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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Tubercolosi

World Tb Day 2016: uniamoci per mettere fine alla tubercolosi

Antonietta Filia - reparto Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps-Iss

 

24 marzo 2016 – La tubercolosi (Tb) continua ad essere un importante problema di sanità pubblica a livello globale, causando, ogni anno, quasi un milione e mezzo di decessi (che corrisponde a oltre 4000 morti al giorno), di cui la maggior parte in Paesi in via di sviluppo.

 

La Tb è una malattia prevenibile e curabile e può essere eliminata. Per sensibilizzare la popolazione, le associazioni, gli operatori sanitari e i decisori politici, sull’impatto di salute della tubercolosi e sulle misure per la prevenzione e controllo della malattia, ogni 24 marzo si svolge la Giornata mondiale contro la tubercolosi (World Tb Day), un’iniziativa mondiale promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dall’organizzazione Stop TB Partnership. La data del 24 marzo è stata scelta in onore del giorno in cui Robert Koch, nel 1882, annunciò a Berlino la scoperta del Mycobacterium tuberculosis, il bacillo responsabile della Tb. Al momento dell'annuncio di Koch, la tubercolosi infuriava attraverso l'Europa e le Americhe, causando la morte di una ogni sette persone. La scoperta di Koch ha aperto la strada verso la diagnosi e la cura della tubercolosi. Tuttavia, nonostante i numerosi progressi raggiunti, nel 2015 molto deve ancora essere fatto per poter eliminare questa malattia.

 

Unite to end TB” (Unirsi per mettere fine alla Tb) è il tema principale dell’edizione 2016 del World Tb Day; un appello rivolto a tutti, per mettere fine all’epidemia di tubercolosi (nel mondo si verificano ogni anno, circa 9 milioni di casi di Tb).

 

La situazione in Europa: elevata prevalenza di casi multiresistenti e casi tra le popolazioni vulnerabili

Secondo i dati del Centro europeo per il controllo delle malattive (Ecdc),in Europa si è verificata, nel corso degli ultimi dieci anni, una diminuzione lenta ma progressiva dell’incidenza della Tb e la maggior parte dei Paesi ha una bassa incidenza. Tuttavia, la malattia rimane un rilevante problema di sanità pubblica nella Regione. Nel 2014, nei 53 Paesi membri della Regione europea, si sono verificati 340.000 nuovi casi di Tb (il 3,6% dei casi mondiali), di cui l’83% in 18 Paesi “ad alta priorità” tutti ubicati fuori dall’Unione europea (Ue) e dello Spazio economico europeo (Eea), nella zona centrale e orientale della regione, che riportano tassi di notifica di Tb nettamente superiori alla media regionale. I casi verificatisi negli Stati membri dell’Ue/Eea, sono stati 58.000 circa (il 17% dei casi totali della Regione).

 

Le sfide principali per raggiungere l'eliminazione della malattia nella Regione sono l’elevata prevalenza di casi di tubercolosi multiresistente ai farmaci (multidrug resistant Tb – Mdr-Tb), soprattutto nei Paesi fuori dall’Ue/Eea, e la Tb tra gruppi vulnerabili di popolazione, soprattutto in molti Paesi a bassa incidenza.

 

Per quanto riguarda la multiresistenza ai farmaci, nel 2014 è allarmante il dato che un quarto dei 480.000 casi mondiali di Tb multiresistente si è verificato nella Regione europea. La continua trasmissione della Mdr-Tb sta rendendo sempre più difficile il trattamento efficace della malattia. Il tasso di successo del trattamento per Mdr-Tb, infatti, rimane basso, come nelle altre Regioni Oms, e meno della metà dei pazienti raggiunge la guarigione. Diventa urgente affrontare alla radice le cause dell’insorgenza e della trasmissione della Tb multiresistente, ponendo rimedio alle carenze dei sistemi sanitari nazionali e ai fattori sociali che determinano l’insorgenza della Tb, garantendo la precoce individuazione dei casi e un trattamento adeguato a tutti i pazienti. Recentemente, è stato sviluppato il “Tuberculosis Action Plan for the WHO European Region 2016-2020” (Piano d'azione contro la tubercolosi per la Regione Europea dell'Oms 2016-2020) che fornisce indicazioni e attività da mettere in atto per la lotta alla Tb, incluse le forme multiresistenti, nella Regione europea.

 

Nei Paesi a bassa incidenza dell’Ue/Eea, la sfida maggiore per raggiungere l’eliminazione della Tb è la prevenzione e il controllo dei casi tra le popolazioni vulnerabili, inclusi i senzatetto, i tossicodipendenti, i migranti provenienti da Paesi con un alto numero di casi di tubercolosi, e i detenuti. In queste popolazioni, la tubercolosi è spesso diagnosticata in ritardo, e il trattamento non viene sempre completato. Per aiutare i Paesi Ue/Eea a sviluppare interventi specifici rivolti alle popolazioni vulnerabili, l’Ecdc ha pubblicato i seguenti materiali:

La situazione in Italia

In Italia, nell’ultimo decennio sono stati notificati annualmente, in media, circa 4300 di Tb. Nel 2014, sono stati notificati 3689 casi (incidenza 6,1/100.000 abitanti), di cui 2445 (66,3%) in soggetti di nazionalità straniera (dati provvisori, ministero della Salute, DG Prevenzione Sanitaria, Ufficio V Malattie infettive e profilassi internazionale). La percentuale di casi di Mdr-Tb è stata pari al 3,1%.

 

Sebbene l’Italia rientri da diversi anni tra i Paesi a bassa incidenza (incidenza <20/100.000), la tubercolosi rappresenta un problema prioritario per la sanità pubblica nazionale. Il documento “Controllo della tubercolosi: obiettivi di salute, standard e indicatori 2013-2016”, approvato nel dicembre 2012, definisce gli obiettivi prioritari da perseguire nel triennio 2013-2016, tra cui: il miglioramento del sistema di sorveglianza della tubercolosi; la messa in atto delle linee guida nazionali relative alla gestione dei contatti di caso, alla gestione dei casi di Tb in ambito assistenziale e tra i migranti; e l’attivazione di un programma “straordinario” di educazione sanitaria e di formazione degli operatori sanitari.

 

In occasione della Giornata mondiale contro la tubercolosi 2016, la Stop TB Italia Onlus ha in programma diverse attività, in varie città italiane.

 

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