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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

infezione da Hiv e Aids

Accesso universale alle cure per Hiv e Aids: progressi e sfide future

29 ottobre 2009 - Con 33 milioni di persone sieropositive e 2,7 milioni di nuove infezioni nel 2007, l’epidemia del virus Hiv continua a rappresentare una delle maggiori sfide per la salute globale. Malgrado gli importanti progressi degli ultimi anni, sono ancora molti gli sforzi che la comunità internazionale e i governi nazionali devono compiere contro questa malattia. “Le persone con il virus dell’Hiv che tuttora non hanno accesso alle cure e ai trattamenti in grado di prolungare la vita”, dichiara Margaret Chan, direttore generale dell’Oms, “sono almeno 5 milioni, e anche la prevenzione non raggiunge tutti coloro che ne potrebbero beneficiare. I governi e i partner internazionali devono accelerare i loro sforzi per raggiungere l’accesso universale ai trattamenti”.

 

I risultati ottenuti

Secondo il rapporto “Towards universal access: scaling up priority Hiv/Aids interventions in the health sector” (pdf 3,1 Mb), pubblicato da Oms, Unicef e Unaids (Joint United Nations Programme on Hiv/Aids) nel settembre 2009, nei Paesi a basso e medio reddito il numero di persone trattate con farmaci antiretrovirali è passato dai circa 3 milioni del 2007 ai quasi 4 milioni del 2008. La copertura delle terapie antiretrovirali (Art) ha raggiunto il 42% (era il 33% nel 2007) e la percentuale di donne incinte sieropositive che hanno ricevuto gli opportuni trattamenti per evitare di trasmettere l’infezione ai figli è aumentata dal 35% del 2007 al 45% del 2008. Complessivamente, l’accesso al trattamento con Art nelle aree economicamente più svantaggiate è aumentato del 36% in un anno e di 10 volte negli ultimi 5 anni.

 

Il rapporto di Oms, Unicef e Unaids

“Towards universal access: scaling up priority Hiv/Aids interventions in the health sector” è il terzo di una serie di rapporti pubblicati da Oms, Unicef e Unaids in collaborazione con partner nazionali e internazionali. Il documento intende mettere in luce le priorità sanitarie legate all’Hiv/Aids e descrive i risultati ottenuti e le sfide ancora aperte per il raggiungimento di una sempre maggiore accessibilità alla prevenzione, ai trattamenti e alle cure contro l’Hiv/Aids. Il rapporto si concentra, in particolare, sulle priorità d’intervento nei Paesi economicamente più svantaggiati: i dati esaminati sono stati raccolti in 158 Paesi, di cui 139 a basso e medio reddito e 19 ad alto reddito.

 

Test diagnostici e consultazione medica

Per quanto riguarda i dati relativi all’aumento della diffusione dei test diagnostici e della consultazione medica, dal rapporto emerge che la percentuale di Paesi che hanno adottato politiche di incoraggiamento in questo senso è passata dal 70% del 2007 al 90% del 2008 e gli Stati, tra quelli studiati, che offrono test diagnostici gratuiti sono 94 su 101. In 39 Paesi a basso e medio reddito, di cui 19 nell’Africa Subsahariana, il numero di test effettuati è più che raddoppiato e le donne sembrano avere un accesso maggiore rispetto agli uomini. Malgrado i progressi, le sfide sono ancora aperte: basti pensare che solo il 40% dei soggetti affetti dal virus dell’Hiv sa di essere sieropositivo.

 

Prevenzione

Il terzo capitolo del rapporto sottolinea come, per vincere la lotta contro le infezioni da Hiv, la prevenzione e il trattamento debbano agire in stretta sintonia. I gruppi più a rischio rimangono i consumatori di droghe da iniettare, gli omosessuali e i cosiddetti sex workers. Anche le donazioni di sangue possono essere pericolose dal punto di vista della la trasmissione: in 41 dei 162 Paesi coinvolti nell’indagine, il sistema sanitario non è risultato in grado di effettuare controlli sul sangue donato relativamente a diverse infezioni, tra cui Hiv, epatite B e C e sifilide.

 

Trattamento e cura

La percentuale di persone che, nei Paesi a basso e medio reddito, ha accesso ai trattamenti con antiretrovirali è aumentata del 36% nell’ultimo anno ed è decuplicata negli ultimi 5 anni. Nell’Africa subasahariana, nel 2008, le persone che hanno ricevuto i trattamenti con antiretrovirali sono state 2,9 milioni, contro i 2,1 milioni del 2007 (crescita del 39%). Tuttavia, malgrado questo notevole progresso, sono meno della metà (42%) le persone bisognose di trattamento che hanno avuto accesso ai farmaci necessari.

 

Donne e bambini

La percentuale di donne che ha avuto accesso ai servizi per prevenire la trasmissione del virus dell’Hiv ai loro figli è aumentata, raggiungendo nel 2008 il 45% (nel 2007 era il 35%). Anche il numero di bambini trattati con antiretrovirali è cresciuto, passando dai 198 mila del 2007 ai 275 mila del 2008. Tuttavia, malgrado i successi ottenuti, l’impatto di Hiv e Aids su donne e bambini continua a essere devastante.

 

Le priorità per il futuro

L’ultimo capitolo del rapporto è dedicato alle azioni da intraprendere nella lotta all’Hiv/Aids. Il documento evidenzia 9 azioni urgenti:

  • l’espansione della disponibilità e dell’uso dei test diagnostici e della consulenza medica
  • l’aumento dell’accesso agli interventi di prevenzione attraverso il settore sanitario
  • l’aumento dell’attenzione destinata ai gruppi maggiormente a rischio
  • l’accelerazione dei tempi di accesso alle terapie
  • il miglioramento della qualità dei trattamenti
  • il rafforzamento degli sforzi per combattere le coinfezioni da Hiv e da Tb
  • il miglioramento dell’accesso ai servizi per donne e bambini
  • il rafforzamento, il decentramento e l’integrazione dei programmi per l’Hiv con i sistemi sanitari in generale
  • il rafforzamento dell’informazione e degli investimenti nella ricerca.

Risorse utili