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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

febbre Congo-Crimea

Aspetti epidemiologici

8 settembre 2016 - Numerosi sono i virus che possono provocare febbri emorragiche nell’uomo; tra questi quello responsabile della febbre Congo-Crimea è il più diffuso e spesso è stato interessato in episodi epidemici molto estesi. L’area geografica di circolazione del virus è molto ampia e comprende parte dell’Asia, dell’Africa, del Medio Oriente, dell’Europa orientale e del sud-ovest europeo. In particolare, in Europa, sono stati segnalati casi umani di infezione da Albania, Armenia, Bulgaria, Kazakistan, Kosovo, Russia, Serbia, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan.

 

In Italia il virus non è mai stato isolato.

 

Il 31 agosto 2016 la Comunità Autonoma di Madrid ha segnalato due casi autoctoni di infezione da virus Congo Crimea. Il caso indice è un uomo di 62 anni, che ha contratto l’infezione a seguito del morso di una zecca infetta ed è deceduto il 25 agosto; il secondo caso è stato segnalato in un’operatrice sanitaria che ha assistito il caso indice durante il ricovero presso l’unità di terapia intensiva ed è attualmente ricoverata in un’unità di isolamento. Per nessuno dei due casi risulta un viaggio all’estero prima della comparsa dei sintomi. Per maggiori informazioni leggi la circolare del ministero della Salute (5 settembre) e consulta il sito dell’Ecdc (7 settembre).

 

Fonti: