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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

attività fisica

I cittadini americani e l’attività fisica: il rapporto 2010 dei Cdc

17 giugno 2010 - Molti Stati americani non possiedono le misure politiche o ambientali per fare in modo che i cittadini incontrino i livelli raccomandati di attività fisica per la promozione della salute. È quanto emerge dal rapporto “State Indicator Report on Physical Activity 2010” (pdf 1,5 Mb) pubblicato dai Cdc.

 

Il documento mette in evidenza quanto sia difficile per i cittadini statunitensi svolgere abitualmente attività fisica, nonostante ciò sia necessario per mantenersi in salute e per ridurre il rischio di sviluppare malattie croniche legate all’obesità. I dati prendono in considerazione sia i comportamenti personali dei singoli individui, che la presenza o meno di parchi, centri ricreativi, palestre e percorsi all’aperto nelle aree di residenza.

 

Risulta, infatti, che solo nel 20% dei quartieri si trova un parco nel raggio di mezzo miglio, mentre solo il 17% è dotato di un centro ricreativo. L’assenza di strutture è, secondo i Cdc, il vero problema da risolvere.

 

Gli adolescenti e l’attività fisica

Dal rapporto emerge che tra gli adolescenti solo il 17% si dedica a un’attività fisica almeno un’ora al giorno, il minimo raccomandato per questa fascia d’età. La ragione di ciò è da ricercarsi nella carenza di strutture adeguate sia nelle scuole sia nei quartieri di residenza. Sembra infatti che solo il 50% dei ragazzi abbia accesso a parchi, percorsi per la corsa, centri ricreativi.

 

La stessa first lady Michelle Obama si è mobilitata, facendo notare quanto tempo i ragazzini americani passino oggi davanti a un computer a causa dell’assenza di strutture adatte a compiere attività fisica, della scarsa sicurezza delle aree in cui vivono e della mancanza di programmi di educazione fisica nelle scuole. La signora Obama ha quindi chiesto a tutta la comunità, a partire dai genitori per arrivare agli amministratori locali, di fare qualcosa per permettere ai giovani di condurre vite più felici all’insegna del movimento.

 

Malattie croniche e sistema sanitario

La ragione di base che spinge gli Stati Uniti a prendere in così grande considerazione il rapporto è la consapevolezza che molte delle malattie croniche che appesantiscono il sistema sanitario nazionale si potrebbero prevenire educando la popolazione ad assumere un corretto stile di vita, e quindi, tra le altre cose, a compiere quotidianamente un’attività fisica. Il rapporto permetterà di capire quali sono i limiti dei singoli Stati e come superarli.

 

Kathleen Sebelius, presidente del dipartimento di Salute e Servizi umani (Hhs), fa notare come movimento e corretta alimentazione siano alla base della prevenzione di varie malattie legate all’obesità, ricordando che lo stesso presidente Obama ha chiesto agli americani di fare dell’attività fisica un’abitudine giornaliera. Secondo la Sebelius il rapporto della Cdc sarà utile per capire come e su cosa intervenire per agevolare i cittadini. “Il posto in cui viviamo, lavoriamo, impariamo e giochiamo influisce sulle scelte che facciamo e quindi anche sulla nostra salute” dice il direttore del reparto Nutrizione, attività fisica e obesità dei Cdc.

 

Leggi il comunicato stampa e scarica il documento originale “State Indicator Report on Physical Activity 2010”.