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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Epatite virale

Epidemia di epatite A in Lettonia: il punto della situazione

16 aprile 2009 - Tra il 20 novembre 2007 e il 31 dicembre 2008 in Lettonia sono stati registrati 2817 casi di epatite A. In una prima fase dell’epidemia i contagi sono stati registrati unicamente tra i consumatori di droga, tra altri gruppi ad alto rischio e tra le persone esposte ad alcuni focolai nella capitale Riga. A partire dalla seconda metà del 2008, l’infezione si è diffusa anche nella popolazione generale. Il più alto numero di casi (678) è stato registrato nell’ottobre del 2008.

 

Epidemiologia

In Lettonia l’epatite A è una malattia a notifica obbligatoria da parte dei medici. Per definire le caratteristiche dell’epidemia in corso, il Centro per le malattie infettive lettone ha spedito 100 campioni di siero all’Istituto nazionale olandese per la salute pubblica e l’ambiente.

 

L’epidemia ha colpito persone di età molto diverse, dai 5 mesi agli 86 anni. L’ultima epidemia risale al 1988-1990, con quasi 20 mila casi registrati in 3 anni. Da allora, il numero dei casi è drasticamente diminuito e negli ultimi anni la media delle infezioni si aggira attorno ai 100 casi all’anno. Nei primi sei mesi della recente epidemia (dal novembre 2007 all’aprile 2008), la percentuale di pazienti di sesso maschile coinvolti nel contagio è stata pari al 72%, scesa poi al 52% nel semestre successivo.

 

L’incidenza complessiva è stata di 124 casi ogni 100 mila persone, con valori 1,35 volte più elevati negli uomini rispetto alle donne, probabilmente per il maggior numero di consumatori di droga tra i soggetti di sesso maschile. La percentuale di coloro che fanno uso di sostanze stupefacenti tra le persone infette si è rivelata più alta all’inizio dell’epidemia (più del 39%) rispetto ai mesi successivi, forse a causa del fatto che in questo gruppo il picco dei contagi, e quindi il declino degli stessi, ha anticipato quello nel resto della popolazione.

 

La maggior parte delle infezioni (2132, il 76% del totale) è stata registrata a Riga, mentre 199 e 88 casi sono stati riportati rispettivamente nella provincia di Riga e nella città di Jürmala. I decessi sono stati in tutto 17 (lo 0,6% dei casi totali) e tutti in pazienti malattie che presentavano patologie di base o fattori di rischio come l’uso di droghe. Il 91% dei casi sono stati trattati in ospedale.

 

Risultati delle analisi genetiche

Cento campioni di siero provenienti da pazienti lettoni sono stati analizzati attraverso il sequenziamento di 460 nucleotidi nella regione VP1/P2A. Una sequenza su 100 è risultata appartenere al genotipo IB, originario dell’Africa settentrionale e occidentale, quattro al genotipo IIIA, originario del Pakistan, e la maggior parte al genotipo IA, identificato nel 2004 in Olanda. I genotipi IB e IIIA sono probabilmente stati introdotti in Lettonia da viaggiatori provenienti da altre parti del mondo.

 

Strategie per il controllo dell’epidemia

Per tenere sotto controllo l’epidemia sono state prese le seguenti misure:

  • tutti i casi di epatite sono stati sottoposti ad indagine epidemiologica
  • i medici sono stati informati dell’epidemia
  • nei luoghi a rischio sono state prese ulteriori misure di controllo, per esempio limitando i contatti tra i bambini e aumentando le precauzioni igieniche
  • il monitoraggio dei casi di epatite è stato rafforzato
  • le informazioni sono state diffuse in stretta collaborazione con i mass media, attraverso siti web, lezioni, poster informativi
  • nelle scuole è stato realizzata un’indagine per identificare i fattori di rischio legati all’epatite A
  • la vaccinazione contro l’epatite A non è stata fornita gratuitamente, ma è stata raccomandata, in particolare ai gruppi a rischio.

Conclusioni

La causa dell’epidemia di epatite A in Lettonia non è ancora stata compresa a fondo, ma una serie di ipotesi potrebbero spiegare la diffusione dell’infezione. L’aumento dei casi all’inizio del 2008 potrebbe essere conseguenza dell’iniziale diffusione della malattia tra i consumatori di sostanze stupefacenti e tra i cittadini più svantaggiati, costretti a vivere in condizioni igieniche precarie. L’aumento della diffusione del virus nelle popolazioni più vulnerabili all’infezione si è poi esteso a una più ampia parte della popolazione. Le modalità di trasmissione sono state molteplici: dal diretto contatto tra le persone, all’ingestione di cibo contaminato.

 

Ulteriori informazioni sull’epatite A, sulle epidemie più recenti che hanno colpito i Paesi dell’Ue e sulle strategie da adottare possono essere trovate nel meeting report (pdf 271 kb) dell’Ecdc sulla risposta alle epidemie di epatite A, che si è tenuto a Riga nel novembre 2008.

 

Risorse utili

  • il meeting report dell’Ecdc “Technical meeting on hepatitis A outbreak response” (pdf 271 kb)
  • il numero 3 (pdf 2,9 Mb) del volume 14 dell’Eurosurveillance, pubblicato il 22 gennaio 2009, interamente dedicato all’epatite A
  • Epidemia di epatite A in Lettonia nel 2008 (in italiano, pdf 32 kb): un articolo di Eurosurveillance pubblicato a ottobre 2008 suggerisce alcune possibili spiegazioni relative all’aumento dell’incidenza. Leggi anche l’aggiornamento della situazione (in inglese, gennaio 2009).