Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

influenza aviaria

Archivio 2014

(18 dicembre 2014) Influenza aviaria A(H5N8) negli gli allevamenti avicoli europei

Lo scorso 15 dicembre, il Centro di referenza nazionale per l’influenza aviaria e la malattia di Newcastle dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (IzsVe) ha confermato la presenza del virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità tipo A – sottotipo H5N8, in un allevamento di tacchini da carne nel Comune di Porto Viro, Provincia di Rovigo. Questo sottotipo è stato isolato per la prima volta in Cina nel dicembre 2014 e ha causato, nel corso del 2014, diverse epidemie in uccelli domestici e selvatici in vari paesi asiatici (Oie). Dall’inizio di novembre il virus è stato segnalato in Europa, dove ha causato focolai di A(H5N8) in allevamenti avicoli di Germania, Regno Unito, Olanda e, dal 15 dicembre, in Italia. Le autorità sanitarie regionali venete hanno provveduto ad adottare tutte le misure di contenimento previste dalla normativa, e stanno monitorando la situazione degli allevamenti circostanti per identificare eventuali diffusioni dell’infezione. Leggi l’approfondimento.

 

(27 novembre 2014) Influenza aviaria A(H5N8) in Europa

Il 20 novembre l’Ecdc ha pubblicato un aggiornamento sulla diffusione dell’influenza aviaria A(H5N8) in Europa. Al primo focolaio, identificato in un allevamento di tacchini in Germania, ne ha fatto seguito uno in Olanda, in un allevamento di galline ovaiole, e uno in Inghilterra, in un allevamento di anatre (entrambe le segnalazioni sono del 16 novembre). Sono attualmente in corso le indagini volte a identificare le modalità di infezione degli animali e non è ancora chiaro in che modo il virus sia potuto comparire contemporaneamente in località distanti tra loro e tra specie diverse di animali. Al momento le autorità sanitarie considerano la potenziale trasmissione umana del virus nei Paesi Ue/Eea estremamente bassa, tuttavia raccomandano particolare attenzione da parte dei lavoratori impiegati negli allevamenti e nei macelli. Per maggiori informazioni scarica il documento “Outbreaks of highly pathogenic avian influenza A(H5N8) in Europe. Updated 20 November 2014” (pdf 462 kb).

 

(20 novembre 2014) Influenza aviaria A(H5N8): un focolaio in Germania

Il 6 novembre, le autorità sanitarie tedesche hanno segnalato un focolaio di influenza aviaria A(H5N8) altamente patogeno in un allevamento di tacchini. È quanto riportato dal Rapid Risk Assessment Ecdc “Outbreak of highly pathogenic avian influenza A(H5N8) in Germany”, pubblicato il 13 novembre. Il documento riferisce le misure sanitarie intraprese: l’eliminazione degli animali malati, la messa in sicurezza di quelli sani, l’avvio della sorveglianza epidemiologica nei lavoratori esposti e delle indagini volte a identificare le modalità di infezione degli animali. Si tratta dello stesso ceppo virale identificato in alcuni uccelli selvatici nel sud-est asiatico, tuttavia è la prima volta che viene identificato in Europa. Al momento le autorità sanitarie considerano la potenziale trasmissione umana del virus nei Paesi Ue/See estremamente bassa.

 

(16 gennaio 2014) Canada: A(H5N1) nell’uomo. Un caso di importazione dalla Cina

Lo scorso 8 gennaio, le autorità sanitarie canadesi hanno riportato un caso di influenza aviaria da virus A(H5N1) in una donna con storia di viaggio in Cina che ha manifestato i primi sintomi (febbre, malessere, mal di testa) il 27 dicembre 2013 durante il viaggio aereo di ritorno da Pechino. È questo il primo caso confermato di malattia nell’uomo registrato nel Nord America. La donna è deceduta il 3 gennaio nell’ospedale di Edmonton (Canada) e i test effettuati nel laboratorio di riferimento nazionale hanno confermato l'infezione da A(H5N1). Le informazioni preliminari disponibili sul caso hanno evidenziato che la donna, durante il viaggio in Cina, non ha lasciato Pechino e non ha visitato mercati o fattorie. L’agenzia di sanità pubblica canadese sta monitorando i due contatti familiari che hanno viaggiato insieme alla donna dalla Cina. Attualmente il rischio di casi secondari è considerato molto basso. Per maggiori informazioni leggi l’epidemiological update dell’Ecdc (aggiornato al 13 gennaio).

 


 

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