Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Infezioni da hpv e cervicocarcinoma

Documentazione

In Italia

 

Cervical cancer screening in women vaccinated against human papillomavirus infection: Recommendations from a consensus conference

Articolo pubblicato su Preventive Medicine e relativo alla Consensus Conference, promossa dall’Osservatorio nazionale screening (Ons) e dal Gruppo italiano screening cervicocarcinoma (Gisci), che si è tenuta a Firenze il 5 novembre 2015. Per approfondire consulta l’articolo completo su Preventive Medicine.

 

Test Hpv validati per lo screening del carcinoma della cervice uterina – Rapporto N. 1 (pdf 484 kb)

Documento del Gisci pubblicato ad aprile 2016 in cui si segnalano i Hpv, ad oggi, clinicamente validati per l’uso come test primario.

 

Definizione del percorso di screening nelle donne vaccinate contro l’Hpv (pdf 2,1 Mb)

È disponibile on line il documento finale della Consensus Conference promossa dall’Osservatorio nazionale screening (Ons) e dal Gruppo italiano screening cervicocarcinoma (Gisci), che si è tenuta a Firenze lo scorso 5 Novembre. L’evento, che ha visto la partecipazione di un gruppo interdisciplinare con rappresentanti di diverse Società scientifiche e Istituzioni, ha portato all’elaborazione di un documento di consenso che fornisce indicazioni per lo screening del cervico-carcinoma basate sulle migliori evidenze scientifiche. Per maggiori informazioni visita il sito Gisci.

 

Le 100 domande sull’Hpv (pdf 1,7 Mb)

Da anni, il Gruppo italiano screening cervicocarcinoma (Gisci) e l’Osservatorio nazionale screening (Ons), pubblicano tre documenti sotto forma di domande e risposte sul papilloma virus umano (Hpv). Due sono rivolti sia alle utenti sia agli operatori dei programmi di screening per la prevenzione del tumore del collo dell’utero, dei consultori e degli ambulatori vaccinali; uno è rivolto ai soli operatori. L’ultimo aggiornamento, di maggio 2015, contiene una panoramica sull’Hpv, un approfondimento sulle modalità di azione del virus, sul test diagnostico, le modalità di trasmissione dell’infezione, le cure e il vaccino, ed informazioni approfondite pensate per gli operatori. Per maggiori informazioni scarica il documento (pdf 1,7 Mb) e consulta il sito dell’Ons.

 

Actions improving Hpv vaccination uptake – Results from a national survey in Italy

Per questo motivo, il gruppo di lavoro dell’Iss all’interno del progetto Valore (VAlutazione LOcale e REgionale delle campagne di vaccinazione contro l’Hpv) ha condotto uno studio finalizzato a descrivere le strategie adottate nelle Asl italiane per offrire e promuovere la vaccinazione contro l’Hpv e identificare quali azioni potrebbero migliorare l’adesione alla vaccinazione. I risultati, illustrati nell’articolo pubblicato su Vaccine (Volume 33, Issue 21, 15 May 2015, Pages 2425–2431), sottolineano la necessità di promuovere la vaccinazione attraverso azioni che agiscano in sinergia. In particolare, risulta importante investire nella formazione dei diversi servizi e professionisti sanitari coinvolti nella promozione della vaccinazione contro l’Hpv e favorire la loro collaborazione per un obiettivo comune.

 

Exploring reasons for non-vaccination against human papillomavirus in Italy

Paura delle reazioni avverse, discordanza tra indicazioni e consigli medici e scarsa informazione sono gli ostacoli più frequenti alla vaccinazione anti-Hpv. Gli operatori sanitari sono ritenuti dalle famiglie la fonte più affidabile d’informazioni sulla vaccinazione contro l’Hpv e giocano un ruolo fondamentale nel processo decisionale. Pertanto è importante investire sulla loro formazione, includendo gli aspetti relativi alla comunicazione, affinché i genitori ricevano informazioni esaustive, chiare, trasparenti e omogenee. La creazione di un network di sanità pubblica intorno alle vaccinazioni permetterebbe la collaborazione tra servizi vaccinali e operatori sanitari del territorio, lo scambio di informazioni, la condivisione di messaggi comuni e degli strumenti comunicativi per offrire la vaccinazione. Sono queste alcune delle conclusioni dell’indagine condotta, nell’ambito del progetto Valore, tra le famiglie delle ragazze non vaccinate per comprendere i motivi di mancata vaccinazione. I risultati sono stati pubblicati a novembre 2014 sulla rivista Bmc Infectious Disease nell’articolo “Exploring reasons for non-vaccination against human papillomavirus in Italy”.

