Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Epatite virale

Virus dell’epatite: l’importanza della prevenzione

Alfonso Mele - reparto Epidemiologia clinica e linee guida, Cnesps – Iss

 

28 luglio 2011 - La giornata mondiale per la lotta alle epatiti, promossa dall’Oms per il 28 luglio 2011, rappresenta l’occasione per delineare lo scenario su queste patologie e sottolineare il lavoro necessario per ridurne ulteriormente l’incidenza. Infatti, sebbene il quadro complessivo delle epatiti sia caratterizzato dalla diminuzione dei casi, sia nel numero di malati cronici, sia come problema di salute pubblica, bisogna ricordare che in Italia ci sono 600 mila portatori di virus B, un milione e mezzo di portatori di virus C, e che ogni anno vengono diagnosticate alcune migliaia di nuovi casi di infezione da entrambi i ceppi. Dai dati sull’epidemiologia di questi virus emerge, inoltre, che sono causa di circa 100 mila casi di cirrosi epatica da virus B, di circa 280 mila casi da virus C e che ogni anno circa 8-9 mila italiani muoiono di cirrosi ed epato-carcinoma causati da questi virus.

 

I fattori del successo

I progressi più importanti nella lotta alle epatiti sono da ricondursi all’introduzione di alcune pratiche sanitarie in grado di ridurre il rischio di contagio tra pazienti (come l’utilizzo di materiale monouso nei setting ospedalieri e l’introduzione degli screening del sangue) e all’introduzione della vaccinazione anti-epatite B. Infatti, in virtù di una legge varata vent’anni fa, in Italia, è stata avviata la vaccinazione universale dei nuovi nati e la vaccinazione degli adolescenti con la conseguenza che oggi tutta la popolazione da 0 a 30 anni ha una copertura vaccinale contro l’epatite B.

 

Le sfide per il futuro

Tuttavia, tossicodipendenze, rapporti occasionali non protetti e l’utilizzo di materiali non sterilizzati sia in ambiente sanitario, sia durante l’esecuzione di piercing e tatuaggi, sono fattori determinanti nell’incidenza dei nuovi casi tra la popolazione. Per questo motivo è necessario sottolineare l’importanza della prevenzione, raccomandando alle direzioni sanitarie l’impiego di materiale sterile, preferibilmente monouso, e la vaccinazione contro l’epatite B delle fasce sensibili della popolazione, come i tossicodipendenti, i loro familiari e gli immigrati.