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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Tubercolosi

Progressi nella diagnosi dell’Hiv tra i pazienti affetti da Tbc. Ma serve fare di più

(traduzione, sintesi e adattamento a cura della redazione di EpiCentro

revisione a cura di Antonietta Filia - Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps, Iss)

 

25 novembre 2010 - Secondo il nuovo rapporto pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità "Global tuberculosis control 2010" (pdf 3,5 Mb), a livello mondiale, il tasso d’incidenza della tubercolosi (Tbc) è in progressivo declino e il tasso di mortalità è diminuito di circa il 35%, passando dal 30% nel 1990 al 20% nel 2009. La tubercolosi però rimane una sfida aperta: nel 2009, i nuovi casi sono stati 9,4 milioni (di cui 1,1 hanno riguardato pazienti affetti da Hiv) e 1,7 milioni di persone (di cui 380 mila Hiv-positive) sono decedute per questa malattia.

 

Tbc e Hiv

L’11-13% dei casi di tubercolosi riguarda persone Hiv positive, di cui circa l’80% si verificano in Africa. L’integrazione delle attività Tbc/Hiv è essenziale per assicurare che la prevenzione, la diagnosi e il trattamento in questi pazienti siano portati avanti nel modo più opportuno.

 

Nel 2009 sono stati fatti alcuni progressi nella messa in atto di tale attività e i pazienti affetti da Tbc a conoscenza del proprio stato sierologico nei confronti dell’Hiv erano circa 1,6 milioni (26% dei casi notificati), contro l’1,4 del 2008. Le percentuali più elevate di test per l’Hiv tra i pazienti affetti da Tbc si sono registrate in Europa, Africa e Americhe, dove, rispettivamente l'86%, il 53% e il 41% dei pazienti affetti da Tbc conosceva il proprio stato sierologico verso l’Hiv.

 

Gli obiettivi del Piano globale per fermare la tubercolosi di "Stop Tbc", includono quelli di sottoporre al test dell’Hiv tutti i pazienti affetti da Tbc, coinvolgere i pazienti Hiv-positivi in terapie con cotrimoxazolo (Cpt) e con farmaci antiretrovirali (Art) e di incrementare il numero di persone Hiv-positive, non affette da Tbc attiva, che vengono sottoposte a terapia preventiva con isoniazide (Ipt). Entro l’anno 2009, circa 300 mila pazienti Hiv-positivi affetti da Tbc hanno iniziato una terapia preventiva con cotrimoxazolo (Cpt), e circa 140 mila hanno cominciato una terapia antiretrovirale (Art). Questi rappresentano rispettivamente il 75% e il 37% circa dei casi di Tbc Hiv-positivi.

 

Inoltre, nel 2009 1,7 milioni di soggetti Hiv-positivi sono stati testati per la Tbc e quasi 80 mila soggetti non affetti da Tbc attiva hanno iniziato una terapia con Ipt. Tuttavia, il numero di soggetti testati e il numero di soggetti trattati con Ipt rappresenta rispettivamente solo circa il 5% e meno dell’1% del numero totale stimato di persone Hiv-positive a livello mondiale. È necessario quindi intensificare notevolmente gli sforzi per raggiungere gli obiettivi del Piano globale.

 

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