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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

clamidia

Ecdc: la guida 2009 per il controllo della clamidia in Europa

8 ottobre 2009 - Le infezioni da Chlamydia trachomatis sono le più diffuse infezioni sessualmente trasmissibili in Europa. Il numero di casi diagnosticati è in crescita in molti Paesi europei: per i mesi estivi del 2009 si prevede che circa 200 mila giovani in Europa contrarranno l’infezione. Tuttavia, le indagini condotte sui sistemi di controllo della clamidia di 29 Paesi europei, ha messo in evidenza che circa la metà dei Paesi non ha alcun tipo di attività organizzata per la malattia e che solo due Paesi hanno programmi di controllo nazionali per questa infezione.

 

Le infezioni da clamidia possono seriamente minacciare la fertilità delle giovani donne e la loro possibilità di avere figli. Visti gli alti livelli d’infezione registrati in Europa, e la possibilità che molto casi non vengano diagnosticati, gli impatti sulla salute pubblica nel futuro potrebbero essere molto significativi. Con l’obiettivo di aiutare i Paesi dell’Ue a rinforzare i propri sistemi di diagnosi e gestione della malattia, l’Ecdc ha pubblicato la guida “Chlamydia control in Europe: literature review” (pdf 2,5 Mb).

 

Un problema sanitario da non sottovalutare

La clamidia colpisce soprattutto i giovani adulti sotto i 25 anni d’età ed è in realtà molto più diffusa rispetto a quanto dicono i dati ufficiali, perché la maggior parte delle persone affette non mostra sintomi clinici. Il fatto che sia gli uomini sia le donne siano il più delle volte asintomatici, facilita la diffusione malattia, malgrado la disponibilità di trattamenti antibiotici efficaci e poco costosi. Secondo i sondaggi dei vari Paesi europei, la prevalenza della malattia tra i giovani varia mediamente tra il 5 e il 10%.

 

La clamidia, se non trattata, può portare a gravi infezioni pelviche e avere conseguenze sulla capacità riproduttiva di molte donne. I costi legati alla riduzione della fertilità causata dalla clamidia sono molto elevati e comportano interventi chirurgici alle tube e il ricorso alla fertilizzazione in vitro. Anche se il trattamento della clamidia con antibiotici è disponibile, semplice ed efficace, questo tipo di infezione è molto difficile da combattere, perché spesso non ha una sintomatologia. Per questo, è necessario che le autorità sanitarie potenzino i programmi di controllo di Chlamydia trachomatis.

 

Gli interventi

La guida raccomanda che le attività di prevenzione e di gestione dei pazienti vengano messe in atto prima di interventi più complessi come quelli di screening. Le attività suggerite dall’Ecdc sono suddivise in quattro fasi da adottare in successione:

  • prevenzione primaria: promozione della salute ed educazione, programmi destinati alle scuole e distribuzione di preservativi
  • gestione dei casi: diagnosi, gestione dei pazienti e dei partner, sorveglianza dei casi di routine
  • test: test di routine offerti a gruppi di persone che sono sottoposti ad altri servizi clinici
  • programma di screening: esami organizzati per la clamidia a una percentuale significativa di una specifica popolazione.

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