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salute del cavo orale

Cure odontoiatriche e salute dei denti in Italia: il rapporto Istat 2005

Il 14,9% della popolazione italiana sopra i 14 anni dichiara di non avere più denti naturali, ma di questi, solo l’1% non ha fatto ricorso ad alcun tipo di protesi mobile o impianto. L’edentulismo totale raggiunge il 60% tra gli anziani ultraottantenni ed è più diffuso tra i soggetti di bassa estrazione sociale (29,4%). È quanto emerge dal rapporto (pdf 298 kb), elaborato dall’Istat e relativo al 2005, sul ricorso alle cure odontoiatriche e sulla salute dei denti in Italia. A seguito di una convenzione alla quale partecipano ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Istat e Regioni e grazie al contributo del Fondo sanitario nazionale, il campione d’indagine della ricerca è stato ampliato da 24 a 60 mila famiglie.

 

Edentulismo e sostituzioni con protesi mobili o impianti fissi

La totale assenza di denti è pressoché nulla fino ai 44 anni, è del 3% tra i 45 e i 54 anni, del 10,5% tra i 55 e 64, e del 22,6% nella prima fascia anziana (65-69 anni). Si osserva una chiara differenza di genere, in particolare tra gli ultraottantenni: le donne che non hanno più denti naturali raggiungono il 62,5%, contro il 55,1% degli uomini. Per quanto riguarda la situazione della sostituzione dei denti mancanti, i dati sono più incoraggianti: del 14, 9% di italiani che non ha più nessun dente, il 9,5 ha una dentiera mobile completa e lo 0,7 ha impianti fissi. Tra gli anziani ultraottantenni la quota di quanti hanno una dentiera mobile completa arriva al 52,2%, ma il 5,9% è in una condizione di totale mancanza di dentizione.

 

Fino ai 74 anni lo status sociale influisce molto sulle condizioni di edentulismo della popolazione. In particolare tra i 45 e i 64 anni, la percentuale di chi non ha nessun dente naturale è massima tra chi ha conseguito la licenza elementare (11,8%), contro il 6% di chi ha il titolo di media inferiore e il 2,6% di possiede un titolo di studio superiore. Anche per le sostituzioni dei denti con impianti o protesi mobili si registra una forte influenza delle condizioni sociali.

 

Differenze sulla salute dei denti e sul ricorso alle cure odontoiatriche si registrano anche a livello territoriale. Tra gli anziani il maggiore tasso di edentulismo si osserva al Nord, probabilmente per un maggiore ricorso alle estrazioni dentarie. Sopra i 75 anni il 59% della popolazione residente al Nord non ha nessun dente, contro il 59,9% del Centro e il 47,3% del Meridione. Il maggiore ricorso dell’Italia settentrionale alle cure odontoiatriche emerge anche dalla quota di anziani che hanno sostituito i denti mancanti con dentiere complete o con impianti fissi: tra gli ultraottantenni, il 55,9% del Nord contro il 39% del Mezzogiorno.

 

Forte è il disagio tra i molto anziani del Sud, con il 7,7% della popolazione totalmente priva di dentizione. I tassi più elevati di edentulismo totale si registrano nelle Province di Trento (15,1%) e Bolzano (14,7%) e in Valle d’Aosta (13,8%), mentre le più basse si osservano nel Lazio (8,3%) e in Sicilia (8,7%). Friuli Venezia Giulia (75%), Provincia di Bolzano (75,1%) e Lombardia (34,8%) hanno le più elevate percentuali di dentizione completa.

 

Accesso alle cure odontoiatriche

Il 39,7% degli italiani si è recato dal dentista o da un ortodontista nel corso dell’ultimo anno, con un picco del 53,1% tra gli 11 e i 13 anni. Quasi il 76% dei bambini fino ai 5 anni di età non è mai stato sottoposto a una visita odontoiatrica. La frequenza delle visite cala progressivamente a partire dai 55 anni e tra gli ultraottantenni la percentuale di chi ha effettuato un controllo nell’ultimo anno si abbassa sotto la soglia del 17%. Maggiore sensibilità alla cura dei denti è dimostrata dalle donne, in particolare tra le ragazze di età compresa tra i 18 e i 24 anni: il 49,1% delle giovani si è recata dal dentista nell’ultimo anno, contro il 39,6% dei ragazzi.

 

In Italia le cure per la salute dei denti sono a carico delle famiglie, salvo una marginale assistenza prevista a carico del Ssn per i bambini fino ai 14 anni e per alcune categorie di soggetti particolarmente svantaggiati. Per questo motivo, è importante valutare le disuguaglianze nell’accesso alle cure odontoiatriche. I dati riferiscono, infatti, una forte discrepanza nel ricorso al dentista nell’anno precedente all’indagine tra chi ha conseguito il diploma elementare (26,4%) e chi è in possesso di un titolo di studio superiore (49,4%).

 

La popolazione del Sud e delle Isole è molto svantaggiata rispetto a quella del Nord. Le persone che dichiarano di essersi sottoposte a cure dentistiche nell’ultimo anno sono il 47% nell’Italia settentrionale, il 40, 4% nell’Italia centrale e solo il 29,9% nell’Italia meridionale. La percentuale di persone che non si è mai recata dal dentista nel corso della sua vita è quasi tripla al Sud (19%) rispetto al Nord (6,7%) e le differenze più forti si registrano nella fascia di età compresa tra i 45 e i 64 anni (2,6% del Nord contro il 10,1% del Sud).

 

Le maggiori differenze, in termini di fruizione delle cure odontoiatriche nel corso dell’ultimo anno, si registrano sotto i dieci anni di età: il 45% dei bambini del Nord è andato dal dentista contro il 23,3% di quelli del Sud. A livello regionale la situazione peggiore si osserva in Campania, dove solo il 26% della popolazione si è sottoposta a cure o controlli negli ultimi dodici mesi. Poco soddisfacente anche la situazione di Sicilia (28,8%) e Puglia (29,9%), mentre decisamente al di sopra della media nazionale sono la Provincia di Bolzano (54,4%), il Friuli (51,7%), il Veneto (49,9%) e l’Emilia Romagna (47,9%).

 

L’87,5% del totale delle visite e degli interventi odontoiatrici è avvenuto presso dentisti liberi professionisti, mentre solo il 12,5% della popolazione (perlopiù anziana) si è rivolto a strutture pubbliche o private convenzionate. Il ricorso ai liberi professionisti è più diffuso tra i soggetti con più alto grado d’istruzione e tra le famiglie del Nord. Sicilia e Calabria, con poco più del 13%, sono le Regioni in cui si registra il più alto ricorso ai servizi privati convenzionati. La percentuale dei cittadini che sostiene interamente la spesa per le cure odontoiatriche è molto elevata (85,9%), anche tra le persone con livello di istruzione minore. Per quanto riguarda la tutela della salute odontoiatrica nell’età evolutiva, tra i 6 e i 10 anni solo il 12,2% dei bambini ha fruito gratuitamente delle cure per i denti.

 

Consulta il documento completo (pdf 298 kb).

 


 

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