I giovani e le malattie sessualmente trasmesse
Un’indagine svolta in Italia su ragazzi e ragazze fra 14 e 16 anni ha portato
alla luce una scarsa conoscenza della fisiologia della riproduzione, come
testimoniato dalla non conoscenza del periodo fertile del ciclo (oltre il
60%). Riguardo l’esposizione ai rapporti sessuali, il 18% ha dichiarato di
averne avuti completi e il 46% incompleti. In caso di rapporti completi,
l’11% non aveva adottato alcun metodo contraccettivo e il 65% il
preservativo. Mentre la totalità del campione (98%) riconosceva l’AIDS come
malattia a trasmissione sessuale, solo il 58% riconosceva l’Epatite e il 9%
la Gonorrea. Sulle modalità di trasmissione non è risultata una buona
consapevolezza, con la persistenza di stereotipi.
Conoscenze, attitudini e comportamenti degli adolescenti riguardo le malattie
sessualmente trasmesse: indagine nazionale -
Serena Donati, Michele
E. Grandolfo (Laboratorio Epidemiologia e Biostatistica, Istituto Superiore
di Sanità) - IX Congresso A.GI.CO. Roma 29-31 Ottobre 2002
Un spazio per gli adolescenti nei consultori
La stragrande maggioranza dei giovani ritiene l’informazione sessuale utile a
garantire maggiore consapevolezza e rassicurazione, da svolgersi per esempio
in ambito scolastico. Da qui l’importanza di una attività nelle scuole
che però non può essere esaustiva, quanto piuttosto uno stimolo per la
costituzione di gruppi di approfondimento su specifiche tematiche, che
possono discutere più diffusamente in adeguati “spazi giovani”.
L’attivazione di ‘spazi giovani’ nei consultori ma anche, e soprattutto, in
altri luoghi di aggregazione giovanile può favorire il coinvolgimento di chi
non frequenta più la scuola (in tal modo attivando progettualmente la
relazione tra pari).
Strategie di attivazione dello spazio adolescenti - commento di
Michele E. Grandolfo, Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica, ISS