 

Progetto Valore (VAlutazione LOcale e REgionale delle campagne di vaccinazione contro l’Hpv): favorire l’adesione consapevole alla vaccinazione

Rapporto Istisan 13/47 pubblicato a luglio 2014. Il documento fa il punto sui risultati del progetto, condotto nel periodo 2011-2013, con l’obiettivo di identificare azioni utili a migliorare l’adesione alla vaccinazione contro l’Hpv. Per maggiori informazioni scarica il rapporto Istisan e visita le pagine di EpiCentro dedicate al progetto, ai risultati e alla descrizione dei materiali comunicativi realizzati da Regioni e Asl.

 

Proposte operative per migliorare l’adesione al programma di vaccinazione per l’Hpv: i risultati del progetto Valore

Dopo quasi tre anni di attività, si è concluso a maggio 2013 il progetto Valore(VAlutazione LOcale e REgionale delle campagne di vaccinazione contro l’Hpv), finanziato dal Centro nazionale per il controllo delle malattie (Ccm) del ministero della Salute, coordinato dal Centro nazionale di epidemiologia sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell’Istituto superiore di sanità e condotto, a partire da settembre 2010, in collaborazione con Asl e Regioni. A conclusione del progetto è stato predisposto un documento operativo “Aree di azione e proposte per migliorare l’adesione al programma di immunizzazione per l’Hpv” che, oltre a fornire una breve sintesi dei risultati del progetto, descrive le criticità rilevate nell’offerta della vaccinazione contro l’Hpv, le aree di intervento identificate e propone alcune azioni pratiche per favorire l’adesione alla vaccinazione contro l’Hpv e migliorare le coperture vaccinali. Inoltre, dalle varie attività è emerso il ruolo cruciale dell’operatore sanitario nel processo decisionale delle famiglie. Per questo motivo è stato realizzato un pacchetto formativo che rende disponibili, per le Regioni e le Asl, materiali didattici da utilizzare per corsi di formazione rivolti agli operatori sanitari coinvolti a diversi livelli nella vaccinazione contro l’Hpv. Per maggiori informazioni leggi la pagina dedicata ai risultati del progetto.

 

Ricerca del Dna del Papillomavirus umano (Hpv) come test primario per lo screening dei precursori del cancro del collo uterino (pdf 1,2 Mb)

Definire le migliori politiche di screening che utilizzano il test Hpv come test primario, indicare le migliori condizioni di utilizzo sulla base di efficacia ed effetti indesiderati, confrontandole con lo screening citologico e valutare l’aspetto costo-economico, la fattibilità e l’impatto sull’organizzazione dei servizi specifici di queste politiche nella realtà italiana: sono gli obiettivi del rapporto di Health technology assessment “Ricerca del Dna del Papillomavirus umano (Hpv) come test primario per lo screening dei precursori del cancro del collo uterino”, pubblicato nel numero di Epidemiologia & Prevenzione di maggio-agosto 2012. Per maggiori informazioni scarica il rapporto completo (pdf 1,2 Mb).

 

Workshop dell’Iss “La prevenzione dell’infezione da papilloma virus umano in Italia” (pdf 1,4 Mb)

Dagli atti del workshop dell’Iss “La prevenzione dell’infezione da papilloma virus umano in Italia” (pdf 1,4 Mb), tenutosi a Roma il 28 settembre 2009, emerge che il cervico-carcinoma ha un tasso di mortalità che varia con l’età: nelle giovani questo tumore rappresenta una causa di morte più frequente del tumore al corpo dell’utero, mentre in età più avanzata il rapporto si inverte. Tasso di incidenza e mortalità sono stimati in forte riduzione sia nel periodo di osservazione della mortalità (fino al 2002), sia nella proiezione al 2012: il tasso di incidenza passa dal 13,7 per 100.000 del 1980 al 6,2 per 100.000 nel 2002 e al 4,2 per 100.000 nel 2012; mentre il tasso standardizzato di mortalità scende dal 7 per 100.000 del 1980 all’1,6 per 100.000 nel 2012. Scarica il rapporto completo (pdf 1,4 Mb).

