Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica
a cura del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
argomenti di salute
infezione da Hiv e Aids
Documentazione

In Italia

 

La normativa italiana in materia di Hiv, Aids e Infezioni sessualmente trasmesse (Ist) (pdf 1,6 Mb)

Rapporto Istisan, pubblicato a maggio 2012, frutto della collaborazione tra l’Unità Operativa ricerca psico-socio-comportamentale, comunicazione, formazione (UO rcf) e il Centro operativo Aids (Coa), dell’Istituto superiore di sanità. Il documento è una guida che comprende le principali disposizioni legislative, regolamentari e amministrative per coloro che sono direttamente o indirettamente coinvolti nel Hiv/Aids e nelle Ist. La prima parte del documento riguarda la legislazione in materia di infezione da Hiv e Aids, la seconda parte affronta il quadro legislativo sulle Ist. Ognuna delle due parti presenta lo scenario epidemiologico e una trattazione dettagliata degli elementi normativi, giurisprudenziali e deontologici concernenti tali infezioni. Per maggiori informazioni, visita il sito Iss e scarica il documento completo (pdf 1,6 Mb).

 

Rapporto Istisan 11/41: i risultati del “Progetto di ricerca per l’individuazione e la sperimentazione di modelli di intervento atti a migliorare l’adesione al test di screening Hiv attraverso il contributo delle Associazioni facenti parte della Consulta per la lotta contro l’Aids” (pdf 3,2 Mb)

Pubblicati i risultati del progetto promosso e finanziato dal ministero della Salute per individuare percorsi in grado di migliorare l’accesso ai servizi di screening Hiv e sperimentare modelli di intervento efficaci. Rapporto pubblicato a fine 2011.

 

La prevenzione non ha età

Al crescere dell’età non bisogna abbassare la guardia: il senso di sicurezza dato dall’esperienza e la mancanza di percezione del rischio sono tra le cause della diffusione, delle infezioni sessualmente trasmesse (Ist) tra gli adulti ultracinquantenni, registrata negli ultimi anni. Secondo quanto osservato dalla sorveglianza Iss sulle infezioni da Hiv/Aids e sulle Ist portata avanti dal Centro operativo Aids (Coa), le Ist stanno infatti aumentando proprio nella fascia di età compresa tra i 45 e i 65 anni, dove si registra un incremento dell’incidenza anche di 10 volte. Leggi la riflessione di Barbara Suligoi (Centro operativo Aids, Iss).

 

L’epidemiologia dell’Hiv/Aids in Italia: i dati del Centro operativo Aids dell’Istituto superiore di sanità, 2011 (pdf 155 kb)

Commento del Coa ai dati 2010 pubblicato in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids 2011. Scarica anche le diapositive (pdf 1,9 Mb).

 

Nuove diagnosi di infezione da Hiv e casi di Aids: i dati Coa 2011

Sono oltre 45 mila le nuove diagnosi di infezione da Hiv riportate al Centro operativo Aids (Coa) dell’Istituto superiore di sanità (Iss), tra il 1985 e il 2009, da 17 Regioni e Province italiane. Riguardo ai nuovi casi di Aids, dal 1982 (anno della prima diagnosi della malattia in Italia) al 31 dicembre 2010, sono stati notificati al Coa oltre 62 mila casi. È quanto emerge dai dati pubblicati dal Coa sul notiziario dell’Iss (volume 24, numero 5, supplemento 1 - 2011) e presentati a Roma, tra il 17 e il 20 luglio, in occasione del convegno internazionale dell’International Aids Society (Ias). Leggi anche sul sito dell’Iss, il commento di Enrico Garaci, presidente dell’Istituto superiore di sanità.

