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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

infezione da Hiv e Aids

XVIII Conferenza internazionale sull’Aids: documenti e strategie

2 settembre 2010 - La protezione dei diritti umani è il prerequisito fondamentale per una risposta efficace contro l’Hiv. Questa la convinzione alla base della XXVIII conferenza internazionale sull’Aids, tenutasi a Vienna dal 18 al 23 luglio 2010, rivolta a policy makers, persone infette dal virus e a tutti coloro che lavorano in questo settore. L’incontro ha consentito di fare il punto della situazione, prendendo in esame le scoperte scientifiche e le lezioni apprese sull’argomento e proponendo nuove strategie per il futuro. Tre i punti fondamentali trattati: prevenzione, trattamento e assistenza sanitaria. Obiettivi principali dell’evento sono stati: spingere i governi a continuare a finanziare la lotta contro l’Hiv/Aids, nonostante la crisi economica globale e mettere in evidenza la connessione tra diritti umani e diffusione della malattia.

 

Le proposte dell’Oms

La strategia dell’Oms, presentata alla conferenza, propone l’estensione del trattamento per l’Hiv anche a quegli individui che, pur essendo infetti, non hanno ancora manifestato la malattia. Cominciare il trattamento in una fase più precoce consentirebbe non solo di ridurre la mortalità del 20% e migliorare la vita di queste persone, ma anche di abbassare la loro carica virale, riducendo la probabilità di contagiare altri. Le persone che alla fine del 2009 hanno ricevuto il trattamento nei Paesi a medio e basso reddito sono state 1,2 milioni in più rispetto ai 4 milioni dell’anno precedente. L’Oms propone di estendere il trattamento nel 2010 a 15 milioni di persone nel mondo, contro i 10 milioni precedentemente stimati.

 

L’impegno degli Stati Uniti

La strategia nazionale Hiv/Aids degli Stati Uniti (pdf 1,2 Mb) è stata presentata dall’ufficio nazionale per le politiche sull’Aids (Onap) nell’ambito di una incontro pubblico, ed è stata diffusa attraverso vari canali mediatici. Il Presidente Barack Obama ha rilasciato una dichiarazione e inviato una lettera alla popolazione in cui descrive ne descrive i punti salienti. I tre obiettivi primari della strategia sono: ridurre il numero di contagi, facilitare l’accesso dei malati alle cure mediche per migliorarne la salute, e ridurre le disuguaglianze sociali responsabili dell’elevata incidenza dell’Hiv in determinati gruppi di popolazione.

 

Il rapporto dell’Ecdc

In occasione della conferenza, l’Ecdc ha presentato il rapporto “Implementing the Dublin declaration on partnership to fight Hiv/Aids in Europe and central Asia” (pdf 5,5 Mb), in cui sono riportati i progressi compiuti dalla dichiarazione di Dublino del 2004 (pdf 136 kb), in base ai dati provenienti da 49 Paesi. Tra le numerose conclusioni:

  • in Europa e in Asia centrale esiste un forte coinvolgimento della politica nella risposta all’Hiv ed è centrale il ruolo delle organizzazioni della società civile
  • sebbene esista una crisi economica le politiche dei singoli Paesi devono continuare a investire nell’assistenza sanitaria dei malati
  • è necessaria una forte leadership politica per assicurare che vengano prese decisioni atte a garantire prevenzione, trattamento, assistenza sanitaria e attenzione a gruppi di popolazione particolarmente colpiti
  • il numero di individui infetti non trattati è ancora troppo alto e inaccettabile
  • uno degli obiettivi dell’Ecdc è quello di ottenere un unico processo di raccolta dei dati per tutti i Paesi europei.

Le dimensioni del problema nella Regione europea dell’Oms

La scelta della città nella quale ambientare la conferenza non è stata casuale: Vienna rappresenta il punto geografico in cui le due metà dell’Europa si incontrano, quella dell’Ovest e quella dell’Est. Secondo le stime dell’Oms Europa (pdf 31 kb) il numero di contagi annuali è stabile nel versante occidentale del continente (circa 20 mila nuovi casi), mentre sta aumentando in modo molto rapido in quello orientale (circa 80 mila). Nel complesso l’Europa rappresenta la regione del mondo in cui l’epidemia sta crescendo più velocemente. Consulta il le fact sheet dell'Oms Europa (pdf 81 kb) contenente i dati europei aggiornati al 2008.

 

Regno Unito

L’Health protection agency (Hpa) ha presentato alla conferenza un articolo del proprio centro per le infezioni, che ha passato in rassegna tutti i rapporti relativi agli adulti con più di 15 anni a cui è stato diagnosticato il virus dell’Hiv tra il 2000 e il 2007 in Inghilterra, Scozia e Irlanda del Nord. I risultati evidenziano che gli ultracinquantenni sono la categoria in cui l’incidenza ha subito una crescita maggiore e che è importante diagnosticare la malattia il più presto possibile.

 

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