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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Tubercolosi

Tb Flag Bag, la borsa degli strumenti per l’assistenza di base ai pazienti con tubercolosi

Maria Luisa Moro - Area Rischio infettivo, Agenzia sanitaria e sociale regionale dell’Emilia-Romagna

Matteo Morandi - specializzando in Igiene e Medicina preventiva presso l’Università di Modena

 

16 marzo 2011 - La tubercolosi è una patologia relativamente rara (4000 casi circa ogni anno a livello nazionale) ed è, quindi, poco probabile che un medico di medicina generale (Mmg) o un pediatra di famiglia si trovino a dover sospettare o assistere una persona con tubercolosi. Quando ciò avviene però, il non sospettare questa patologia può avere conseguenze drammatiche; l’esperienza degli ultimi anni in Italia è ricca di esempi: una operatrice sanitaria impegnata in un nido, con tosse da mesi erroneamente attribuita dal suo medico curante a una polmonite, con centinaia di neonati esposti; una operatrice scolastica anch’essa con sintomi misconosciuti dal medico di base, che ha contagiato decine di bambini di una scuola, e così via.

 

È quindi essenziale che la tubercolosi venga sempre tenuta presente nella diagnosi differenziale, soprattutto in presenza di alcuni sintomi e di alcuni elementi anamnestici. Dopo che la diagnosi è stata fatta e la terapia impostata, è cruciale il contributo dei Mmg e dei Pls (pediatri di  libera scelta) alla gestione del paziente per assicurare che il trattamento venga effettivamente completato: il raggiungimento di una piena e costante adesione al trattamento della tubercolosi rappresenta la vera sfida per i programmi di controllo. Quando i sintomi sono scomparsi, continuare comunque ad assumere farmaci per i mesi necessari richiede informazione, sostegno, motivazione, controllo, governo degli effetti collaterali ed è in questo ambito che il lavoro integrato dei medici di medicina generale e degli specialisti può assicurare il pieno raggiungimento degli obiettivi.

 

La diagnosi tempestiva e la gestione unitaria dei casi individuati per tutta la durata del trattamento rappresentano le azioni più importanti non solo per garantire a ciascun paziente un’assistenza di qualità elevata, ma anche per difendere in modo adeguato la collettività prevenendo la diffusione dell’infezione tubercolare.

 

Per realizzare questi obiettivi, è stato realizzato un modello didattico multimediale, flessibile, interattivo e ludo-didattico, rivolto ai medici sul territorio. Tale modello didattico è stato sviluppato nell’ambito del Progetto “Stop alla tubercolosi in Italia: piano di formazione e strategie per la gestione dei casi”, finanziato dal Centro per la prevenzione e controllo delle malattie (Ccm), ed è stato denominato Tb Flag Bag. La borsa degli strumenti per l’assistenza di base ai pazienti con tubercolosi.

 

Il pacchetto formativo è specificamente rivolto a medici di medicina generale e pediatri di libera scelta per il ruolo chiave che possono svolgere soprattutto nel riconoscimento di possibili casi di tubercolosi. Sono obiettivi del corso la prevenzione e il controllo della diffusione della tubercolosi attraverso la riduzione del ritardo diagnostico, l’aumento della adesione alla terapia e il miglioramento della gestione del follow-up.

 

Sono stati realizzati strumenti didattici multimediali che possono essere variabilmente combinati a livello locale. Per la portata nazionale del progetto, infatti, si è pensato a un percorso formativo in grado di rispondere alle diverse esigenze territoriali. Quindi è stato realizzato un percorso molto flessibile, sia in termini di modalità didattica, tematiche di interesse e numero dei partecipanti: corso per piccoli gruppi, platee medio-grandi o corso fruibile online.

 

Gli strumenti formativi, che costituiscono il percorso formativo, elencati di seguito, sono tutti disponibili on line sul sito della Agenzia sanitaria e sociale regionale dell’Emilia-Romagna:

  • guida per i formatori
  • audio-slide animate per la trattazione delle parti teoriche
  • video-casi per stimolare la discussione sui punti critici della gestione del sospetto diagnostico, del follow-up terapeutico e dei contatti di caso
  • file audio (in mp3) per il solo ascolto della traccia audio
  • esercizi e casi clinici per stimolare i processi decisionali (decision making)
  • giochi didattici per stimolare l’apprendimento e la memorizzazione.

Sono stati realizzati e tradotti da documenti internazionali anche numerosi strumenti utili alla pratica assistenziale:

  • check list e aiuti mnemonici per il sospetto diagnostico di Tbc
  • flow chart per la gestione del sospetto diagnostico e dei contatti di caso
  • tabelle sui test diagnostici, sulla gestione della terapia e degli effetti collaterali dei farmaci
  • framework per la gestione generale dei pazienti con Tbc.

Il corso è stato sviluppato da un panel multidisciplinare di esperti, coordinato dall’Agenzia sanitaria e sociale regionale dell’Emilia-Romagna. Hanno partecipato professionisti di numerose discipline: epidemiologia, igiene e sanità pubblica, pneumologia, infettivologia, medicina generale, pediatria, organizzazione dei servizi, disciplina infermieristica, assistenza socio-sanitaria, psicologia, formazione professionale, comunicazione e multimedialità.