 

Tubercolosi, Hiv e migrazione: una reale emergenza? (pdf 310 kb)

Atti del convegno annuale dell’Italian National Focal Point – Infectious Diseases and Migrant, un network di esperti coordinato dall’Iss che si occupa del fenomeno migratorio e delle esigenze sanitarie a esso collegate. L’evento scientifico del 19 maggio 2011 si è articolato in tre parti: una, più generale, ha analizzato lo scenario nazionale e internazionale, fornendo una panoramica delle diverse strategie di lotta alla tubercolosi e all’Hiv, mentre le  due sessioni successive hanno focalizzato l’attenzione su “migrazione e tubercolosi” e su “Hiv e tubercolosi nella persona migrante”. Per approfondire leggi: sul sito dell’Iss, il Primo Piano dedicato all’evento e gli atti del convegno (pdf 310 kb).

 

Prevenire l’infezione da Hiv: alcune esperienze di counselling telefonico in Italia

Rapporto Istisan che analizza i principi base dell’attività di counselling telefonico, la sua applicazione nella prevenzione delle infezioni da Hiv e presenta i contributi forniti da alcuni esperti nella prevenzione del virus. Le scarse conoscenze sulle vie di trasmissione del virus Hiv, sul ruolo del test e sui comportamenti a rischio hanno reso necessario, infatti, attivare canali comunicativi in grado di fornire informazioni in modo anonimo, ma allo stesso tempo personalizzato. In questo panorama l’esperienza di counselling telefonico svolta dalla Lila (Lega italiana per la lotta contro l’Aids) rappresenta un punto di riferimento sia per le persone sieropositive, sia per la popolazione generale, contribuendo all’abbattimento delle paure e dei pregiudizi che circondano l’infezione e la malattia. Nel rapporto vengono inoltre riportati i risultati conseguiti dal Telefono verde Aids dell’Iss. Scarica il documento completo (pdf 1 Mb).

 

Alcol e Aids, una relazione pericolosa

Il 50% dei ragazzi e delle ragazze dell’ultimo triennio delle scuole superiori non pensa di poter contrarre una infezione da Hiv durante i rapporti sessuali perché ha bevuto troppo per valutare il rischio; il 10% dichiara che non è in grado di percepire il rischio di Aids potenzialmente connesso a un rapporto sessuale non protetto perché sconvolto dall'uso di sostanze. Nella Giornata mondiale contro l'Aids, l'Osservatorio nazionale alcol (Cnesps-Iss) pubblica i risultati di un’indagine svolta nell'ambito del progetto “Prevenzione Aids-Problematiche adolescenziali 2010” condotto dall'Unità Operativa Aids dell'Asl RM/C - D11 nelle scuole superiori del Municipio XI, in collaborazione con l'Osservatorio nazionale alcol Cnesps. L'analisi di questi comportamenti a rischio desta profonda preoccupazione tra i decisori politici, i ricercatori, i professionisti dedicati alla prevenzione delle fasce più vulnerabili come gli adolescenti. I dati sono stati presentati al Convegno "La conoscenza a favore della salute, dell’amore, del sesso: parliamone insieme" (Roma, 11 novembre 2010) da Emanuele Scafato, direttore dell'Osservatorio e del Centro Oms per la ricerca sull'alcol. Leggi il commento (pdf 56 kb) e scarica la presentazione di Emanuele Scafato e Silvia Ghirini (pdf 3,2 Mb) e il long abstract (pdf 42 kb) con i dati sul binge-drinking in adolescenza.

 

Linee guida italiane sull'utilizzo degli antiretrovirali nelle persone con Hiv (2010)

Pubblicate a cura del Centro nazionale Aids dell’Istituto superiore di sanità, le linee guida italiane sull’utilizzo dei farmaci antiretrovirali e sulla gestione diagnostico-clinica delle persone con infezione da Hiv-1, hanno l’obiettivo di fornire a medici, associazioni di pazienti, amministratori locali e decisori politici, indicazioni per la prescrizione della terapia sulla base di argomenti ricavati dalla letteratura scientifica e dall’analisi comparativa di altre linee guida. Consulta il documento originale (pdf 7,4 Mb).