 

Strategie e coperture vaccinali nelle Regioni: primi dati regionali (pdf 1,9 Mb).

La campagna vaccinale Hpv è iniziata in tutte le Regioni italiane entro la fine del 2008 con l’obiettivo, definito nell’Intesa Stato-Regioni del 20 dicembre 2007(pdf 915 kb), di raggiungere una copertura vaccinale pari al 95% in 5 anni. La Regione Emilia Romagna, su incarico del Coordinamento interregionale prevenzione, ha raccolto i dati circa l’avanzamento del programma vaccinale Hpv per Regione e per coorte di nascita al 31 dicembre 2008 e al 30 giugno 2009, data più opportuna dal momento che le Regioni hanno iniziato la campagna vaccinale in mesi diversi del 2008. I dati per Regione relativi all’adesione alla vaccinazione Hpv (almeno 1 dose di vaccino) e la copertura vaccinale con 3 dosi nelle coorti di nascita 1997 (offerta attiva e gratuita) e 1996 (offerta gratuita e non attiva) sono stati presentati in occasione del workshop “Prevenzione Hpv in Italia” organizzato il 28 settembre 2009 a Roma dal Cnesps dell’Istituto superiore di sanità. Dall’analisi dei dati emerge una marcata eterogeneità per le coperture vaccinali nelle Regioni italiane. I valori medi dell’adesione con almeno una dose di vaccino sono risultati pari al 61,8% (range 23,4-80,4) e 43,9% (range 1,2-80,4) rispettivamente nella coorte del 1997 e 1996. Relativamente alla copertura vaccinale con 3 dosi, i valori medi sono 34,5% (range 0-62,1) e 26,7% (0-58,9) rispettivamente nella coorte del 1997 e 1996. Per i dettagli leggi la presentazione completa “Strategie e coperture vaccinali per HPV nelle Regioni” (pdf 1,9 Mb).

 

Lo stato di avanzamento dei programmi vaccinali nelle Regioni (pdf 165 kb),

Tutte le Regioni hanno iniziato la campagna per la vaccinazione anti-Hpv entro la fine del 2008. Basilicata e Valle d’Aosta hanno avviato la campagna nel 2007, 10 Regioni/P.A. nel corso della prima metà del 2008 e 9 tra settembre e novembre del 2008. Tutte le Regioni e P.A. prevedono l’offerta attiva e gratuita per le dodicenni (coorte di nascita del 1997, nel 2008), per cui il vaccino è stato inserito nella fascia H del prontuario farmaceutico nazionale. Valle D’Aosta, Piemonte, Friuli Venezia-Giulia e Toscana offrono il vaccino gratuitamente e attivamente anche a una seconda coorte di età, compresa tra il 15° e 16° anno. La Basilicata lo offre gratuitamente e attivamente per le coorti delle 12enni, 15enni, 18enni e 25enni. Un nuovo documento a cura del Cnesps-Iss e del Coordinamento interregionale della prevenzione, fa il punto sulla vaccinazione anti-Hpv e sullo stato di avanzamento dei programmi vaccinali nelle Regioni italiane e Province autonome a fine 2008. Questi dati aggiornano le informazioni raccolte nell’ottobre 2007 (pdf 25 kb). Per i dettagli, scarica il rapporto completo (pdf 165 kb).

