Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

infezione da Hiv e Aids

Archivio 2014

(18 dicembre 2014) On line i nuovi dati italiani ed europei

In occasione del World Aids Day 2014 (1 dicembre) sono stati presentati i dati epidemiologici del 2013 sull’infezione da Hiv e sui casi di Aids nella Regione europea dell’Oms, nei Paesi dell’Unione europea, dello Spazio economico europeo e i dati sull’Italia. La redazione di EpiCentro, con la revisione del Centro operativo Aids dell’Iss (Coa), ha aggiornato le pagine dedicate agli aspetti epidemiologici in Italia ed Europa.

 

(4 dicembre 2014) World Aids Day 2014

Come sottolinea l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), sono 35 milioni le persone che all’inizio del 2013 vivevano con il virus dell’Hiv e 12,9 milioni quelle che alla fine dell’anno stavano ricevendo terapia antiretrovirale. L’Hiv continua a essere uno dei più importanti temi di sanità pubblica, avendo ad oggi mietuto oltre 39 milioni di vite. Il World Aids Day 2014, celebrato in tutto il mondo il 1 dicembre, è stata un’occasione per focalizzare l’attenzione sulla reale possibilità di debellare l’epidemia globale di Aids entro il 2030 a condizione però di eliminare le disparità nell’accesso alla prevenzione, trattamento e cura dell’Hiv. Leggi l’approfondimento con tutti i materiali pubblicati in questi giorni.

 

(28 novembre 2014) Giornata mondiale di lotta contro l’Aids

Il 1 dicembre, in occasione Giornata mondiale di lotta contro l’Aids, il servizio “Telefono verde Aids e Infezioni sessualmente trasmesse - 800.861061” dell’Istituto superiore di sanità sarà attivo dalle ore 10 alle ore 18. Gli esperti risponderanno in italiano, inglese, francese e portoghese e potranno essere raggiunti attraverso il contatto Skype uniticontrolaids anche via web.

 

(31 luglio 2014) Lo speciale di The Lancet su Hiv e persone che si prostituiscono (sex workers)

I rischi di contrarre il virus dell’Hiv o un’infezione sessualmente trasmessa sono molto elevati tra le persone che si prostituiscono (sex workers), tuttavia questo gruppo di popolazione affronta notevoli ostacoli nell’accesso ai servizi di prevenzione, trattamento o assistenza. Si tratta di problemi di varia natura che spaziano dalle discriminazioni sociali, ad aspetti giuridici ed economici. Per questo motivo, The Lancet ha dedicato uno speciale di sette articoli che indaga le problematiche affrontate dai sex workers in tutto il mondo, fornendo una panoramica sui dati di diffusione del virus tra le donne, tra gli uomini e i transgender che si prostituiscono, sull’impatto delle violazioni dei diritti umani su questo target e sulla diffusione del virus Hiv e sugli interventi necessari per migliorare l’accesso ai servizi. Per maggiori informazioni visita le pagine del sito di The Lancet dedicate allo speciale “Hiv and sex workers”.

 

(31 luglio 2014) Global Burden of Disease Study 2013: i progressi contro Hiv, malaria e Tbc

Una sottoanalisi del Global Burden of Disease Study 2013 (Gbd 2013), pubblicata su The Lancet il 22 luglio scorso e incentrata sulle malattie infettive, mostra incoraggianti progressi nel contrasto all’infezione da Hiv, alla malaria e alla tubercolosi. A partire dal 2000, anno in cui è stato definito il Millennium Development Goal 6 (Mdg) che le riguarda da vicino, si è infatti ridotto il loro impatto in termini di mortalità e morbidità sulla popolazione mondiale. Leggi l’approfondimento.

 

(17 luglio 2014) Hiv e popolazioni vulnerabili: le linee guida Oms

Maschi che fanno sesso con maschi (Msm), persone detenute, persone che fanno uso di droghe per via iniettiva, persone che si prostituiscono e persone transgender: sono i cinque gruppi di popolazione maggiormente esposti al rischio di contrarre l’Hiv secondo l’Oms. Tuttavia, in molti Paesi del mondo leggi e politiche discriminatorie rappresentano barriere insormontabili per poter garantire loro l’accesso a test diagnostici e trattamenti medici. Per questo motivo l’Oms ha redatto il documento “Consolidated guidelines on Hiv prevention, diagnosis, treatment and care for key populations” che raccoglie gli step necessari per ridurre l’incidenza dell’infezione e migliorare l’accesso ai servizi sanitari per queste cinque popolazioni chiave. Per maggiori informazioni visita il sito Oms e scarica il documento completo.

 

(29 maggio 2014) IV Conferenza su Hiv e Aids nell’Est Europa e in Asia centrale

Durante la Fourth Conference on Hiv/Aids in Eastern Europe and Central Asia (Mosca, 12-13 maggio 2014), il direttore dell’Ufficio europeo dell’Oms ha elencato alcuni dei successi ottenuti nella Regione. Tra questi: i grandi progressi fatti verso l'eliminazione della trasmissione madre-figlio del virus e il miglioramento dell’accesso alle cure (passato dal 23% del 2010 al 35% del 2012). Per maggiori informazioni leggi il discorso completo del Direttore Zsuzsanna Jakab.