 

L’accesso ai test dell’Hiv in Italia (2010)

In occasione del convegno "Accesso al test Hiv e modelli di intervento", tenutosi presso l'Iss il 17 febbraio 2010, sono stati pubblicati i risultati di uno studio biennale sull'accesso al test Hiv in Italia finanziato dal ministero della Salute. I dati raccolti hanno evidenziato una spiccata disomogeneità nell'esecuzione del test Hiv e l'assenza di modalità di accesso e fruibilità condivise, soprattutto per gratuità, anonimato e colloquio di counselling pre e post test. Nel corso dell'indagine "Progetto di ricerca per l’individuazione e la sperimentazione di modelli di intervento atti a migliorare l’adesione al test di screening Hiv attraverso il contributo delle associazioni facenti parte della Consulta di lotta all’Aids”, sono stati messi a punto strumenti di raccolta dati e sono stati intervistati 449 responsabili di Centri diagnostico-clinici e 216 di Centri trasfusionali presenti sul territorio nazionale. Nei Centri diagnostico-clinici il 76,2% dei test è stato eseguito gratuitamente, il 37% in modo anonimo, mentre il 44,5% e il 41% degli screening sono stati accompagnati da un colloquio di counselling pre e post test. In 168 Centri diagnostico-clinici su 449, il risultato del test è consegnato in busta chiusa. Nei Centri trasfusionali l’indagine ha rilevato che nel 26,7% dei casi accedono al test anche i cittadini non donatori.

 

La sorveglianza dell’Aids e delle nuove diagnosi di infezione da Hiv 2009 (pdf 470 kb)

Le diapositive realizzate dal Centro operativo Aids dell’Istituto superiore di sanità, presentate in occasione della Giornata mondiale del 1 dicembre, aggiornano la situazione epidemiologica dell’Italia.

 

I dati del Coa 

Grafici con i dati epidemiologici (aggiornati a novembre 2007) forniti dal Centro operativo Aids, con informazioni su incidenza, mortalità, principali vie di trasmissione, categorie di popolazione colpite.

 

Il Telefono Verde Aids dell’Istituto superiore di sanità: un’Unità operativa impegnata in differenti aree (pdf 202 kb)

Rapporto sull’attività del Telefono Verde Aids e con una sintesi dei dati relativi all’attività di counselling telefonico rivolta alla popolazione generale (1 gennaio - 16 novembre 2007).

 

“Aggiornamento sulle conoscenze in tema di terapia antiretrovirale” (dicembre 2005)

Il documento, elaborato dalla Commissione nazionale per la lotta contro l’Aids, Comitato scientifico di progetto del Ccm, definisce le nuove linee guida per il monitoraggio dell’infezione da Hiv e della terapia antiretrovirale. Inoltre, affronta problematiche sui tempi della terapia, quando e come iniziare, quando cambiare, strategie alternative, questioni cliniche specifiche e popolazioni particolari affette.

 

Italia (pdf 83 kb)

Dall'Oms la situazione epidemiologica in Italia, aggiornata al 2005.

 

I casi di Aids notificati in Italia fino al 2005 (Notiziario Iss) (pdf 2,36 Mb)

Dal 1982 a dicembre 2005 sono stati notificati nel nostro Paese circa 56 mila casi di Aids. L’andamento dell’incidenza mostra un incremento fino al 1995, poi una diminuzione dal 1996 al 2001. Dal 2002 il numero dei casi sembra stabilizzarsi. Crescono i casi attribuibili alla trasmissione sessuale, mentre solo il 35% dei malati fa uso di terapie antiretrovirali.

 

Rapporto Istisan 5/39

Analisi delle caratteristiche degli immigrati con diagnosi di Aids effettuata in Italia tra il 1982 e il 2000, stima dell’incidenza della malattia negli stranieri tra il 1992 e il 2000. La diagnosi è aumentata, mentre il tasso d’incidenza è diminuito: un trend in linea con quello osservato tra gli italiani. L’analisi dei risultati suggerisce inoltre per gli stranieri una maggiore opportunità di accesso alle cure in Italia rispetto ai Paesi di origine.

 

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Ultimo aggiornamento giovedi 17 maggio 2012
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