 

Progetto Venice: i risultati dell'indagine 2007 (pdf 385 kb)

Come si arriva alla decisione di introdurre la vaccinazione per il papillomavirus? A questa domanda risponde Venice (Vaccine European New Integrated Collaboration Effort), progetto europeo che intende descrivere il processo decisionale che sta dietro le scelte sui piani nazionali di vaccinazione. L’obiettivo è agevolare e accompagnare i vari Paesi in questa valutazione. I risultati dell’indagine sono stati pubblicati su Eurosurveillance. EpiCentro propone traduzione e sintesi (pdf 385 kb)dell’articolo “Introduzione della vaccinazione contro il papilloma virus (Hpv) nei programmi di immunizzazione nazionali in Europa: i risultati dell'indagine Venice 2007”.

 

La comunicazione sulla vaccinazione contro il papilloma virus (pdf 171 kb)

All’interno del programma di vaccinazione contro il papilloma virus si inseriscono le diapositive intitolate “Oltre la confusione comunicativa, la corretta informazione e il counseling per la vaccinazione anti Hpv”. Le slide, curate da Barbara De Mei (Cnesps), con la consulenza di Marina Toschi (Asl 2 Perugia, Regione Umbria), sono uno strumento efficace per l’attività di formazione. Sono scaricabili e modificabili in base alle diverse esigenze. Scarica la presentazione(pdf 171 kb) e le diapositive (ppt 759 kb).

 

Hpv: le vaccinazioni nelle Regioni italiane (pdf 24 kb)

Informazioni sull’introduzione della vaccinazione anti-Hpv nelle Regioni italiane. I dati pubblicati nel 2007 sono stati raccolti grazie alla compilazione on line di un questionario (predisposto da un gruppo di lavoro del Coordinamento interregionale in collaborazione con il Reparto epidemiologia delle malattie infettive del Cnesps) da parte dei referenti regionali per le malattie infettive e vaccinazioni. Leggi il rapporto (pdf 24 kb). Consulta le diapositive sull’epidemiologia dell’infezione genitale da Hpv (pdf 199 kb), sui vaccini in commercio (pdf 805 kb) e quelle sugli screening (pdf 338 kb).

 

Infezioni da Hpv e strategie di prevenzione in Italia (pdf 90 kb)

Due studi condotti in Italia e pubblicati nel 2007 valutano la distribuzione degli Hpv in un campione di 414 donne (prevalentemente originarie delle regioni Campania e Lombardia) e la prevalenza delle infezioni da Hpv in 45 donne africane (di cui 14 Hiv positive e 31 Hiv negative) con storia di prostituzione e Pap test normale (43 su 45) o anomalo (2 su 45). Complessivamente, i tipi di Hpv ad alto rischio sono stati identificati nel 16,9% delle donne italiane con cervice normale e, rispettivamente, nel 50,5%, 69,2% e 78,5% delle donne con lesioni di basso grado, lesioni di alto grado e carcinoma invasivo della cervice. L’Hpv 16 è il genotipo più frequente, con una prevalenza dell’8,7%. Nel campione di donne africane, invece, la prevalenza di infezione da Hpv è del 42,2%, con un massimo del 57,1% nelle donne Hiv-positive. In questo campione si è osservata una bassa prevalenza di Hpv 16 e l’assenza del 18, comunemente presenti, invece, nella popolazione italiana. Scarica lo studio (pdf 90 kb).

 

Aifa: via libera al vaccino per l’Hpv

Marzo 2007. L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha deciso la commercializzazione e le modalità di rimborso del vaccino per la prevenzione delle lesioni causate da papillomavirus umano (Hpv), tipi 6, 11, 16 e 18. Hpv 16 e 18 sono responsabili del 70% dei casi di cancro cervicale, che ancora oggi provoca ogni anno in Italia oltre 1000 morti. Il vaccino è stato classificato in classe H-RR, ovvero può essere somministrato gratuitamente dalle strutture pubbliche alla coorte di popolazione che maggiormente ne può beneficiare, ossia le ragazze dodicenni. La decisione dell’Aifa fa dell’Italia il primo Paese europeo ad adottare una strategia vaccinale pubblica contro il papillomavirus umano. Circa 280.000 dodicenni saranno chiamate a una vaccinazione con una dose iniziale e due richiami a distanza, rispettivamente, di due e sei mesi dalla prima dose. La spesa prevista a carico del Servizio sanitario nazionale è di circa 75 milioni di euro l’anno. Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro.