Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Malattia da virus Ebola

Archivio 2015

(26 novembre 2015) Epidemia di ebola in Africa occidentale

Leggi l’aggiornamento epidemiologico sull’epidemia di ebola in Africa occidentale dove, dall’inizio dell’epidemia al 22 novembre 2015, sono stati segnalati all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) un totale di 28.637 casi sospetti, probabili e/o confermati di Evd e 11.314 decessi, in dieci Paesi (Liberia, Guinea, Sierra Leone, Mali, Nigeria, Senegal, Spagna, Regno Unito, Italia e Stati Uniti d’America). La maggior parte dei casi, e dei decessi, si è verificata tra agosto e dicembre 2014, in seguito l’incidenza è diminuita in concomitanza con l’intensificarsi della risposta all’epidemia.

 

(12 novembre 2015) La Sierra Leone è stata dichiarata ebola free

In assenza di nuovi casi di Evd in Sierra Leone per 42 giorni dopo l’ultima segnalazione, il 7 novembre l’Oms ha dichiarato la fine dell’epidemia nel Paese. Dall’inizio dell’epidemia, maggio 2014, sono stati notificati in Sierra Leone oltre 8700 casi di infezione. Tuttavia, il rischio di reintroduzione permane a causa della circolazione del virus in Guinea, per questo motivo le autorità sanitarie raccomandano di mantenere attive le misure di controllo. Per maggiori informazioni leggi il comunicato stampa dell’Oms visita il sito Ecdc.

 

(22 ottobre 2015) Oms: risultati preliminari di uno studio rivalutano la possibile persistenza di virus Ebola nel liquido seminale

I risultati preliminari di uno studio, pubblicato il 14 ottobre 2015 sul New England Medical Journal, hanno dimostrato che, in alcuni casi, uomini sopravvissuti alla malattia da virus Ebola (Evd) possono produrre liquido seminale che risulta positivo al virus tramite Real time polymerase chain reaction (Rt-Pcr) almeno fino a 9 mesi dopo l’infezione acuta. Questo studio, condotto in Sierra Leone congiuntamente dal Ministero della Salute della Sierra Leone, dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dal Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) americano, rivaluta la possibile persistenza del virus Ebola nei liquidi biologici di soggetti sopravvissuti all’infezione. Al momento non è noto per quanto tempo il virus possa persistere nel liquido seminale. Questo studio, una volta completato, valuterà i tempi di clearance del virus Ebola dal liquido seminale e la persistenza del virus in altri liquidi biologici di uomini e donne sopravvissuti all’infezione. Sebbene la persistenza virale nel liquido seminale suggerisca la possibilità di una trasmissione per via sessuale del virus Ebola, l’assenza di nuovi casi di Evd per 300 giorni in comunità della Sierra Leone con un numero elevato di sopravvissuti all’infezione, sembra indicare che questo sia un evento raro. Sulla base di questi risultati, l’Oms consiglia di offrire a tutti gli uomini sopravvissuti ad Evd un test del liquido seminale tre mesi dopo l’esordio della malattia acuta e, a tutti coloro che risultino positivi al virus, un test ogni mese fino a quando due test Rt-Pcr consecutivi non risultino negativi. Fino a quando il liquido seminale non risulti negativo al virus, viene consigliato di astenersi da rapporti sessuali o di utilizzare il preservativo e di prestare particolare attenzione all’igiene personale. Per maggiori informazioni leggi il comunicato dell’Oms “Persistent virus in people recovering from Ebola virus disease” e l’articolo sul New England Medical JournalEbola RNA Persistence in Semen of Ebola Virus Disease Survivors — Preliminary Report”.

 

(2 luglio 2015) Dalla Liberia la conferma di un nuovo caso di infezione da virus ebola

Il 29 giugno 2015 è stato confermato un nuovo caso di infezione da virus ebola in Liberia, il primo da quando l’Oms ha ufficialmente dichiarato la fine dell’epidemia in questo Paese (9 maggio 2015). Persiste in Guinea e Sierra Leone una trasmissione a bassa intensità di infezione da virus ebola con una lieve espansione, nelle ultime settimane, dell’area geografica interessata. Rimane elevato il rischio di diffusione dell’infezione nelle zone di confine dei paesi colpiti dall’epidemia, a causa dei frequenti spostamenti transfrontalieri di persone e della insufficiente sorveglianza nelle zone di frontiera. Il controllo dell’epidemia è ulteriormente aggravato dalla stagione delle piogge che complica gli spostamenti di attrezzature e personale sanitario. Per maggiori informazioni leggi il Rapid Risk Assessment dell’Ecdc “Rapid Risk Assessment: Outbreak of Ebola Virus disease in West Africa – 12th update” (pdf 1 Mb) e il “Situation Report” dell’Oms del 1 luglio 2015.

