità è emerso che per valutare il rischio di trasmissione del virus della chikungunya è di fondamentale importanza il monitoraggio della diffusione del vettore in Europa. A luglio 2008, manca ancora un sistema di sorveglianza entomologica omogeneo sul territorio europeo, limitando così la possibilità di confrontare i dati provenienti da Paesi diversi. Sono disponibili diverse tecniche di monitoraggio (ovitrappole, carbon trappole, indice larvale ecc) ognuna delle quali presenta caratteristiche più o meno vantaggiose. Inoltre è necessario sviluppare indicatori di densità vettoriale standardizzati associabili a diversi livelli di rischio di trasmissione della chikungunya.

 

IIn assenza di un sistema routinario di sorveglianza, la mappatura del rischio sulla base di fattori ambientali può fornire informazioni sulla presenza del vettore e l’attività stagionale. Utilizzando variabili come la temperatura e le precipitazioni, gli esperti europei hanno creato una mappa che mostra il rischio d’insediamento stabile dell’Aedes albopictus nel territorio europeo. Al fine di migliorare la valutazione del rischio di trasmissione si ritiene opportuno integrare altre variabili come la densità di popolazione umana, le vie d’introduzione della zanzara tigre (contiguità con aree già infestate, importazione di pneumatici usati) e il flusso di pazienti viremici provenienti da aree endemiche per il virus della chikungunya.

 

Nonostante l’incontro abbia avuto come temi principali la chikungunya e il vettore Aedes albopictus, le conclusioni si applicano sia al virus della dengue che ad altri vettori come Aedes aegypti. Questo vettore, infatti, è stato recentemente identificato nell’isola portoghese di Madeira, con la quale l’Europa continentale ha molti scambi.

 

L’Ecdc, a luglio 2008, ha inoltre pubblicato on line materiale informativo sulla chikungunya (brochure, poster, questionari) preparato ad hoc e destinato ai medici, ai viaggiatori e a tutti i cittadini. Il materiale è disponibile in lingua italiana sul sito dell’Ecdc.

 

Leggi il meeting report intergale.