Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

infezione da Hiv e Aids

Aspetti epidemiologici

Nel mondo

 

Revisione a cura del Centro operativo Aids (Coa) – Iss

 

5 dicembre 2013 - I dati dell’Unaids sull’epidemia di Hiv e Aids nel 2012, riportati nel documento “Aids by the numbers” (pdf 247 kb), stimano che a fronte di 35,3 milioni di persone che vivono con il virus, nel 2012 ci sono state 2,3 milioni di nuove diagnosi. Si tratta di un valore in progressivo calo: tra il 2001 e il 2012 si è assistito a una diminuzione del 50% in 26 Paesi e di un calo tra il 25% e il 49% in altri 17 Paesi. Il valore più importante riguarda i bambini: tra il 2001 e il 2012 le nuove diagnosi tra i più piccoli sono passate da 550 mila a 260 mila (-52%).

 

Accesso alle cure

Alla fine del 2012, 9,7 milioni di persone residenti in Paesi a basso e medio reddito hanno avuto accesso alle terapie antiretrovirali grazie a una combinazione di fattori politici, economici, alla programmazione degli interventi e alla riduzione del costo dei trattamenti (passati dai circa 10 mila dollari annui, per persona, degli anni 90 ai circa 140 dollari attuali). Inoltre, in accordo con le nuove prove scientifiche, che correlano l’inizio delle terapie con l’aumento della durata della vita di chi vive con l’Hiv, nel 2013 l’Oms ha aggiornato le sue raccomandazioni e 28,6 milioni di persone (34%) hanno avuto accesso alle terapie.

 

Dal 2012 circa il 62% delle donne in gravidanza, ha avuto accesso alle terapie antiretrovirali, con livelli di copertura che hanno superato l’80% in alcuni Paesi.

 

Un altro punto importante per la lotta alla diffusione del virus è rappresentato dalla scarsa conoscenza sulla propria sieropositività. Si stima che nel mondo solo la metà delle persone con l’Hiv sia a conoscenza del proprio sierostasto

 

Decessi correlati all’Aids

Il numero di decessi per anno continua a diminuire, principalmente per effetto delle terapie antiretrovirali combinate, passando da 2,3 milioni nel 2005 a 1,6 milioni nel 2012. Inoltre, dal 2004 i decessi tubercolosi-correlati sono diminuiti del 36%.

 

Dati demografici

I dati riportati dall’Unaids riferiscono che sono circa 3,6 milioni le persone di età superiore a 50 anni che vivono con l’infezione da Hiv. La maggior parte (2,9 milioni) risiede in Paesi a basso e medio reddito. tra i Paesi in via di sviluppo classificabili come ad alto reddito, si stima che 1 adulto su 3 con il virus abbia oltre 50 anni.

 

Nonostante l’incidenza globale dell’Hiv sia in declino nella maggior parte dei Paesi, l’incidenza tra gli uomini che fanno sesso con gli uomini (men who have sex with men, Msn) è in aumento in numerosi Stati, soprattutto asiatici.

 

Infine, le persone che fanno uso di sostanze per via iniettiva rappresentano una percentuale tra il 5 e il 10% di tutte le persone che hanno contratto il virus, con variabilità locali che passano dal 5% nei Paesi dell’Est Europa al 28% in Asia.

 

Una fotografia geografica

I dati sulla diffusione delle nuove diagnosi nel 2012:

  • Africa Sub-Sahariana: 1 milione (-40% dal 2001 al 2012)
  • Medio oriente e Nord Africa: 32 mila (50% dal 2001 al 2012)
  • Caraibi: 12 mila (diminuzione di oltre la metà tra il 2001 e il 2012)
  • America Latina: 86 mila (-11% dal 2001 al 2012)
  • Est asiatico: 81 mila (in aumento)
  • Sud e Sud-Est asiatico: 270 mila (diminuzione di un terzo rispetto al 2012)
  • Europa orientale e Asia centrale: 130 mila (aumento del 13% rispetto al 2006).

I dati sulla diffusione dei decessi correlati all’Aids nel 2012:

  • Africa Sub-Sahariana: 1,2 milioni (-220% dal 2001)
  • Medio oriente e Nord Africa: 17 mila (oltre il doppio rispetto al 2001)
  • Caraibi: 11 mila (-52% dal 2001)
  • America Latina: 52 mila (-37% dal 2001)
  • Est asiatico: 41 mila (in aumento)
  • Sud e Sud-Est asiatico: 220 mila (stabile)
  • Europa orientale e Asia centrale: 91 mila (in aumento dal 2001).

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