 

(11 giugno 2015) Epidemia di ebola in Africa occidentale: la gestione dell’emergenza

Da oltre un anno l’Oms, in collaborazione con la comunità internazionale, è in prima linea per contrastare l’epidemia di Ebola in Africa occidentale, la più grave e complessa epidemia di Ebola mai registrata. L’Oms, grazie alla sua competenza in sanità pubblica e ai suoi legami con altre agenzie delle Nazioni Unite e network istituzionali e tecnici, ha contribuito alla mobilitazione di team sanitari internazionali, alla realizzazione di laboratori specializzati, allo sviluppo di programmi formazione, alla distribuzione di oltre 1,4 milioni di dispositivi di protezione individuale e a favorire il rapido sviluppo di vaccini e terapie. Un’infografica che riassume il lavoro svolto è disponibile nel sito dell’Oms. In Italia, è stato dimesso l’infermiere italiano risultato positivo ai test per Evd mentre lavorava in Sierra Leone per l’Ong Emergency, ricoverato dal 12 maggio presso un reparto ad alto isolamento dell’Istituto nazionale di malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma. Per maggiori aggiornamenti consulta le pagine dedicate all’epidemia di Ebola in Africa occidentale.

 

(14 maggio 2015) Epidemia di Evd in Africa occidentale: l’aggiornamento epidemiologico

Dall’inizio dell’epidemia, nel dicembre 2013, nove Paesi hanno notificato casi di malattia da virus Ebola (Evd). In tre Paesi (Guinea, Liberia, Sierra Leone) si è verificata una trasmissione diffusa ed intensa. All’8 maggio 2015, nuovi casi di Evd continuano ad essere segnalati in Guinea e Sierra Leone. In assenza di nuovi casi di Evd in Liberia, 42 giorni dopo l’ultima segnalazione, l’Oms ha ufficialmente dichiarato la fine dell’epidemia in questo Paese. Nell’ultimo aggiornamento del Rapid Risk Assessment “Outbreak of Ebola virus disease in West Africa 11th update, 11 May 2015” (pdf 1,1 Mb), l’Ecdc esprime preoccupazione circa il rischio di epidemie dovute a malattie prevenibili da vaccino nei paesi più colpiti dall’epidemia da Evd, dove sono state interrotte le campagne vaccinali. Il documento sottolinea inoltre che il rischio di importazione di casi e di trasmissione in Europa rimane basso. Per maggiori informazioni scarica il Rapid Risk Assessment Ecdc (pdf 986 kb). Dal 12 maggio 2015, un infermiere italiano risultato positivo ai test per Evd mentre lavorava in Sierra Leone per l’Ong Emergency, è ricoverato presso un reparto ad alto isolamento dell’Istituto nazionale di malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma. Il paziente è stato trasportato in condizioni di bio-contenimento dall’Aereonautica Militare italiana. Per maggiori informazioni leggi gli aggiornamenti sul sito del ministero della Salute e i bollettini medici pubblicati sul sito dell’Istituto nazionale di malattie infettive “Lazzaro Spallanzani”.

 

(23 aprile 2015) Epidemia di Evd in Africa occidentale: l’aggiornamento Ecdc

Dall’inizio dell’epidemia, nel dicembre 2013, nove Paesi hanno notificato casi di malattia da virus Ebola (Evd). In tre Paesi (Guinea, Liberia, Sierra Leone) si è verificata una trasmissione diffusa ed intensa. Al 5 aprile 2015, nuovi casi di Evd sono stati segnalati in Guinea e Sierra Leone, ma con trend in diminuzione e distribuiti in modo più localizzato. La Liberia non ha notificato nuovi casi confermati di Evd dal 20 marzo. Il calo dei casi di Evd in Africa occidentale proseguirà se l’impegno attualmente in corso verrà mantenuto: è quanto dichiarato dall’Ecdc nell’ultimo aggiornamento del Rapid Risk AssessmentOutbreak of Ebola virus disease in West Africa. 10th update, 14 April 2015” (pdf 1,1 Mb). Il documento sottolinea inoltre che il rischio di importazione di casi e di trasmissione in Europa rimane basso. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 1,1 Mb) e visita il sito dell’Ecdc.