 

(29 maggio 2014) Infezioni da Hiv in Provincia di Chieti negli anni 2006-2012

Nel periodo 2006-2012, i Centri clinici regionali ed extraregionali relativi ai residenti nella Provincia di Chieti hanno segnalato 93 casi di infezione da virus Hiv. Di questi, il 15% sono cittadini stranieri e il 22% sono donne. L’età mediana dei casi alla prima positività è di 38 anni, più bassa nelle donne (34 anni) rispetto agli uomini (39 anni), e nei cittadini stranieri (36 anni) rispetto agli italiani (39 anni). Per quanto riguarda i fattori di rischio, in oltre 8 casi su 10 si riscontrano comportamenti sessuali a rischio e in circa 1 paziente su 5 sono presenti anche altre infezioni (Hbv, Hcv, Hpv e sifilide). Notevole, per tutte le sue conseguenze clinico-assistenziali, è il problema del ritardo diagnostico dato che 4 casi su 10 al momento della diagnosi hanno livelli di linfociti cd4 inferiori a 350 per μl. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 214 kb).

 

(3 aprile 2014) Hiv/Aids: dall’Europa l’action plan 2014-2016

Tenere alta l’attenzione politica su Hiv/Aids, aumentare il numero di test diagnostici effettuati in modo spontaneo e impegnarsi contro le discriminazioni sociali: sono questi i tre grandi filoni presenti nel documento programmatico ˝Action Plan on Hiv/Aids in the Eu and neighbouring countries: 2014-2016˝ (pdf 128 kb), pubblicato dalla Commissione europea a marzo 2014. Il piano si focalizza sulle azioni necessarie per prevenire comportamenti a rischio e favorire una diagnosi precoce, soprattutto tra ai gruppi di popolazione a rischio (uomini che fanno sesso con altri uomini, migranti e persone che utilizzano droghe iniettabili). Infatti, contrariamente a quanto osservato globalmente, in Europa il numero di nuove diagnosi di Hiv è in continuo aumento e, nel solo 2012, sono stati diagnosticati 131 mila nuovi casi di infezione tra Europa e Asia Centrale, con un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente. Per maggiori informazioni consulta il sito della Commissione europea e scarica il documento completo (pdf 128 kb).

 

(6 marzo 2014) Linee guida Oms per il trattamento e la prevenzione dell’Hiv: il supplemento

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) pubblica un supplemento alle linee guida sull’uso precoce della terapia antiretrovirale per la prevenzione e il trattamento dell’Hiv rilasciate a giugno 2013, fornendo materiali complementari relativi ai capitoli 5 (diagnosi e trattamento), 7 (terapia antiretrovirale), 9 (servizi di consegna) e 11 (monitoraggio, valutazione e sorveglianza). Il prossimo aggiornamento è previsto per la seconda metà del 2014. Per maggiori informazioni scarica il supplemento “March 2014 supplement to the 2013 consolidated ARV guidelines” (pdf 4,7 Mb), le linee guida Oms di giugno 2013 “Consolidated guidelines on the use of antiretroviral drugs for treating and preventing Hiv infection” e le “Linee Guida Italiane sull’utilizzo dei farmaci antiretrovirali e sulla gestione diagnostico-clinica delle persone con infezione da Hiv-1” (pdf 2,2 Mb), pubblicate dal ministero della Salute con l’obiettivo di fornire elementi di guida sia per la prescrizione della terapia antiretrovirale di combinazione (cART) sia per la gestione complessiva dei pazienti Hiv-positivi.

 

(9 gennaio 2014) Hiv/Aids in Piemonte: aggiornamento 2013

Con 261 nuove diagnosi di Hiv registrate nel 2012, prosegue il trend in diminuzione osservato in Regione negli ultimi quattro anni. Rimane invece in crescita il numero di persone che vivono con l’infezione da Hiv (circa 2 ogni 1.000 abitanti all’inizio del 2013). Nel 2012 in 8 casi su 10 le nuove diagnosi di infezione da Hiv sono state effettuate nella popolazione maschile (valore in crescita rispetto al 2011). Nell’ultimo anno la fascia di età più rappresentata è quella 35-44 anni, ma il tasso di incidenza più elevato si registra nella popolazione piemontese tra i 25 e i 34 anni di età (17 casi per 100.000). Inoltre, gli stranieri che provengono da Paesi ad alta endemia di infezione da Hiv rappresentano un gruppo a più alto rischio con un tasso di incidenza 4 volte superiore a quello registrato tra gli italiani. Nel 2012 quasi la totalità (9 casi su 10) delle nuove diagnosi di Hiv sono attribuibili a rapporti sessuali non protetti. In particolare, negli ultimi anni le modalità di trasmissione dell’infezione si sono modificate e, nel 2012, i rapporti omo/bisessuali non protetti risultano la prima modalità di trasmissione (49%) con una frequenza di nuove diagnosi più che raddoppiata dal 1999 al 2012. Per maggiori informazioni scarica il documento “Hiv/Aids in Piemonte: aggiornamento 2013” (pdf 589 kb) e il rapporto con i dati 2011 “Bollettino Hiv – Aids Piemonte” (pdf 2,1 Mb) realizzati dal Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza la prevenzione e il controllo delle malattie infettive della Asl di Alessandria.

 


 

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