 

(16 aprile 2015) L’Oms aggiorna le fact sheet sull’ebola

La malattia da virus Ebola (Evd), in passato nota come febbre emorragica da virus Ebola, è una malattia grave e spesso fatale per l’uomo: è questa la prima informazione riportata nella pagina del sito Oms dedicata alle fact sheet sull’argomento, pubblicate ad aprile 2015. Tra le informazioni le modalità di trasmissione, i sintomi dell’infezione, le indagini necessarie per la diagnosi, le azioni da adottare per la prevenzione e le azioni intraprese dall’Oms per contrastare la diffusione di questo virus. Per maggiori informazioni visita la pagina dedicata.

 

(12 marzo 2015) Aggiornamento epidemiologico sull’epidemia di ebola in Africa occidentale

Dall’inizio dell’epidemia da malattia da virus ebola (Evd) all’8 marzo 2015, sono stati segnalati all’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) un totale di 24.282 casi sospetti, probabili e/o confermati di Evd e 9976 decessi, in nove Paesi (Liberia, Guinea, Sierra Leone, Mali, Nigeria, Senegal, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti d’America). In Liberia non sono stati segnalati nuovi casi di infezione da Evd per la seconda settimana consecutiva. Nuovi casi di Evd sono stati segnalati in Guinea e Sierra Leone nella settimana dell’8 marzo 2015. In assenza di nuovi casi di Evd in Nigeria, Senegal, Spagna, Mali e Regno Unito 42 giorni dopo l’ultima segnalazione, l’Oms ha ufficialmente dichiarato la fine dei focolai di Evd in questi Paesi. Per maggiori informazioni consulta le pagine dedicate all’epidemia in Africa occidentale.

 

(22 gennaio 2015) Evd in Africa occidentale: il punto della situazione

Trentuno persone sono state evacuate o rimpatriate da Paesi con trasmissione attiva di Evd dall’inizio dell’epidemia. Al 21 gennaio 2015, tredici evacuazioni mediche di casi confermati di Evd sono avvenute in Europa (3 in Germania, 3 in Spagna, 2 in Francia, 1 nel Regno Unito, 1 in Norvegia, 1 in Italia, 1 nei Paesi Bassi, 1 in Svizzera). Inoltre, sei persone esposte a Evd e poi risultate negative al virus sono state evacuate in Europa (2 nei Paesi Bassi, 1 in Svezia, 1 in Danimarca, 1 in Germania e 1 in Svizzera). In assenza di nuovi casi di Evd in Nigeria, Senegal, Spagna e Mali 42 giorni dopo l’ultima segnalazione, l’Oms ha ufficialmente dichiarato la fine dei focolai di Evd in questi Paesi. Per maggiori informazioni consulta la pagina dedicata all’epidemia in Africa occidentale.

 

(8 gennaio 2015) Epidemia da Evd in Africa occidentale: le novità in Europa

Il 29 dicembre 2014 a Glasgow, in Scozia, è stata confermata l’infezione da Evd in un operatore sanitario rientrato dalla Sierra Leone. Il paziente è stato trasferito presso l’unità di alto isolamento del Royal Free hospital di Londra. In assenza di nuovi casi di Evd in Spagna l’Oms ha ufficialmente dichiarato la fine del focolaio in questo Paese. In Italia, il medico risultato positivo ai test per virus Ebola mentre lavorava in Sierra Leone per l’Ong Emergency è stato dimesso il 2 gennaio 2015. Infine, l’Ecdc ha pubblicato il documento tecnico “Use of personal protective equipment for safe first assessment of Persons Under Investigation of Ebola virus disease in the Eu/Eea” in cui presenta, con un tutorial rivolto agli operatori sanitari, le modalità di utilizzo dei dispositivi di protezione individuali durante la prima valutazione di casi sospetti per infezione da Evd. Per maggiori informazioni consulta la pagina dedicata all’epidemia in Africa occidentale.

 


 

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